Sarah Maestri verso il cinema indipendente
Venerdì 8 maggio Marriot Grand Hotel Flora - via Vittorio Veneto, 191- Roma - Sala Flora 1- ore11- Presentazione del lungometraggio “La Terra nel Sangue” di Giovanni Ziberna, prodotto dalla casa di produzione cinematografica Sine Sole Cinéma.
Finalmente anche a Roma avrà luogo la presentazione del lungometraggio La Terra nel Sangue che lancia sul filone del cinema indipendente l'attrice Sarah Maestri, nuova icona dal volto acqua e sapone del cinema italiano.
Il film, strutturato in quattro episodi che si alternano seguendo le stagioni, è ambientato nel Friuli Venezia Giulia di oggi e di ieri, suggestivo teatro di vite che si intrecciano, si perdono e si ritrovano, sempre unite da un'origine forte, difficile da dimenticare.
Nell'affascinante cornice di Grado si svela il primo episodio, dove l'inverno accompagna un giovane adolescente che si trascina nell'insofferenza per il luogo in cui vive rimanendo intrappolato in una scelta difficile, e ne sviscera un tema tanto delicato quanto fondamentale: il rapporto con la propria terra. È qui che l'attrice Sarah Maestri interpreta il ruolo di una giovane ragazza che, bramosa di un futuro migliore, cerca il distacco dalla piccola città di Grado, dove è nata, per trasferirsi a Roma. Il personaggio, interpretato da Sarah Maestri con notevole maturità artistica, si troverà ad affrontare le difficoltà emotive legate ad un simile cambiamento, le implicazioni sul piano degli affetti, nonché il tanto particolare rapporto con una terra così lontana dai grandi centri metropolitani com'è il Friuli.
La primavera vede nascere una delicata storia d'amore, complice il fiume Isonzo, cornice di un territorio che si racconta e in cui la terra - principale protagonista del film - ritrova qui tutta la sua mutevole bellezza, collante fondamentale che lega a doppio filo le vicende.
L'episodio estivo è ambientato sui rinomati vigneti del Collio dove l'attesa della vendemmia, consumata come un rituale sacro, accompagna il protagonista verso l'accettazione della propria vita.
Il film si chiude con l'autunno, sul Carso, dove il ricordo della Grande Guerra è ancora vivo e dove i cinque bambini che giocano fra le trincee lanciano un messaggio di pace che non ha tempo né età.
Il giovane regista Giovanni Ziberna - figlio d'arte del grande Ermanno Olmi - si avventura nella fragile trama delle relazioni umane dei suoi personaggi con un'incredibile delicatezza, con la bravura di offrire allo spettatore prospettive molto diverse fra loro, che spaziano da quella ingenua del bambino a quella colma di memorie e contraddizioni dell'uomo maturo - in un film intenso, passionale ed intriso di valori.
|