LOUISE-MICHEL

 

Un film di Beno î t Delépine e Gustave de Kervern

Francia, 2008 – Grottesco – Durata: 94‘

Con: Yolande Moreau, Bouli Lanners, Beno Î t Poelvoorde, Albert Dupontel, Joseph Dahan

“Mio caro padrone domani ti sparo...”

"Mio caro padrone domani ti sparo / farò di tua pelle sapon di somaro / ti stacco la testa ch'è lucida e tonda / così finalmente imparo il bowling” (P. Pietrangeli).

Due strani tipi: Louise, donnone mascolino (forse un uomo?) rimasta senza fabbrica e senza lavoro, e Michel, quasi efebico omaccione (forse una donna?) dedito alle investigazioni private senza arte né parte. Insieme compongono il nome dell'anarchica ed insegnante francese vissuta nell'ottocento. Si incontrano quando la prima, cercando insieme alle colleghe un modo per reinvestire la squallida liquidazione (100 euro per ogni anno di servizio), propone con il totale dei soldi di tutte di assoldare un sicario per far fuori il padrone. Scartato un primo nome, perché ormai fuori dal giro, la scelta cade casualmente sullo sgangherato Michel. Ma i capi, come gli esami di Eduardo, non finiscono mai. Simili ai caporali di Totò, hanno invaso il mondo ed ecco che, fattone fuori uno, ne spunta subito un altro, in un infinito e simbolico gioco al massacro (a questo proposito non andate via prima della fine dei titoli di coda, come ammonisce la didascalia iniziale). Così, tra malati terminali riciclati come killer, curiosi incidenti e perversioni varie, lo sciagurato duo attraversa l'Europa per compiere la loro personale vendetta.

Molti nomi sono stati fatti, dai Coen a Kaurismaki ,da Buñuel a Mel Brooks, per definire il cinema di Benoît Delépine e Gustave de Kervern. La coppia francese ha un particolare gusto per il grottesco e l'anarchico che pervade ogni singola inquadratura del loro nuovo e dissacrante film: dall'inizio, con la cerimonia funebre del vecchio padrone della fabbrica sulle note dell'Internazionale al surreale finale all'insegna del transgender, fino ancora al beffardo finalissimo cui si accennava sopra.

Coprodotta da Mathieu Kassovitz, anche interprete di un piccolo cameo, è una pellicola che va braccetto con l'attualità, visto che – la realtà come al solito supera la fantasia – in Francia recentemente più di un dirigente di imprese sull'orlo della chiusura è stato sequestrato nella propria stanza dai dipendenti in procinto di licenziamento per cercare di trattare sulle loro sorti.

Un modo quindi originale e scottante per riflettere sulla devastante crisi economica che sta attanagliando la nostra opulenta società occidentale.

Voto: * * * . .

Paolo Dallimonti