THE POWER OF LOVE
Verona, martedì 7 aprile 2009.
“Sono fatto per le immagini. Le amo. Quando vado al cinema, ci vado per vedere delle immagini.” Questa dichiarazione di David Lean rappresenta, quest'anno, il punto di partenza del nostro lavoro.
Schermi d'Amore al tempo della crisi vuole ripartire proprio dalle immagini di trenta pellicole, selezionate con rigore e passione e le propone al “pubblico in sala”, il suo più importante punto di riferimento. Rinunciamo senza esitazione a tappeti rossi e serate di gala e mettiamo l'accento su un'idea di festival considerato come un diritto dei cittadini alla diversità, alla ricchezza e alla varietà del cinema, messo in crisi dall'omologazione delle multisale.
Come da tradizione, Concorso e Panorama si muovono in Paesi diversi, dal Brasile al Canada, dal Giappone all'India e ovviamente all'Europa, con uno sguardo focalizzato maggiormente sulla più recente produzione francese.
Il mélo ancora una volta si contamina, si confonde, si mescola con altri generi: il poliziesco, il thriller, il road-movie, il film di spionaggio, il musical e altri ancora.
Due le retrospettive. Una dedicata a Isabel Coixet, una delle più brillanti e dinamiche personalità del cinema spagnolo contemporaneo, che ha realizzato in un decennio di attività una manciata di film, tutti costruiti su una narratività semplice e trasparente, ma che riescono sempre a cogliere la complessità e profondità dei sentimenti.
L'altra è un omaggio al maestro inglese David Lean di cui vengono presentate dieci pellicole restaurate, girate tra il 1942 e il 1954, prima di passare alle grandi produzioni internazionali. I film di questo primo periodo costituiscono senza dubbio il risultato più alto di Lean: sono brillanti e commoventi, girati con notevole fluidità narrativa, nessun dettaglio è superfluo, ogni ripresa è un tassello che arricchisce la trama, ogni immagine è l'eco di un'emozione che punta dritto al cuore dello spettatore.
Paolo Romano
Direttore Artistico
LE SEZIONI
Schermi d'Amore dedica dunque meno spazio al glamour, ma non rinuncia a un ospite di primo piano. A Verona c'è infatti grande attesa per l'omaggio a Isabel Coixet , curato da Nuria Vidal, che si è già occupata delle due retrospettive dedicate al melodramma spagnolo (2000) e al regista-produttore Gerardo Herrero (2007).
Regista, sceneggiatrice, documentarista, pubblicitaria, autrice di videoclip, Isabel Coixet è forse la cineasta spagnola dal respiro più internazionale e il Festival le dedicherà la più completa e aggiornata filmografia finora presentata in Italia. Protagonista assoluta il 25 aprile, alle 11 incontrerà il pubblico alla Fnac e alle 20 sarà presente in sala per la proiezione in anteprima nazionale del suo ultimo film, Lezioni d'amore . Distribuita da 01 Distribution, la pellicola vede tra i protagonisti Ben Kingsley e Penélope Cruz , premiata nelle scorse settimane con l'Oscar come Miglior attrice non protagonista per Vicky Cristina Barcelona , di Woody Allen.
La produzione della Coixet (cinque film in 10 anni, alcuni prodotti da Pedro Almodóvar ), è attraversata da tutte le sfumature del mélo, storie struggenti, venate di lieve humour, tutte giocate sugli sguardi intensi di uomini e donne nel contempo forti e fragili, combattivi e disarmati, cui prestano i volti attori come Ben Kingsley, Penélope Cruz, Sarah Polley, Julie Christie, Andrew McCarthy, Monica Bellucci.
Queste le pellicole:
Le cose che non ti ho mai detto ( Cosas que nunca te dije , Spagna / USA, 1996, 93')
A los que aman (Spagna 1998, 97')
La mia vita senza me ( Mi vida sin mì , Spagna 2003, 100')
La vita segreta delle parole ( La vida secreta de las palabras , Spagna / USA, 2005, 115')
Lezioni d'amore ( Elegy , Spagna / USA, 2008, 108')
Il Concorso , cuore della rosa di Schermi , vanta 10 film inediti di recente produzione, che raccontano l'amore nel terzo millennio, come viene vissuto vicino e lontano da noi, in età diverse, con stili differenti, con svariate tradizioni culturali. Dalla Spagna all'Islanda, dalla Svizzera all'India, dal Canada al Giappone, alla Corea del Sud: registi cult e sguardi non convenzionali sui sentimenti. Sarà il pubblico quest'anno ad assegnare il premio al miglior film.
