LE AVVENTURE DEL TOPINO DESPERAUX

 


In origine c'è l'omonimo libro per bambini del 2003 di Kate DiCamillo, favola gentile in cui un topolino dimostra il proprio valore superando pregiudizi e difficoltà grazie a una grande determinazione e a un forte coraggio. La versione tridimensionale è affidata all'esperto animatore Rob Stevenhagen e a Sam Fell, già co-regista del non irresistibile Giù per il tubo . La sontuosa co-produzione anglo-americana partorisce però, è proprio il caso di dirlo, un topolino. Già la scelta di un ennesimo protagonista roditore non è delle più accattivanti, Ratatouille è ancora fresco, ma a ridurre l'interesse è proprio l'entità dei conflitti messi in scena. Una regina muore di spavento nel vedere un topo, gli abitanti del regno di fantasia in cui è ambientata la vicenda sembrano vivere unicamente per il “Giorno della zuppa”, bandire topi e zuppa porta all'infelicità collettiva. Sì, certo, si tratta di una favola, la metafora è dietro l'angolo, ma l'impostazione del racconto pare avere un respiro limitato, perlomeno alla prima infanzia. Aspetto che stride con la particolare cura dell'aspetto visivo, molto originale nella scelta di toni cromatici delicati, di evidente derivazione pittorica (i fiamminghi in particolare), delle luci, per lo più tenui e soffuse, con ombre molto morbide, in grado di creare una magica aura di sospensione, e dell'animazione, semplice eppure sofisticatissima, con attenzione al minimo dettaglio e grandissima cura nella resa espressiva dei personaggi. Eppure tanta attenzione agli aspetti tecnici, che diventano parte integrante del racconto in quanto ne determinano con pregnanza l'atmosfera, non è supportata da un'adeguata sceneggiatura, decisamente piatta. Gli sviluppi si susseguono infatti nell'incapacità di avvincere, con una scansione piuttosto meccanica tra difficoltà e relativo superamento e vari passaggi, soprattutto nella parte finale, piuttosto forzati a un ottimismo tanto rassicurante quanto superficiale. Non brilla nemmeno la caratterizzazione dei personaggi, tutti ancorati al proprio aggettivo di riferimento e mai davvero vitali e sfaccettati, quindi credibili, nel fronteggiare gli eventi. Senza troppe sorprese la favola giunge così al lieto fine. Con grazia e solidità visiva, ma poca verve.

Luca Baroncini de www.spietati.it

 

Tanto tempo fa nel reame di Doremi nasce un topo diverso. Tutti
gli altri topi, pavidi e costantemente impauriti, lo chiamano
"coraggioso" in realtà Despereaux è solo curioso, talmente tanto da
superare la naturale paura che identifica la sua razza. Non è il
rischiare di far scattare le trappole per prendere il formaggio o
l'avventurarsi nelle stanze degli umani a caratterizzarlo ma il fatto
che invece che rosicchiare le pagine dei libri lui le legga, attratto al
fascino del racconto.
Tramite questo salto intellettuale capisce cose nuove e si distingue
dalla comunità che inevitabilmente lo condanna spedendolo nel
regno sotterraneo dei ratti, parenti più infidi, maligni e sporchi dei
topi. Lì incontrerà Roscuro, un ratto di nave finito per errore tra i
suoi simili di città anche lui per certi versi diverso dagli altri
perchè amante della luce.
Le loro avventure si incroceranno cavallerescamente con la storia del regno di Doremi,
oscurato dalla morte della sua regina e privato della linfa vitale.
Un film di Sam Fell. Animazione.