24° “Da Sodoma a Hollywood”
Torino GLBT Film Festival
23/30 Aprile 2009
Ambrosio Cinecafè – Cinema Ideal Cityplex (serata di apertura e di chiusura)
24a edizione di “Da Sodoma a Hollywood” Torino International GLBT Film Festival, la quarta con il Museo Nazionale del Cinema per la gestione e l'organizzazione.
Oltre ai tre concorsi internazionali, tra gli eventi nel programma del 2009, segnaliamo la retrospettiva dedicata a Giuseppe Patroni Griffi (scrittore e regista di teatro e di cinema), la Carta Bianca a Ferzan Ozpetek (ci introduce nei film della sua vita) con ospite Franca Valeri , un omaggio a Filippo Timi , figura unica nel panorama italiano impegnato tra cinema, teatro e letteratura; altri omaggi a Adorfo Arrieta , cineasta e pittore che era tra i pionieri del cinema glbt europeo, a Guy Gilles , sperimentatore di un cinema poetico, a Shu-Lea Cheang , interessante cineasta sperimentale taiwanese “radical&sex&punk”, e alla scrittrice australiana Dorothy Porter , e per l'occasione Valeria Solarino legge alcuni brani dal romanzo in versi La maschera di scimmia . Ci sarà una finestra sui programmi televisivi cult Society e Sugar Rush , rispettivamente due serial con focus lesbico dal Sudafrica e dall'Inghilterra. Due eventi per ricordare i vent'anni della caduta del muro di Berlino e i quaranta dagli scontri di Stonewall a New York.
I temi trasversali di molti film e documentari sono ancora una volta la lotta contro l'aids e la discussione attorno alle difficoltà vissute dalle persone glbt nei paesi in cui l'omosessualità è tuttora un tabù. Non mancano tuttavia commedie leggere dagli Usa e dalla Spagna, o riflessioni sulla storia politico-culturale più recente.
GRAN SERATA di APERTURA FESTIVAL
Giovedì 23 aprile – ore 21.30 – Cinema Ideal Cityplex
Con l'intervento di Lucia Ocone e la partecipazione straordinaria di Franca Valeri
L'edizione 2009 si apre con l'anteprima italiana della esilarante sit-comedy in arrivo dalla Spagna Fuori menù – Fuera de carta di Nacho G. Velilla (2008): il film che esce nelle sale italiane il giorno dopo, venerdì 24 aprile, è l'opera prima di un regista cult di sit-com per la tv spagnola. Questa sorpresa dal mondo delle sit-com spagnole racconta una storia di conflitti famigliari, tra il romanticismo e lo spirito moderno: Maxi è proprietario di un ristorante chic nel quartiere Chueca di Madrid, noto per la sua alta percentuale di abitanti gay, e vive una vita tranquilla e soddisfacente, tra gli obiettivi professionali (aggiungere un'altra stella nella famosa guida Michelin) e la vita sentimentale, gay. Le cose cambiano con l'inatteso arrivo dei due figli, nati dal matrimonio (incidente di percorso), e del nuovo vicino di casa (un attraente giocatore di calcio dall'Argentina)…
Saranno presenti: Nacho G. Velilla, Javier Cámara (attore), Andrea Cirla (Bolero Film)
SERATA di CHIUSURA e PREMIAZIONE
Giovedì 30 aprile – ore 21.30 – Cinema Ideal Cineplex
Gran finale con la cerimonia di premiazione presentata da Vladimir Luxuria , con intervalli musicali tratti dal suo ultimo spettacolo Stasera ve le canto (accompagnata al piano da Gabriele Cofrancesco e per la regia di Roberto Piana). Intervengono: Georgeanne Kalweit , Pia Tuccitto
All'insegna della musica la serata di chiusura, Georgeanne Kalweit - nota in Italia come voce dei Delta V - canta Somewhere Over the Rainbow in omaggio a Judy Garland, mentre Pia Tuccitto – cantautrice rock italiana – si esibisce in alcuni brani suoi, che sono stati scelti e interpretati da Vasco Rossi e da Patty Pravo.
Chiude l'edizione numero 24 la proiezione fuori concorso di Mentiras y gordas del duo Alfonso Albacete e David Menkes, ancora dalla Spagna. Già campione di incassi, dopo sole due settimane di programmazione nelle sale, il nuovo film di Albacete e Menkes (già vincitori al Festival nel 2000), narra le vicende di un gruppo di giovani in vacanza che sta preparandosi per scoprire la vita futura, tra segreti, bugie, sesso, confusione, notti e feste folli.
Un'altra esilarante commedia, “giovane e notturna”, in arrivo dalle terre di Almodovar.
LE SEZ I ONi DEL FEST I VAL:
Concorsi Internazionali
Tre sezioni competitive giudicate da tre giurie internazionali: Concorso lungometraggi – Premio Ottavio Mai (5000 euro offerti dal festival) Concorso documentari (2500 euro offerti dal festival) Concorso cortometraggi (1500 euro offerti dal Coordinamento Torino Pride). Per ogni sezione competitiva è previsto anche un premio del pubblico.
Tra i/le componenti della giuria internazionale segnaliamo la presenza di Harry Baer , attore tedesco noto soprattutto per aver fatto parte del gruppo artistico attorno a R.W.Fassbinder sin dal primo film Katzelmacher nel 1969, emancipatosi ben presto a fare da collaboratore indispensabile dietro la cinepresa (soprattutto per Berlin Alexanderplatz , Lili Marlène , e l'ultimo splendido Querelle ). E quella di Donatella Maiorca , regista del film Viol@ nel 1999, di serie tv ( Un posto al sole , La squadra ) e del recente Viola di mare , con Valeria Solarino che interpreta una donna lesbica nella Sicilia ottocentesca.
Premio Nuovi Sguardi
Assegnato dal comitato di selezione del Festival a un film, tra lungometraggi e documentari, che rifletta l'evoluzione del cinema queer; tra la capacità di attraversare i linguaggi più diversi e quella di fondere le questioni legate all'identità con i generi cinematografici.
Fuori Concorso e Panoramiche
Prime visioni di film di registi affermati a livello internazionale o titoli in uscita nelle sale italiane caratterizzano la sezione Fuori Concorso e tre sezioni non competitive (lunghi, corti e doc) offrono un'esaudiente "panoramica" sullo stato della più recente e stimolante produzione glbt in pellicola e video.
Tra i titoli citiamo la prima mondiale di Boy del regista filippino Auraeus Solito dopo essere stato censurato al festival di Singapore; Nés en 68 di Olivier Ducastel e Jacques Martineau, che mette a confronto le due generazioni, quella che ha lottato nel 68 e quella che è nata nel 68; e il sequel di Another Gay Movie , con nuove folli avventure sexy dei quattro protagonisti: Another Gay Sequel: Gays Gone Wild dell'americano Todd Stephens.
La Retrospettiva: Giuseppe Patroni Griffi
Regista teatrale e cinematografico, è scomparso nel 2005. Nel cinema come in teatro i suoi trasgressivi personaggi sono portatori di una visione del mondo sensuale e libertaria che tende a scardinare i tabù sociali legati alla sessualità, in cui l'omosessualità ha in più di un caso un ruolo di primo piano. Tra i film presentati, il debutto del 1962, Il mare , e Metti una sera a cena del 1969 , che, dopo la realizzazione teatrale è diventato un film di successo con Florinda Bolkan e Jean-Louis Trintignant , provocando interventi censori.
Voice Over 4
L'arte negli anni ottanta dei General Idea (collettivo artistico attivo nel Canada) e di Keith Haring (il noto graffitista) e il mondo contemporaneo di Wolfgang Tillmans ; gli ultimi due film della pioniera Barbara Hammer e il nuovo progetto low-budget dell'innovativo Pascal Robitaille , L'Apesanteur . E tante altre proposte nella sezione in cui il cinema si contamina e dà vita a tanti linguaggi quante sono le sfumature dell'occhio.