Questi i titoli:
Country Wedding ( Sveitabrudkaup , Islanda 2008, 95') di Valdis Oskarsdottir
L'Empreinte de l'Ange (Francia, 2008, 95') di Safy Nebbou
Los girasoles ciegos (Spagna 2008, 98') di José Luis Cuerda
Heaven on Earth (Canada 2008, 106') di Deepa Mehta
The Naked Kitchen ( Ki-chin , Corea 2008, 102') di Hong Je-Young
Una Palabra Tuya (Spagna 2008, 100') di Ángeles González Sinde
Un Roman Policier (Francia 2008, 96') di Stéphanie Duvivier
Tandoori Love (Svizzera, 2008, 92') di Oliver Paulus
Tôkyô sonata (Giappone / Olanda / Hong Kong 2008, 119') di Kiyoshi Kurosawa
A Year Ago in Winter ( Im Winter ein Jahr , Germania/USA 2008, 129') di Caroline Link
Non poteva mancare a Schermi d'Amore il lavoro di recupero di pellicole classiche, che si concentra quest'anno sulla filmografia del maestro David Lean , proponendo la prima parte della sua retrospettiva che sarà completata nel corso dell'anno all'interno della rassegna I Martedì del Festival , altra importante iniziativa culturale promossa dal Verona Film Festival.
Il British Film Institute, in collaborazione con altre prestigiose istituzioni, ha infatti restaurato dieci film realizzati da Lean tra il 1942 e il 1954, prima di dedicarsi alle grandi produzioni internazionali quali Lawrence d'Arabia e Il dottor Zivago . Secondo il critico David Thomson, i film di questo periodo costituiscono il risultato più alto di Lean: sono brillanti, commoventi, tutti girati con una notevole fluidità narrativa ottenuta alternando fulminee ellissi e scene madri, momenti di visionarietà e massima capacità di condensare i conflitti psicologici.
Queste le pellicole proposte:
Eroi del mare (In Which We Serve, GB, 1942, 114')
La famiglia Gibson (This Happy Breed, GB, 1944, 111')
Breve incontro (Brief Encounter, GB, 1945, 86')
Spirito allegro (Blithe Spirit, GB, 1945, 96')
Grandi Speranze (Great Expectations , GB, 1946, 118').
Le avventure di Oliver Twist (Oliver Twist, GB, 1948, 116')
Sogno d'amanti (The Passionate Friends, GB, 1948, 91')
L'amore segreto di Madeleine (Madeleine, GB, 1950, 95')
Ali del futuro (The Sound Barrier, GB, 1952, 118')
Hobson il tiranno (Hobson's Choice, GB, 1954, 107')
La sezione Panorama raccoglie perle scoperte nei festival internazionali, pellicole restaurate o presentate in nuove edizioni, cult movie o opere passate “fuori concorso”, a tutti gli effetti esempi delle contaminazioni che rendono il cinema sentimentale sempre così vivo. Accanto a titoli di attualità che si concentrano su argomenti delicati come le crisi depressive che colpiscono le donne dopo il parto, sono in programma commedie brillanti ed emozionante contaminazione tra spy-story e mélo.
Il vero evento della sezione sarà Lola Montès di Max Ophuls, nella splendida versione restaurata dalla Cinémathèque Française. La proiezione, a inviti, è fissata per martedì 21 aprile alle ore 21:00, nella serata di anteprima di Schermi d'Amore .
Queste le pellicole in programma:
Espion(s) (Francia 2008, 99') di Nicolas Saada
Le grand départ (Canada 2008, 105') di Claude Meunier
Lola Montès (Francia/Germania/ 1955, 110') di Max Ophuls
Maré, nossa historia de amor ( Another Love Story , Brasile 2007, 105') di Lùcia Murat
The Stranger in Me ( Das Fremde in Mir , Germania 2008, 99') di Emily Atef
Infine la tradizionale iniziativa per il pubblico più giovane: Corti per piccoli , la rassegna di corti d'animazione per bambini, rivolta alle scuole materne ed elementari di Verona e provincia, prevede una selezione di cortometraggi che rappresentano il meglio della produzione di film d'animazione europei, prodotti negli ultimi due anni, e rappresentativi delle differenti tecniche - dal disegno animato classico alla plastilina, alle marionette - che affrontano i più diversi soggetti legati alle culture dei Paesi rappresentati.
Sostengono il Festival:
Unicredit Banca
Alitrans
Air Dolomiti
FNAC Verona
Le Vigne di San Pietro
Intesys
Media Group
Tecno Service Verdari
Ittica – Studio Grafico Corrado Bosi
Per ulteriori informazioni: www.schermidamore.it
Lola Montés
(Francia/RFT 1955 )
Regia: Max Ophuls . Soggetto: dal romanzo La vie extraordinaire de Lola Montès di Cécil Saint-Laurent. Sceneggiatura: Max Ophuls, Annette Wademant. Dialoghi: Jacques Natanson . Fotografia (col) : Christian Matras. Montaggio: Madeleine Gug. Scenografia: Jean D'Eaubonne. Costumi: Georges Annenkov. Musica: Georges Auric. Interpreti: Martine Carol ( Lola Montés ), Peter Ustinov, Oscar Werner, Ivan Desny. Produttore: Ralph Baum. Produzione: Florida/Gamma/Union-Films. Durata: 115'.
