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L'odore del sangue
di Mario Martone
Che fatica si fa a prendere sul serio i drammi di questa
coppia incapace
di conversare, sara' un problema di attori, sara' un
problema di lingua,
sara' un problema di dialoghi. La maestria di Martone
all'inizio un po'
risolleva un incipit un po' ingenuo, scopate e corse felici
da
innamorati da filmino delle vacanze, c'e' questo montaggio
secco e
inaspettato da cui mi ero lasciata prendere.
Ma poi tutto si sfilaccia e perde consistenza, anzi, ne
acquista
un'altra, il fastidio di certi atteggiamenti reiterati a
cercar di
significare altro, veder paura e preoccupazione dove c'e'
solo pura e
semplice gelosia e prepotenza e' proprio lavoro da
giocolieri
dell'interpretazione.
Umanamente pessimo, di un moralismo bieco, di quelli che se
cerchi (e
trovi) piacere sessuale appena un po' oltre sarai
immancabilmente
punito, e chi se ne frega se non era quello che il regista
(e l'autore
voleva dire).
"Mi sono fatta inculare" futuro tormentone pop
della primavera 2004.
Mafe
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