Europa Mon Amour
Muscoli in gonnella: i peplum all'italiana
Si prosegue sulla scia della ricerca iniziata con gli Spaghetti Western un paio di anni fa, per addentrarsi stavolta nelle avventure dei cosidetti film Peplum. Siamo negli anni cinquanta e sessanta e il cinema italiano si popola di muscoli gonfi, gonnelline, corte spade, pettorali e addominali, gambe solide e nude: occasioni per mostrare le nudità maschili come facevano negli Usa le riviste di culturismo. Tra i titoli in programma: La vendetta di Ercole di Vittorio Cottafavi (1960), Il colosso di Rodi di Sergio Leone (1961) e Il figlio di Spartaco di Sergio Corbucci (1962).
Music & Movie Icons
UK 1979-2009: Da Ashes to Ashes alla Common People Generation
A colpi di musica, trent'anni di rivoluzione del gusto queer Made in UK: dalle trasgressioni di David Bowie al trasformismo new-romantic dei Visage , dal successo planetario degli Smiths , a quello radiofonico di canzoni come Smalltown Boy , dalla consacrazione dei Soft Cell a quella dei Pet Shop Boys, fino agli anni novanta, l'era del brit-pop e della "Common People", come cantavano i Pulp : canzone contro gli eccessi del decennio precedente, elogio della normalità come diversità. Strada seguita oggi da band come Franz Ferdinand e The Rakes, nella cui musica gli ultimi tabù, semmai ce ne fossero ancora, si abbattono con l'ironia.
EVENTI
Carta bianca a Ferzan Ozpetek
Un invito a presentare "i film della sua vita" al regista de Le fate ignoranti (2001), Saturno Contro (2006) e del recente Un giorno perfetto (2008). Tra i titoli scelti grandi classici come Narciso nero di Michael Powell e Emeric Pressburger, del 1947, La signora mia zia di Morton DaCosta, del 1958, e Leoni al sole di Vittorio Caprioli, del 1961.
Tre Premi Speciali: a Ventura Pons, Monika Treut e John Greyson
La proiezione del nuovo film Forasters (2008) è l'occasione per consegnare il Premio Speciale al regista catalano Ventura Pons , figura di rilievo spesso presente nel corso degli anni al Festival torinese. Uno dei pionieri del cinema gay , ha all'attivo la realizzazione di 20 lungometraggi, alcuni dei quali anche distribuiti nel nostro paese (ricordiamo Il voltapagina , 2002). Ha suscitato reazioni controverse alla Berlinale 2009 invece Ghosted di Monika Treut , regista tedesca attiva dai primi anni settanta (con Elfi Mikesch alla fotografia) per ridisegnare la mappa dei personaggi femminili, a cui va il secondo Premio Speciale, mentre il terzo è riservato a John Greyson , autore canadese di Fig Trees che ha vinto il Teddy Award per il miglio documentario a Berlino, ma che è noto inoltre per il suo forte impegno contro l'aids: Fig Trees infatti è un'indagine sulle case farmaceutiche produttrici dei farmaci curativi del terrificante virus.
A Vent'anni dalla caduta del Muro di Berlino
Per ricordare la vita nella città divisa: Westler di Wieland Speck (1985) e Coming Out (1989) di Heiner Carow. Inoltre c'è il divertente documentario Ein Traum in Erdbeerfolie ( Comrade Couture , 2008) di Marco Wilms sul mondo parallelo della moda e di chi negli anni del regime socialista nella ex DDR voleva crearsi una esistenza fantasiosa.
L'evento è in collaborazione con la Biennale della Democrazia che si svolge a Torino, parallelamente al Festival, dal 22 al 26 aprile.
Stonewall: Da Judy Garland a Harvey Milk
Ombre sul palcoscenico (1963) di Ronald Neame è l'ultimo film interpretato dall'icona del mondo gay di allora, Judy Garland, morta il 22 giugno 1969, pochi giorni prima dei violenti scontri a New York tra il movimento glbt e la polizia al bar Stonewall Inn, nel Greenwich Village. Da lì a qualche anno Harvey Milk , giovane attivista gay di San Francisco, con il suo motto " Hope " avrebbe iniziato la sua lotta per i diritti civili… e ne vediamo il tragico epilogo nello straordinario documento che ha girato Rob Epstein l'indomani alla liberazione del suo assassino: The Times of Harvey Milk del 1985.
GLI OMAGGI
Filippo Timi : “Peggio che diventare famoso”
Figura unica nel panorama italiano tra cinema, teatro e letteratura, l'attore dei recenti film di Gabriele Salvatores ( Come dio comanda ) e di Marco Bellocchio ( Vincere ) arriva sugli schermi del festival con alcuni personaggi memorabili: il Conte Masoch in L'eredità di Caino di Luca Acito e Sebastiano Montresor - un viaggio nel labirinto umano della perversione e della purezza, liberamente ispirato alla figura di Leopold von Sacher-Masoch, in cui Timi ha lasciato un segno profondo sulla visione generale del film; Zanna nel secondo film di Saverio Costanzo, In memoria di me (alla Berlinale 2007), il seminarista ribelle che apre gli occhi al giovane novizio Andrea sullo “strano” mondo della chiesa, e il partigiano in bilico tra lotta e libertà nel pluripremiato Homo Homini Lupus di Mattia Rovere.
Adorfo Arrieta: deliri d'amore
Autore spagnolo vicino alla Nouvelle Vague francese, anche pittore e grande conoscitore dell'opera di Jean Cocteau. I suoi corti realizzati a Madrid negli anni sessanta valgono come pietre miliari del cinema indipendente, mentre il suo Les Intrigues de Sylvia Couski , realizzato a Parigi, nel 1974 è considerato la prima opera militante underground parigina , e il mediometraggio Tam-Tam del 1975 è un vero mosaico di quegli anni, tra vita, arte e desiderio.
Guy Gilles: il tempo fuori tempo
Nato ad Algeri nel 1938, arriva in Francia verso la fine degli anni cinquanta. Nel primo lungometraggio, L'Amour à la mer (1962), appaiono Juliette Greco, Romy Schneider, Jean Pierre Léaud, nonché Patrick Jouané, che diventa da quel momento il suo alter ego sullo schermo e il suo compagno nella vita. Marguerite Duras ama il secondo lungometraggio di Gilles , Au pan coupé (1968), e Jeanne Moreau lo sostiene per realizzare, nel 1972, Absences répétées , senza dubbio il film più autobiografico di questo cineasta eclettico tra cinema, pittura, scrittura e fotografia .
Cinema in versi: Dorothy Porter
Un ricordo della poetessa australiana Dorothy Porter, recentemente scomparsa, attraverso i suoi lavori per il cinema: The Eternity Man (2008) di Julian Temple e La maschera di scimmia , noir lesbico , originariamente scritto come romanzo in versi e trasformato in film da Samantha Lang (2000).
Shu-Lea Cheang: Radical&sex&punk
Videoartista originaria del Taiwan, vive e lavora a Parigi. Con le sue opere (videoinstallazioni , opere in rete interattive, ma anche film) vuole richiamare l'attenzione del pubblico sulle connessioni tra media e mondo reale, per gettare le basi a sviluppare nuovi modi di vedere e di guardare la realtà. Al Festival si vedranno i due lungometraggi Fresh Kill (1994) e I.K.U. (2000) oltre ad alcuni corti realizzati tra il 1995 e il 2008, in cui si intersecano varie tecnologie e i temi a lei cari: la complessità nelle relazioni di potere, tra capitalismo e merce, lotte sociali e differenze sessuali, femminismo e diritti per gay e lesbiche.
Serie lesbiche: “Sugar Rush” e “Society” – un confronto tra Gran Bretagna e Sudafrica
Una delle serie tv a tematica glbt più amate di questi ultimi anni , trasmessa dalla rete inglese Channel Four, ha sollevato critiche e polemiche per la vicenda centrata sull'omosessualità della protagonista quindicenne Kim. Mai trasmessa da una tv italiana, Sugar Rush è però diventata di culto nella comunità lesbica del nostro paese che ne rincorre le puntate su internet ... La ormai tradizionale attenzione del Festival per il mondo dell'adolescenza si ibrida con quella per i fenomeni legati ai nuovi media . A ciò si associa il confronto con la realtà di giovani donne nere descritta nel serial sudafricano Society , dove si percepisce il vento liberatore dopo l'introduzione delle Civil Union Acts e della non discriminazione su base sessuale nella costituzione applicata da Nelson Mandela.
