Cannibale (seconda uscita) 

Scheda volume:
Autore: AA.VV.
Edizione: Stampa Alternativa

Formato: fascicolo spillato

Prezzo: 10,00  euro

www.stampalternativa.it
 

Testata storica dell’avanguardia underground del fumetto italiano, Cannibale è rieditato in edizione integrale da Stampa Alternativa nel rispetto del formato fascicolare originario: la seconda uscita accorpa i numeri 4, 5, 6 e 7  dell’inverno 1977 e ospita interventi autoriali di Stefano Tamburini, Massimo Mattioli, Andrea Pazienza e Filippo Scozzari. Nata per (di)mostrare il malcontento intellettual-popolare di un’intera generazione preda dell’anarchia politico-sociali e di una generale crisi di valori morali, la rivista, attraverso le schegge create dai suoi principali fondatori/partecipanti, vomita tutta una realtà non più accettata come “normale” ma presentata, di volta in volta, in tutta la sua amoralità e la sua corruttela. Figli di una generazione che si appellava all’ideale della libertà suprema (in campo sociale, politico, esistenziale, sessuale,…), i vari Pazienza Tamburini Scozzari – un po’ meno Mattioli, a mio avviso, più interessato al totale sovvertimento fantastico del banale quotidiano – si ispirano alle avanguardie artistiche statunitensi (la beat generation, il minimalismo crescente, il fumetto underground di Crumb e compagnia bella) e tentano un analogo sovvertimento dei canoni estetico-morali di questo medium. L’operazione è spesso notevole a livello formale, con tavole (soprattutto quelle di Pazienza) degne di un Moebius accanitamente interessato alla realtà spicciola e non al sogno e allo spazio, mentre a livello tematico-filosofico risulta, oggi forse più che mai, datata, qua e là incerta, vagamente immatura.

In questo pack di quattro numeri, non a caso, il formato delle storie brevi e della scheggia episodica privilegia il talento mai troppo valorizzato di Mattioli, decisamente a suo agio tanto nella parodia (di Crumb soprattutto: compare pure Mr. Natural) quanto nella sana invenzione: con un tratto quasi debitore della raffinata rozzezza degli esordi disneyana, Mattioli plasma mondi a immagine e somiglianza della sua vulcanica creatività, non tralasciando annotazioni e segni evidenti di una critica, più velata che negli altri autori ma non meno efficace, alla realtà sociale di quei tempi.

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