Introduzione
“Da Sodoma a Hollywood” 24: l'importanza di essere “minori”
Ancora poco tempo fa, in un'occasione pubblica, il nostro Festival è stato definito “minore”.
Consueta e scontata la mia reazione di rabbia, di stupore, di incredulità. Questo Festival è ancora vissuto, e considerato, come un'espressione culturale non adulta e non matura.
È inutile e immaturo un luogo aperto e disponibile, di scambio, di confronto, di dialogo e rispetto? È forse inutile cogliere e proporre importanti opportunità per conoscere e capire il senso globale della vita, della nostra vita? È forse inutile il successo di questo progetto culturale che si rinnova e aumenta anno dopo anno, e che ci ha portati a essere il festival GLBT più importante in Occidente?
Stiamo per avvicinarci ai nostri primi 25 anni di età e, ripensando a quell'etichetta di festival “minore”, riflettendoci, mi sono detto che hanno ragione e ne devo essere fiero ed orgoglioso.
Questa è una creatura di minoranza, di nicchia, inclusiva, rispettosa, attenta e aperta.
È un evento che dà voce e spazio a chi diversamente non ne avrebbe nei circuiti “maggiori”, che non si stanca di ricercare e contaminare, che ingloba e propone ogni anno esperienze a 360° di esplorazione e costruzione dell'immaginario queer e della cultura cinematografica.
Senza mai smarrire un profondo senso di “community”, di partecipazione e solidarietà, e di gratitudine più che mai quest'anno per chi ha generosamente risposto al nostro appello SOSTIENICI, lanciato per educare una certa politica miope e provinciale a non sottovalutare la passione e l'impegno che legano pubblico e Festival.
E quindi anche quest'anno insieme allo staff che rende l'intuizione possibile, è stata confezionata un'edizione che può soddisfare ogni sorta di interesse del nostro splendido pubblico e anche della critica.
Scorrendo il programma si può scoprire con quanto amore, rigore, gioia, e anche fatica, siamo riusciti a costruire anche questa 24esima edizione.
Non serve ripetere tutto ciò che concorre a comporre questo bel programma, ma penso che sia necessario ricordare e ringraziare i tre autori ai quali il Festival ha deciso di assegnare il Premio Speciale per sottolineare l'importanza del loro lavoro e del loro costante impegno: Ventura Pons, regista catalano, pioniere del “cinema gay” spesso presente nel corso degli anni al Festival torinese di cui proietteremo il nuovo film Forasters ; Monika Treut, regista e attivista tedesca, amica del Festival che con i suoi film (quest'anno vedremo la sua ultima fatica, Ghosted ) ha portato avanti una continua ricerca sul mondo della sessualità considerata “deviante”; John Greyson, il regista di Zero Patience , Lilies e Proteus , che con Fig Trees , sorprendente documentario-musical-opera, ci ricorda il flagello dell'Aids e ci spinge a lottare ancora come fanno i protagonisti del film, un sudafricano e un canadese, anche contro l'incosciente presa di posizione della Chiesa Cattolica.
Un affettuoso ringraziamento va a Ferzan Ozpetek, per aver accettato l'invito a presentare "i film della sua vita" e, in particolare, per aver scelto il bellissimo Leoni al sole di Vittorio Caprioli che ci darà la possibilità di avere fra noi l'amata Franca Valeri.
Ci tengo ancora a ricordare “A qualcuno piace libro”: presentazioni giornaliere di libri, letture e incontri con gli autori.
Il ringraziamento “operativo” invece va a quanti rendono possibile il Festival, gli Enti finanziatori, tutti i “piccoli” e “grandi” sponsor, ma soprattutto un grazie all'“irriducibile” squadra dei volontari!
Ancora una volta dunque ecco “I Film che cambiano la vita” per scoprire, conoscere e condividere; per lasciarci sedurre dalle tante e varie contaminazioni e incursioni che il Festival concede e si concede. Come piacerebbe a Ottavio.
Giovanni Minerba
Concorso Lungometraggi
Rückenwind (Light Gradient) di Jan Krüger (Germania, 2009)
Johann e Robin decidono di fare una gita in campagna. Più penetrano, però, nei boschi, più strana diventa la loro gita. Le biciclette scompaiono e la mappa non li aiuta a ritrovare il percorso. Capiscono di essere in pericolo, ma cercano di non dare troppa importanza a quello che sta succedendo: decidono di perdersi. Dopo alcuni giorni di vagabondaggio arrivano presso una casa di campagna, dove la proprietaria ed il suo giovane figlio danno loro un caloroso benvenuto. Johann e Robin iniziano a condividere così la vita quotidiana dei nuovi conosciuti e vengono anche messi al corrente dei loro segreti...Esordio al lungometraggio per Jan Krüger.
El patio de mi cárcel (My Prison Yard) di Belén Macías (Spagna, 2008)
A Madrid una ex-ladra che non riesce ad adattarsi alla vita fuori dal carcere decide di fondare una compagnia teatrale insieme a tre sue amiche: una prostituta, una migrante colombiana e una rom, nel tentativo di dare una raddrizzata alle loro vite. Prodotto da Augustin Almodòvar, con l'esordio alla regia di Belén Macías, El patio de mi cárcel ha ottenuto tre nomination ai premi Goya, tra cui quella per la Miglio Regia Rivelazione. Nel cast le almodòvariane Blanca Portillo ( Volver - Tornare ) e Candela Peña ( Tutto su mia madre ).
Gu huo (Fire in Silence) di Shen Weiwei (Cina, 2008)
Zhang Jiawei e Chen Zhihao sono una coppia gay il cui rapporto attraversa un momento di crisi. I due incontrano He Ye, un uomo che ha iniziato a frequentare ragazzi dopo aver avuto molte relazioni con donne. Per possedere Chen Zhihao, He Ye seduce prima Zhang Jiawei, quello della coppia, cioè, in cui l'insicurezza circa i sentimenti che prova è più forte. Zhang Jiawei non sopporta l'intromissione di He Ye e, infastidito dal rapporto di quest'ultimo con il suo fidanzato, decide di lasciare Chen Zhihao. Quest'ultimo, invece di cercare di ricucire il rapporto con il suo ex, decide di mettere in atto un piano di vendetta. Sorprendente opera prima dell'appena ventunenne Shen Weiwei.
Leonera (Lion's Den) di Pablo Trapero (Argentina/Corea del Sud/Brasile, 2008)
Leonera è il nome con cui in Argentina vengono chiamati quei luoghi/non-luoghi in cui i detenuti transitano in determinati momenti della loro condanna. Ma Leonera la leonessa, la regina delle fiere che difende i cuccioli. Julia è una leonera in tutti i sensi. Ed è una donna che, in cinque anni, passa da una condizione esistenziale a un'altra e finisce in carcere con l'accusa di omicidio. Intorno a lei, un mondo di leoneras capaci di recuperare solidarietà e affetti nonostante lo squallore e la violenza del carcere. Il nuovo film di Pablo Trapero, dopo il successi di Mondo Grua, El bonaerense , Familia rodante e Nacido y criado .
Selda (The Inmate) di Ellen Ramos, Paolo Villaluna (Filippine, 2008)
Rommel, che uccide accidentalmente un ragazzo e finisce in prigione. Qui stringe amicizia con Esteban, che diventa il suo punto di riferimento e anche il suo protettore. Il loro rapporto si trasforma in una vera e propria storia d'amore. Sette anni dopo, una volta fuori dal carcere, Rommel vivere come un fattore insieme a sua moglie. Esteban lo rintraccia e Rommel lo accoglie nella sua nuova vita a braccia aperte; ma quando la loro intimità supera i limiti del consentito, l'amore lascia spazio al dubbio e al senso di colpa.
A Festa da Menina Morta (The Dead Girl's Feast) di Matheus Nachtergaele (Brasile, 2008)
Da vent'anni una piccola popolazione rivierasca dell'Alto Rio delle Amazzoni commemora la festa della Ragazza Morta. L'evento celebra il miracolo rivelato da Santinho, che dopo il suicidio di sua madre ha ricevuto dalla bocca di un cane, un brandello del vestito di una vergine scomparsa. Il pezzo di stoffa, strappato e macchiato di sangue, è adorato come una reliquia. La festa cresce senza tenere conto del dolore di Tadeu, il fratello della ragazza morta. Ogni anno sempre più persone vogliono raggiungere questo luogo lontano dal mondo per ascoltare 'le rivelazioni' della ragazza che, al momento culminante della cerimonia, si manifestano attraverso Santinho. Opera prima di Matheus Nachtergaele, A Festa da Menina Morta è un film in cui l'identità e il genere si fondono in maniera curiosa e sorprendente.
Questo film concorre anche per il premio "Nuovi Sguardi".
Serbis (Service) di Brillante Mendoza (Filippine/Francia 2008)
La parola serbis in tagalog significa letteralmente "servizio". Siamo in una sala cinematografica gestita dalla famiglia Pineda, capitanata dalla vecchia Nanay Flor. La sala è un cinema per adulti chiamato "Family" e tutti i componenti della famiglia fanno qualcosa, compreso il "servizio", per portare dei soldi in più a casa. Ritorno al Festival di Brillante Mendoza, dopo Kaleldo e dopo aver vinto nel 2006 il premio del pubblico con Masahista .
Daybreak di Adolfo B. Alix Jr. (Filippine, 2008)
Una grande casa bianca, una coppia di ragazzi indecisi se continuare o meno la loro relazione. William e JP sono uno di fronte all'altro: riescono finalmente a confessarsi le bugie, i tradimenti, le fragilità e insicurezze dei sentimenti. Sogni e ricordi, bugie e verità, paure e desideri, tradimento e onestà, amore e odio: tutto viene fuori in questa notte, e forse le luci dell'alba porteranno ad una fine o ad un nuovo inizio. L'ultimo film del prolifico quanto giovane Adolfo B. Alix Jr., sicuramente una delle realtà migliori dell'ultimo cinema filippino.
Wu sheng feng ling (Soundless Wind Chime) di Kit Hung (Hong Kong/Cina/Svizzera, 2009)
Ricky è appena arrivato a Hong Kong dalla campagna cinese, mentre Pascal è un giovane ventisettenne svizzero. Ricky lavora come cameriere in un ristorante e vive con la zia Wella, una prostituta di strada. Pascal è un ladro e un imbroglione, che sfrutta a proprio vantaggio il fatto di essere europeo in una città asiatica. I due vivono un'appassionata storia d'amore, finché un tragico evento non sconvolge la loro relazione. Opera non convenzionale, con una fotografia raffinata e che prende le distanze dal tipico melodramma made in Hong Kong, Soundless Wind Chime è il primo lungometraggio di Kit Hung, già al Festival nel 2004 con il cortometraggio Buffering...
Luan qing chun (Beautiful Crazy) di Lee Chi Y. (Taiwan, 2008)
Un film esuberante sulla giovinezza e sui suoi dubbi con tre protagoniste diciassettenni alle prese con il primo amore e i primi problemi esistenziali: Angel, O Bu e Amy, le cui vicende sono raccontate in "ordine" poetico e non cronologico, attraverso frammenti di ricordi e vita quotidiana. Una fotografia e un montaggio spettacolari, dove tutto è messo sullo stesso piano, proprio come nella vita degli adolescenti, in cui piccoli e grandi problemi fluiscono in un unico, drammatico, modo di percepire la vita.
Rabioso sol, rabioso cielo (Raging Sun, Raging Sky) di Julián Hernández (Messico, 2008)
Nel suo ultimo film, Julián Hernández, già due volte Premio Speciale della Giuria al Festival nel 2003 e nel 2006, racconta la storia di due uomini, Kieri e Ryo, e del loro amore incondizionato. L'assolutezza di questo amore è ciò che dà senso alle loro vite. Ma un giorno Ryo viene portato via e Kieri si ritrova a doversi imbarcare per un viaggio misterioso. Senza che lui lo sappia, è “Corazón del cielo” in persona che guida e protegge i due amanti nella loro ricerca, perchè il Cielo non si dimentica di coloro che sono capaci di amare incondizionatamente. Teddy Award 2009 per il Miglior Lungometraggio.
Elève libre (Private Lessons) di Joachim Lafosse (Belgio, 2008)
Quarto film di uno dei registi più talentuosi della sua generazione, Elève libre prosegue la ricerca di Joachim Lafosse sulla trasmissione dei limiti e la loro trasgressione. Era già, lo ricordiamo, il soggetto del suo precedente film, Proprietà privata . Qui Jonas, un ragazzo di sedici anni, preferisce il tennis agli studi; ma se non passa gli esami, sarà costretto ad andare in una scuola tecnica. Tre adulti che navigano nei piaceri del libertinaggio gli propongono di aiutarlo. Jonas ha un altra preoccupazione: come si fa l'amore per la prima volta con una ragazza? I tre adulti s'incaricano di dare a Jonas alcuni consigli pratici.
Concorso documentari
Boriven nee yu pai tai karn kuk kun (This Area is Under Quarantine) di Thunska Pansittivorakul (Thailandia, 2009)
Due ragazzi raccontano separatamente le loro esperienze, anche di quelle sessuali. Improvvisamente li vediamo nella stessa stanza e dalle parole si passa all'azione. Le scene apertamente omosessuali nei film sono proibite dalla legge tailandese e Thunska Pansittivorakul ha realizzato questo documentario non senza qualche rischio. A questo punto, chiunque si chiederà perchè i due ragazzi non sono mai nudi, sa già la risposta.?
Questo film concorre anche per il Premio Nuovi Sguardi.
Out in India: A Family's Journey di Tom Keegan (USA/India, 2007)
La coppia Peter Carley e David Gere passa nove mesi in India insieme ai due piccoli figli adottati per cercare di dare il proprio contributo alla lotta contro l'AIDS. In India milioni di persone sono sieropositive, il 90% delle quali non sa di esserlo. I rapporti occasionali e il sesso non protetto sono all'ordine del giorno e i temi della prevenzione sessuale e dell'AIDS sono un tabù. In una società così tradizionalista ma che, allo stesso tempo, anela alla modernità, possono due papà americani fare la differenza? Con interventi di Nandita Palchoudhari e Richard Gere.
Intimidades de Shakespeare y Victor Hugo (Shakespeare and Victor Hugo's Intimacies) di Yulene Olaizola (Messico, 2008)
La pensione gestita da Rosa Carbajal, nonna della regista, all'angolo tra le calles Shakespeare e Victor Hugo, a Città del Messico, nasconde una storia intima e appassionata. Vent'anni or sono, Rosa aveva incontrato Jorge Riosse, un giovane tenente con cui aveva stretto un profondo rapporto di amicizia e che si era trasferito a vivere nella pensione. Qui, negli otto anni di permanenza, Jorge ha lasciato un segno indelebile su tutti coloro che lo hanno conosciuto. Con la sua morte improvvisa, però, i lati più oscuri della sua personalità sono venuti a galla: Jorge era un serial killer.
Questo film concorre anche per il Premio Nuovi Sguardi
Giorgio/Giorgia... storia di una voce di Gianfranco Mingozzi (Italia, 2008)
Giorgia O'Brien (all'anagrafe Giorgio Montana) è una delle più grandi dive del palcoscenico italiano degli anni Cinquanta e Sessanta, un fenomeno unico di trasformismo vocale e sessuale. Ha una limpida voce da soprano ma può toccare anche tutti i registri di un baritono. La sua è una biografia che non somiglia a quella di nessun'altro, barocca e inimitabile. Un'esistenza all'insegna della diversità e della sfida, ma anche dell'amore, dell'amicizia, della ricerca.
Falusi Románc: Meleg Szerelem (A Village Romance: Lesbian Love) di Kriszta Bódis (Ungheria, 2007)
Due donne di nome Mari vivono in un isolato villaggio ungherese: Mari Kalányos è nata lì e patisce gli abusi del marito alcolizzato; Mari Bán, invece, è una ex musicista di Budapest che si è trasferita in questo villaggio alla ricerca di tranquillità seguendo la scelta di molte altre lesbiche. Nonostante un primo momento di tolleranza, la comunità lesbica inizia ad essere oggetto di minacce da parte popolazione locale.
No Woman's Land di Anne Smolar (Belgio, 2008)
Cosa spingere a vivere in un altro Paese? Il desiderio di fuga? Esilio volontario o costretto? Come si sentiranno tutte queste Dorothy nel nuovo paese di Oz? Sopravvivranno? Certo le esperienze e i motivi personali possono essere i più svariati, ma le storie raccontate in questo film rappresentano non solo il privato delle intervistate, ma possono anche essere considerate come uno specchio della realtà.
Khastegi (Sex My Life) di Bahman Motamedian (Iran, 2008)
Ambientato a Teheran, in un costante sconfinamento tra documentario e fiction, Khastegi tratta un tema delicatissimo e coraggioso: quello della transessualità. I protagonisti infatti sono sette transessuali che vivono la loro quotidianità nella società iraniana di oggi. Un film dalla realizzazione tutt'altro che facile, a detta dello stesso regista, alla sua opera prima, dopo un passato di regista teatrale.
Les parents (The Parents) di Christophe Hermans (Belgio, 2008)
In un piccolo villaggio della Dordogna, Alain e Richard si occupano di accudire anziani ospitandoli nella loro casa. Per mesi, a volte anni, vivono con loro, proprio come in una vera famiglia. Per Alain e Richard lavoro e vita privata sono un'unica cosa: sono una coppia di fatto con tanti progetti per il futuro. Gli ospiti della loro casa lo ignorano, ma Alain e Richard hanno deciso di vendere la casa per trasferirsi alle Antille.
Queer China, "Comrade" China di Cui Zi'en (Cina, 2008)
Un saggio sull'omosessualità in Cina: dalla sua rappresentazione nel cinema e nella cultura cinese, ai temi legati allo sviluppo di una società piena di contraddizioni. Interviste ad attivisti che operano ai margini della legalità, spezzoni di film del presente e del passato, interventi di attori, produttori, registi e personaggi della cultura. Inoltre un resoconto sull'ultima edizione del Festival LGBT di Pechino, che quest'anno rischia di non essere realizzato a causa della coincidenza delle sue date con le celebrazioni dei vent'anni dai fatti di piazza Tienammen.
Isola nuda di Debora Inguglia (Italia, 2008)
Catania, 1939. Un gruppo di omosessuali viene arrestato e sottoposto a interrogatorio, ma anche a ispezioni corporali nel tentativo di avvalorare le supposizioni scientifiche del tempo che volevano spiegare l'omosessualità come una patologia. Il gruppo viene successivamente mandato al confino a Ustica, come successe ad altri omosessuali, nel tentativo fascista di arginare un pericolo incombente per l'etica di una nazione il cui Uomo era dedito ai valori della famiglia e dello Stato.
Punches' n' Ponytails di Pankaj Rishi Kumar (India, 2008)
Due donne indiane cercano di trovare soddisfazione in uno sport dominato dagli uomini: il pugilato. Nello stile del cinema verità, il ritratto di un'India che cambia attraverso i combattimenti di due donne che lottano, e non solo sul ring.
Fuori concorso
Another Gay Sequel: Gays Gone Wild! di Todd Stephens (USA, 2008)
Sulla scia delle risate di Another Gay Movie , presentato al festival nel 2007, ritroviamo gli stessi personaggi divertenti e spensierati alle prese con una nuova avventura. I quattro protagonisti, Andy, Nico, Jarod e Griff si sfidano durante le vacanze estive a “collezionare” rapporti sessuali, come sempre alle prese con il grottesco, l'imprevedibile e il tragicomico. Il film è un divertente susseguirsi dei tanti clichè che esistono sulla comunità gay, e che a loro volta disegnano i ragazzi come giovani ninfomani superficiali. Avranno una possibilità per riscattarsi prima che si accendino le luci in sala?
Boy di Auraeus Solito (Filippine, 2009)
Ritorna al Festival Auraeus Solito, vincitore dell'edizione 2006 con The Blossoming of Maximo Oliveros . Il suo nuovo film, Boy , appena finito, è stato già al centro di polemiche e il Festival di Singapore è costretto a programmarlo solo in proiezione privata per la giuria, perchè, come era già successo ad un altro film programmato al Festival lo scorso anno, Solos , anche Boy è stato censurato. Boy è una coming-of-age story in cui un giovane ragazzo che vuole diventare poeta, vende fumetti per potersi permettere una notte d'amore, a capodanno, con Aries, un escort che lavora in un locale notturno. La relazione tra i due non finirà quella notte...
Fuera de carta (Fuori menù, Chief's Specials) di Nacho G. Velilla (Spagna, 2008)
Maxi pensa che la sua vita sia perfetta. E' un famoso cuoco che possiede uno dei ristoranti top di Chueca, il distretto di Madrid con la più grossa comunità gay. Vive la sua omosessualità senza problemi o complessi. Suo unico desiderio è quello di far guadagnare al suo ristorante un'altra stella sulla guida Michelin. Le cose cambiano quando compaiono i figli avuti da un precedente matrimonio di "percorso" e soprattutto quando arriva un nuovo vicino di casa, un attraente e famoso giocatore di calcio argentino...
Maman est chez le coiffeur (Mommy Is at the Hairdresser's) di Léa Pool (Canada, 2008)
Ultimo giorno di scuola: la quindicenne Elise non vede l'ora di trascorrere le vacanze con i suoi amici e i suoi due piccoli fratelli. Siamo in Québec, è il 1966, il tempo è bellissimo e la vita sembra essere proprio come quella degli spot. Qualcosa, però, succede all'improvviso: la relazione tra i genitori di Elise cambia. Elise scopre che suo padre si è legato in modo eccessivo a un suo compagno di golf. Decide di dirlo a sua madre; l'effetto è disastroso. Il giorno dopo la madre di Elise da le dimissioni e parte per Londra: tutta la famiglia resta senza parole...Ultimo film di Léa Pool, al centro di un omaggio del Festival nel 2005, Maman est chez le coiffeur è una coming-of-age story in cui, come sempre succede nei film di Léa Pool, tutto ruota intorno al nucleo familiare e ai rapporti tra genitori e figli.
Mentiras y gordas (Sex, Party and Lies) di Alfonso Albacete, David Menkes (Spagna, 2009)
Le relazioni, i segreti, le bugie. le verità, il sesso, le feste caratterizzano l'estate ad Alicante di Paz, Carola, Carlos, Sonia, Nico, Tony, Marina e Leo.
Con un cast di giovani star della televisione spagnola, uscito nelle sale spagnole il 27 marzo per la distribuzione Sony, ecco l'ultimo film di Alfonso Albacete e David Menkes, vincitori dell'edizione 2000 del Festival con il film Sobrevivirè e autori anche di I Love You Baby. Mentiras y gordas offre una visione a un primo sguardo superficiale sui giovani, per spingersi a fare considerazioni più approfondite su questa fase della vita fondamentale per tutti noi.
Nés en 68 (Born in 68) di Olivier Ducastel, Jacques Martineau (Francia, 2008)
Dai registi di Crustacés et coquillages , film che ha aperto il Festival nel 2007, un dramma epico sulla storia politica della Francia e sulla liberazione dei costumi sessuali. Un gruppo di studenti della Sorbona nella Parigi del Maggio', tutti amici e amanti, decide di trasferirsi in campagna per dare avvio a una Comune. La vita collettiva sembra essere la realizzazione di un sogno dove tutti gli ideali e i credo politici vengono messi in pratica. Questi ideali, però, vengono a poco a poco traditi dai comportamenti sempre più imborghesiti di molti membri del gruppo. Laetitia Casta mette in scena una grande performance nel ruolo di Catherine, amata sia da Hervé che da Yves, e che alla fine diventerà una madre dolce ma allo stesso tempo determinata. In quasi tre ore che nemmeno si avvertono, il film percorre quarant'anni di storia francese, mettendo a confronto le speranze e i sogni della generazione del ‘68 con la totalmente diversa vita dei nostri giorni.
"Da Sodoma a Hollywood"
24° Torino GLBT Film Festival
23-30 Aprile 2009
COMUNICATO N. 6 – EVENTI DI MARTEDì 28 APRILE
- I due lungometraggi in concorso: Luan qing chun ( Beautiful Crazy ) di Lee Chi Yuan e Rabioso sol, rabioso cielo di Julián Hernández
- I due documentari in concorso: Les Parents di Christophe Hermans e Queer China, ‘Comrade China' di Cui Zi'en
- Il ritratto del fotografo tedesco Wolfgang Tillmans: If One Thing Matters – A Film about Wolfgang Tillmans di Heiko Kalmbach
- Per l'omaggio a Guy Gilles, il suo Au pan coupé con Macha Méril del 1967
- Parte l'omaggio a Filippo Timi con il film di Anna Negri, In principio erano le mutande
- Leopoldo Mastelloni presenta Il mare , esordio nel cinema di Giuseppe Patroni Griffi
I due lungometraggi in concorso:
Luan qing chun ( Beautiful Crazy ) di Lee Chi Yuan, arriva dal Taiwan, un film delicato e esuberante con tre protagoniste diciassettenni alle prese con il primo amore e i primi problemi esistenziali: Angel, O Bu e Amy, le cui vicende sono raccontate in "ordine" poetico e non cronologico, attraverso frammenti di ricordi e vita quotidiana. Una fotografia e un montaggio spettacolari, dove tutto è messo sullo stesso piano, proprio come nella vita degli adolescenti, in cui piccoli e grandi problemi fluiscono in un unico, drammatico, modo di percepire la vita. Rabioso sol, rabioso cielo del messicano Julián Hernández, già Teddy Award 2009 come miglior film a Berlino, narra la storia di Kieri e Ryo e il loro amore incondizionato che dà anche il senso profondo alla loro vita. Un giorno però Ryo viene portato via e Kieri si ritrova a doversi imbarcare per un viaggio misterioso, in cui sarà guidato a sua insaputa dal “corazón del cielo” che protegge i due amanti nella loro ricerca … Julián Hernández ha già vinto due volte il Premio Speciale della Giuria al Festival, nel 2003 e nel 2006.
I due documentari in concorso:
Arrivano dal Belgio e dalla Cina i due documentari in programma martedì e che concorrono per il premio: Les parents di Christophe Hermans segue il lavoro sociale svolto da Alain e Richard in un piccolo villaggio della Dordogna: accudiscono persone anziane ospitandole nella loro casa. Per mesi, a volte anni, vivono con loro, proprio come in una vera famiglia. Per Alain e Richard lavoro e vita privata sono un'unica cosa: sono una coppia di fatto con tanti progetti per il futuro. Un giorno elaborano il progetto di vendere la casa per trasferirsi alle Antille…
Più a carattere politico il secondo, Queer China, ‘Comrade' China di Cui Zi'en (ormai ospite fisso del Festival da diversi anni), anzi è un film-saggio sull'omosessualità in Cina: dalla sua rappresentazione nel cinema e nella cultura cinese, ai temi legati allo sviluppo di una società piena di contraddizioni. Interviste ad attivisti che operano ai margini della legalità, spezzoni di film del presente e del passato, interventi di attori, produttori, registi e personaggi della cultura. Inoltre un resoconto sull'ultima edizione del Festival LGBT di Pechino, che quest'anno rischia di non essere realizzato a causa della coincidenza delle sue date con le celebrazioni dei vent'anni dai fatti di piazza Tienanmen.
If One Thing Matters - A Film about Wolfgang Tillmans (2007) di Heiko Kalmbach è un documentario sul e con il giovane fotografo tedesco, il quale nel ritrarre i suoi soggetti pone al centro del proprio lavoro artistico le relazioni tra s/oggetto ripreso e ambiente, per poi riproporre le relazioni nelle e tra le varie immagini in fase di esposizione in galleria. Tillmans è nato nel 1968 a Remscheid in Germania e negli anni ottanta ha vissuto e lavorato ad Amburgo, prima di spostarsi nei primi anni novanta a Londra, dove vive tuttora (in alternanza con Berlino). Ha pubblicato foto su diverse riviste, tra cui Vogue , e nel 2000 ha vinto il Turner Prize, non senza qualche motivo di scalpore essendo stato il primo cittadino non British a vincerlo. Ha esposto in gallerie a New York, Tokyo, Parigi, Monaco e Berlino, nonché nei maggiori musei di tutto il mondo.
Parte l'omaggio a Filippo Timi
Approda oggi al Torino GLBT Film Festival Filippo Timi, noto al grande pubblico – oltre ai libri pubblicati, tra cui ricordiamo Peggio che diventare famoso – soprattutto per le sue apparizioni in film come I demoni di San Pietroburgo di Giuliano Montaldo, Saturno contro di Ferzan Ozpetek o del recente Come Dio comanda di Gabriele Salvatores, ma anche nelle produzioni indipendenti di Wilma Labate ( Signorina Effe ), Anna Negri o del torinese Tonino de Bernardi (di cui segnaliamo Rosatigre ). Aveva esordito sul palcoscenico sotto la direzione di Giorgio Barberio Corsetti, e ha vinto il Premio Ubu 2004 come miglior attore esordiente in teatro under 30.
In serata presenta In principio erano le mutande , il film esordio di Anna Negri che adatta il romanzo omonimo di Rosanna Campo esaltandone aspetti provocatori e controcorrente riguardo la libertà sessuale e di vita.
COMUNICATO N. 7 – EVENTI DI MERCOLEDì 29 APRILE
- Prima mondiale fuori concorso: Boy di Auraeus Solito
- Il film in concorso: Elève libre di Joachim Lafosse
- I due documentari in concorso: Isola nuda di Debora Inguglia e Punches' n' Ponytails di Pankaj Rishi Kumar
- Filippo Timi presenta In memoria di me di Saverio Costanzo
- The Universe of Keith Haring di Christina Klausen
- Omaggio a Judy Garland con il suo ultimo film, Ombre sul palcoscenico di Ronald Neame
- I.K.U. della videoartista/cineasta dal Taiwan, Shu-Lea Cheang
Fuori concorso: Prima mondiale di BOY di Auraeus Solito
Torna a Torino al Da Sodoma a Hollywood Glbt Film Festival, il regista filippino Auraeus Solito con la prima mondiale del suo nuovo film, Boy , già al centro delle polemiche perché censurato al recente festival di Singapore. Solito fa parte della giuria internazionale del festival torinese (lui stesso fu vincitore nel 2006 con The Blossoming of Maximo Oliveros ) e presenta – fuori concorso - questa storia di coming out di un ragazzo il cui sogno è fare il poeta: vende fumetti per potersi permettere una notte d'amore con Aries che lavora in un locale notturno, a Capodanno…
In concorso: Elève libre di Joachim Lafosse
Quarto film di uno dei registi più talentuosi della sua generazione, Elève libre prosegue la ricerca di Joachim Lafosse sulla trasmissione dei limiti e la loro trasgressione. Era già, lo ricordiamo, il soggetto del suo precedente film, Proprietà privata . Qui Jonas, un ragazzo di sedici anni, preferisce il tennis agli studi; ma se non passa gli esami, sarà costretto ad andare in una scuola tecnica. Tre adulti che navigano nei piaceri del libertinaggio gli propongono di aiutarlo. Jonas ha un'altra preoccupazione: come si fa l'amore per la prima volta con una ragazza? I tre adulti s'incaricano di dare a Jonas alcuni consigli pratici.
I due documentari in concorso
Isola nuda di Debora Inguglia (Italia, 2008) indaga il destino di un gruppo di omosessuali nel periodo fascista, a Catania nel 1939. Furono arrestati e sottoposti a interrogatorio, ma anche a ispezioni corporali nel tentativo di avvalorare le supposizioni scientifiche del tempo che volevano spiegare l'omosessualità come una patologia. E successivamente mandati al confino a Ustica, come successe a numerose altre persone omosessuali, per arginare il pericolo che si diffondesse una etica considerata poco dedita ai valori della famiglia e dello stato fascista…
Il secondo documentario arriva ancora dall'India: Punches' n' Ponytails di Pankaj Rishi Kumar narra le vicende di due donne indiane che cercano di trovare soddisfazione in uno sport dominato dagli uomini: il pugilato. Nello stile del cinéma verité, il ritratto di un'India che cambia attraverso i combattimenti di due donne che lottano, e non solo sul ring.
The Universe of Keith Haring (2008) di Christina Clausen è un documentario-ritratto dell'artista forse più famoso del graffitismo e unisce vecchie foto di famiglia, home movies sull'infanzia e l'adolescenza di Haring ma anche filmati ripresi da lui, interviste ai suoi genitori, a amici, parenti vicini e lontani e vari altri personaggi celebri per creare una memoria di un tempo felice che fu: la cultura pop, la musica new wave, energia e ottimismo portato nelle strade, fuori dalle gallerie buie, un periodo oscurato dal virus dell'aids prima e dalla paura poi. “L'arte è per tutti, e questo è il fine a cui voglio lavorare”, aveva detto all'epoca l'artista che nel lontano 1976 si era recato a San Francisco, e frequentando la Castro Street aveva iniziato a partecipare al movimento creato da Harvey Milk e a manifestare la propria omosessualità. Scoprì nell'88 di essere affetto dal virus micidiale, e fece in tempo a fondare la Keith Haring Foundation per aiutare i bimbi malati di Aids. Nel 1989 fece l'ultimo dipinto open air a Pisa intitolato Tuttomondo e dedicato alla pace universale. Morì il 16 febbraio 1990, aveva 31 anni, ma il suo linguaggio visivo si è imposto tra quelli più importanti emersi nel XX secolo, benché il comune di Roma avesse cancellato nel 2001 lo stupendo graffito lungo sei metri (e due in altezza) sulle pareti trasparenti della metropolitana lungo il ponte sul Tevere all'altezza di Piazzale Flaminio.
I.K.U. per l'omaggio a Shu-Lea Cheang
Apertamento ispirato a Blade Runner di cui vuole essere l'ideale sequel porno, il secondo lungometraggio di Shu-Lea Cheang, I.K.U., rivela sin dal titolo (che in giapponese significa “sto venendo”) il suo voler essere un porno sperimentale. Racconta il corpo cyber e la sessualità trans-gender di un mondo non così lontano, mescola le regole del genere fantascientifico con quelle dell'hardcore, dei video pubblicitari giapponesi e dei Manga. I.K.U. è una frenetica corsa polimorfa attraverso le libido dei personaggi: Reiko, la cyborg, Dizzy, il transessuale, e Tokyo-Rose, una dominatrix manipolatrice.
Shu-Lea Cheang è filmmaker, videoartista e artista concettuale, originaria di Taiwan ma profondamente nomadica e temporaneamente residente a Parigi. Per l'omaggio a Torino sono stati presentati anche diversi corti realizzati tra il 1993 e il 2008, nonché il suo primo lungometraggio Fresh Kill del 1994, esempi della sua poetica poliforme e dei temi a lei cari: il femminismo, le identità sessuali, le nuove tecnologie, la multimedialità dell'esperienza contemporanea. Un'ottica moderna che si nutre di punk, di pensiero cyborg e di pornografia con un atteggiamento radicale, ironico e critico.
COMUNICATO N. 8 – EVENTI DEL 30 APRILE E GRAN CHIUSURA DEL FESTIVAL
- Gran serata di chiusura con i Premi del festival – presenta Vladimir Luxuria – e con il film successo direttamente dalla Spagna, Mentiras y gordas di Alfonso Albacete e David Menkes
- Ultimi fuochi per la retrospettiva a Giuseppe Patroni Griffi, con il documentario a lui dedicato da Leopoldo Mastelloni, Metti una sera a cena con… Patroni Griffi
- Intrigante documentario sulla moda nella ex DDR per I vent'anni dalla caduta del muro di Berlino: Ein Traum in Erdbeerfolie (Comrad Couture) di Marco Wilms
- Filippo Timi presenta il suo corto Atomique-Les Trois portes , girato nel 2000 e L'eredità di Caino del duo Luca Acito e Sebastiano Montrésor
SERATA di CHIUSURA e PREMIAZIONE
Giovedì 30 aprile – ore 21.30 – Cinema Ideal Cineplex
Chiude l'edizione numero 24, che ha registrato un leggero aumento di pubblico (ca il 5% rispetto al 2008), ca 35mila presenze in totale per vedere gli oltre 200 film in programma.
Il gran finale della cerimonia di premiazione sarà presentato da Vladimir Luxuria . Ci saranno alcuni intervalli musicali tratti dal suo ultimo spettacolo Stasera ve le canto (accompagnata al piano da Gabriele Cofrancesco e per la regia di Roberto Piana). Inoltre intervengono: Georgeanne Kalweit , Pia Tuccitto
All'insegna della musica la serata di chiusura, Georgeanne Kalweit - nota in Italia come voce dei Delta V - canta Somewhere Over the Rainbow in omaggio a Judy Garland, mentre Pia Tuccitto – cantautrice rock italiana – si esibisce in alcuni brani suoi, che sono stati scelti e interpretati da Vasco Rossi e da Patty Pravo.
Seguirà la proiezione fuori concorso di Mentiras y gordas del duo Alfonso Albacete e David Menkes, un'altra commedia (come già Fuori menù ancora dalla Spagna. Già campione di incassi, dopo sole due settimane di programmazione nelle sale, il nuovo film di Albacete e Menkes (già vincitori al Festival nel 2000), narra le vicende di un gruppo di giovani in vacanza che sta preparandosi per scoprire la vita futura, tra segreti, bugie, sesso, confusione, notti e feste folli.
Un'altra esilarante commedia, “giovane e notturna”, in arrivo dalle terre di Almodovar.
A Vent'anni dalla caduta del Muro di Berlino
Uno sguardo oggi sulla vita parallela nel mondo della moda, di ieri:
Ein Traum in Erdbeerfolie di Marco Wilms (2008) si fa più esplicito nel titolo inglese Comrade Couture , ossia l' “alta moda dei compagni”. Il film è un viaggio nel mondo parallelo della moda e di chi negli anni del regime socialista nella Germania orientale si voleva creare una esistenza di fantasia accanto alla vita quotidiana piena di ristrettezze da questo punto di vista: era possibile, per chi aveva avuto lo sbuzzo creativo, inventarsi stili di vita personali, e persino provocatori. Il film racconta desideri, passioni e sogni vissuti e messi in scena all'ombra del muro che si era proiettata nelle zone orientali di Berlino. Il regista - allora un model presso l'Istituto della moda della DDR - ha incontrato i suoi ex-idoli del “voler essere diversi”, a cui da giovane si era ispirato: la designer Sabine von Oettingen, il fotografo Robert Paris e lo stilista e parrucchiere Frank Schäfer. E ha organizzato appositamente per il film un cosiddetto “party sovversivo del blocco sovietico” per rimettere insieme ancora una volta le due formazioni d'avanguardia underground che furono “in” a Berlino Est: “Chic Charmant und Dauerhaft” e “Allerleirauh”.
Un documentario divertente sulla creatività come fonte di vita e l'eterna ricerca della libertà – di essere e di esprimersi.
Filippo Timi presenta il suo Atomiques-Les trois portes e L'eredità di Caino di Acito e Montrésor
Ultimo round anche per Filippo Timi, ospite del 24° Torino GLBT Film Festival per l'omaggio a lui dedicato: sarà in sala 3 al Cinema Ambrosio alle ore 18 per presentare il suo unico corto girato nel 2000 Atomiques- Les trois portes (secondo posto al Bellaria Film Festival), in cui scherza in maniera molto personale sulle perversioni familiari e le proprie debolezze.
Segue il lungometraggio L'eredità di Caino girato tra il 2002 e il 2006 da Luca Acito e Sebastiano Montresor (entrambi presenti anche loro al Festival), in cui Timi ha interpretato il personaggio del Conte Masoch. Quattro anni di lavorazione per un viaggio nel labirinto umano della perversione e della purezza, liberamente ispirato alla figura di Leopold von Sacher-Masoch. L'eredità di Caino è la storia di una ricerca che si conclude in un abbraccio tanto intimo da sprofondare in quel “grande sonno in cui tutti amiamo dormire”. La collaborazione con Filippo Timi si era estesa oltre il suo ruolo, fino a lasciare un segno profondo sulla visione generale del film.
GRAN PREMIO OTTAVIO MAI (5000 EURO) A "LEONERA" DI PABLO TRAPERO (ARGENTINA, COREA DEL SUD, BRASILE)
PREMIO SPECIALE DELLE GIURIA A "ELèVE LIBRE" DI JOACHIM LAFOSSE (BELGIO)
BILANCIO POSITIVO DEL FESTIVAL: 35.OOO PRESENZE, AUMENTO DEL 5% RISPETTO AL 2008
IN ALLEGATO IL COMUNICATO CON I PREMI: MIGLIOR FILM, MIGLIOR DOCUMENTARIO E MIGLIOR CORTO E I PREMI DEL PUBBLICO
Giovedì 30 aprile ha chiuso i battenti il 24° Torino Glbt Film Festival “Da Sodoma a Hollywood” con un bilancio – nonostante gli incisi della crisi economica - in attivo: oltre 230 titoli (tra lungometraggi, documentari e corti) proiettati in otto giorni di festival, che si è svolto nelle tre sale del Cinema Ambrosio (con le serate di apertura e di chiusura al Cinema Ideal Cityplex). Il pubblico ha affollato giorno e notte le tre sale dell'Ambrosio, ma soprattutto gli eventi di apertura e di chiusura hanno registrato il tutto esaurito, mentre c'è stato un picco di spettatori paganti NEi primi giorni. Un po' più numeroso dell'anno scorso, quindi, considerando che l'edizione del 2008 era stata di nove giorni e in più una serata di pre-apertura: si può parlare di un leggero aumento del 5%. Un totale di circa 35.000 presenze, con oltre duecento ospiti tra registi, attori, produttori e distributori arrivati da tutto il mondo per accompagnare i loro film e discuterne con il pubblico. Erano presenti inoltre centocinquanta accreditati tra stampa nazionale e internazionale, e oltre duecento operatori professionali e culturali.
I PREMI DEL FESTIVAL
CONCORSO INTERNAZIONALE LUNGOMETRAGGI
La giuria internazionale composta da
Harry Baer, attore (Germania), Donatella Maiorca (regista, Italia), Monica Rametta (attrice, sceneggiatrice, Italia), Auraeus Solito (regista, Filippine), Todd Stephens (regista, Usa)
assegna all'unanimità il PREMIO OTTAVIO MAI del valore di 5000 euro (offerti dal Festival) a:
Leonera di Pablo Trapero
(Argentina/Corea del Sud/Brasile, 2008)
“Per l'equilibrio tra una regia rigorosa e geniale e le tante emozioni che riesce a trasmettere, veicolate dall'interpretazione intensa della protagonista femminile. Inoltre per l'archetipo femminile della maternità, come difesa dalla sopraffazione supportata dalla solidarietà femminile”.
Una Menzione Speciale va a Martina Gusman per la sua “Leonera”, alla sua capacità di immedesimazione psichica e fisica nel personaggio di madre.
Il Premio Speciale della Giuria va a:
Elève libre di Joachim Lafosse
(Belgio, 2008)
Per il coraggio con cui affronta in modo profondo, intelligente e estremamente rigoroso un tema difficile e scabroso, grazie a una sceneggiatura perfettamente calibrata con dialoghi asciutti ed essenziali.
Una Menzione Speciale va a Jonas Bloquet, innocente come Tadzio in Morte a Venezia , per la sua capacità naturale, nonostante la sua giovane età, di interpretare con coraggio un ruolo di tale difficoltà.
Menzione Speciale a:
Wu sheng feng ling (Soundless Wind Chime) di Kit Hung
(Hong Kong/Cina/Svizzera, 2008)
“per il suo immaginario poetico che cattura l'amore che non conosce confini di spazio, luogo e tempo, per l'equilibrio costante tra sogno, realtà e colpi di scena abbinati a grandi emozioni tra la bellezza e la tristezza e perché sposa con successo il diverso punto di vista tra oriente e occidente”.
CONCORSO INTERNAZIONALE DOCUMENTARI
La giuria internazionale composta da
Christos Acrivulis (regista, distributore, Italia/Germania), Eládio Climaco (critico, autore e conduttore televisivo, Portogallo), Florence Fradelizi (direttrice del festival glbt di Paris, Francia)
assegna il PRIMO PREMIO del valore di 2500 euro (offerti dal festival) ex-aequo a:
Khastegi (Sex My Life) di Bahman Motamedian (Iran, 2008)
“perché in una forma stilistica ed estetica inusuale, tra documentario e fiction, il regista rappresenta la scelta drastica dei protagonisti alla ricerca di una propria identità”
e a
Out in India: A Family's Journey di Tom Keegan (Usa/India, 2007)
“il film presenta in modo efficace ed emotivamente coinvolgente la collaborazione tra artisti e associazioni indiane per combattere i pregiudizi contro l'aids attraverso la solidarietà e l'arte. Il fatto che i protagonisti siano una coppia omosessuale con due bambini adottivi offre al film una prospettiva inedita nella ricerca della tolleranza”
Menzione speciale a:
Giorgio/Giorgia…storia di una voce di Gianfranco Mingozzi (Italia, 2008)
“che ha immortalato la storia e il percorso artistico di una diva transessuale importante dello spettacolo italiano”
CONCORSO INTERNAZIONALE CORTOMETRAGGI
La giuria internazionale composta da
Tim Macavoy (critico, Gran Bretagna), Maren Kroyman (attrice, cantante, Germania), Nir Ne'eman (regista, Israele)
assegna il PRIMO PREMIO di 1500 euro (offerti dal Coordinamento Pride Torino) a:
Saliva di Esmir Filho
(Brasile, 2008)
“Il cinema queer oggi non significa più soltanto fare film per noi stessi, ma la sua rappresentazione serve anche a raggiungere un pubblico più ampio. Abbiamo trovato un film dall'appeal universale, a prescindere dall'essere gay, etero o qualcos'altro, che ha mostrato originalità, sapienza tecnica e introspezione emotiva.
Come pubblico, siamo abituati a vedere film queer che esplorano l'identità sessuale e aiutano le persone a trovare un riferimento. Ognuno di noi deve provare l'esperienza scioccante o deliziosa del primo bacio, sia esso secco come il deserto o bagnato come una pioggia tropicale”.
Menzione Speciale a:
Même pas mort di Claudine Natkin
(Francia, 2008)
“Gelosia, perdita dell'innocenza e il lato più oscuro della scoperta di se stessi sono inerenti al genere queer, ma sono comunque vissuti da ognuno di noi: per la interpretazione così incisiva di Marty Simeon, guidata dalla regista Claudine Natkin, con stile maturo e rispettoso”.
IL PREMIO “NUOVI SGUARDI”
assegnato dal comitato di selezione del festival Ricke Merighi, Davide Oberto, Cosimo Santoro:
Il premio vuole riflettere l'evoluzione del cinema queer, segnalando lavori che, a prescindere dai temi trattati, sappiano utilizzare forme e linguaggi in cui il queer diventa una lettura del reale.
Il Premio “Nuovi sguardi” va a:
Wu sheng feng ling (Soundless Wind Chime) di Kit Hung
(Hong Kong/Cina/Svizzera, 2008)
“ Per la capacità di mescolare il tempo, perché concilia mondi diversi, attraverso uno sguardo poetico e l'uso di una tecnica cinematografica in grado di dare sostanza visiva ai sentimenti”.
I PREMI DEL PUBBLICO
MIGLIOR LUNGOMETRAGGIO:
Wu sheng feng ling (Soundless Wind Chime) di Kit Hung (Hong Kong/Cina/Svizzera, 2008)
MIGLIOR DOCUMENTARIO:
Queer China, "Comrade" China di Cui Zi'en (Cina, 2008)
MIGLIOR CORTO:
Tanjong Rhu (The Casuarina Cove) di Boo Junfeng (Singapore, 2008)
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