“Fu l'ultima dimostrazione del multiforme talento di Max Ophuls… L'opera di questo mago finiva con una apoteosi.”
[Claude Beylie]
Sotto il tendone di un circo, Lola Montés, celebre ballerina e cortigiana, che accese le fantasie di mezza Europa a cavallo della metà dell'Ottocento, rivive ogni sera gli episodi più scandalosi del suo passato davanti a un pubblico assetato di emozioni forti. Attraverso una struttura a flashback, scorrono gli amori di Lola, dal musicista Liszt al re Ludwig I di Baviera, fino alla parabola discendente, il salto mortale ogni sera nel circo, il bacio della mano concesso per un dollaro . Con un effetto di vertigine narrativa, che ritorna nelle acrobazie del film, assistiamo allo spettacolo nello spettacolo: il volteggiare della macchina da presa di Ophuls in un caleidoscopio di episodi fiammeggianti.
Max Ophuls ( Saarbrücken , 1902 – Amburgo, 1957) d ebutta a teatro nei ruggenti anni Venti, ma già all'inizio dei Trenta, scopre il cinema e inizia a collaborare come aiuto regista di Anatole Litvak. Nel 1932 dirige il suo primo film, Amanti folli ( Liebelei ) , che contiene già tutti gli elementi fondamentali della sua poetica. L'attenzione per la messa in scena, lo sfarzo di costumi e scenografie e il brio narrativo nascondono una visione profondamente pessimista dell'uomo e della società. Schnitzler e Maupassant, gli autori preferiti, ai quali spesso si ispira per i grandi temi dell'amore e della passione, gli permettono di ricostruire sul grande schermo un mondo fatto di illusioni evanescenti e sogni infranti. Una cifra che percorre per intero la sua filmografia, da La signora di tutti , girato in Italia nel 1934 a I gioielli di Madame de… , ( Madame de…, 1953), passando per il suo film più intenso, Lettera da una sconosciuta ( Letter From An Unknown Woman, 1948), fino al film-testamento Lola Montès (1955).
“It was the final display of Max Ophuls' manifold talent… The works of this genius finished with a triumph.”
[Claude Beylie]
In a circus tent, Lola Montès, the famous dancer and courtesan who ignited the fantasies of half of Europe in the mid 1800s, each night recalls the most scandalous episodes of her past in front of a passion-thirsty public. Her memories flow in the form of flashbacks: Lola's loves – from the musician, Liszt, to King Ludwig of Bavaria – until her downward slide: the death-flip every night at the circus and a dollar to kiss her hand. With vertiginous narrative effect, which is echoed in the acrobatics in the film, we watch a show within a show: Ophuls' camera twirls in a kaleidoscope of blazing episodes.
Max Ophuls ( Saarbrücken , 1902 – Hamburg, 1957) began in the theatre in the roaring Twenties, but already in the early Thirties, had discovered cinema and began working as assistant director to Anatole Litvak. In 1932 he directed his first film Flirtation ( Liebelei ) , which already contained the principal elements of his poetics. His attention to the mise-en-scène, the sumptuous costumes and sets, and his narrative sparkle hide a profoundly pessimistic view of man and society. Schnitzler and Maupassant – his favourite authors, often his inspiration for the great themes of love and passion – allow him to reconstruct on screen a world made up of evanescent illusions and shattered dreams. A feature of every film he made, from Everybody's Woman (La signora di tutti) , filmed in Italy in 1934, to The Earrings of Madame de… , ( Madame de …, 1953), passing through his most intense film, Letter From An Unknown Woman ( 1948), to his final film and testament, Lola Montès (1955).
Sette cineasti prendono le difese di Lola Montès
In certi ambienti noi abbiamo sentito delle opinioni discordanti su questo film e, dopo averlo visto, abbiamo avuto il bisogno di sentirci per scambiare le nostre impressioni in merito.
Ci siamo trovati d'accordo nel sostenere che Lola Montès costituisce un'impresa nuova, audace e necessaria, è un film molto importante che arriva in un momento in cui il cinema ha urgente bisogno di rinnovamento. Avevamo anche sentito dire: “Il film non è piaciuto al pubblico e i film sono fatti per il pubblico”. A questa osservazione, rispondiamo che non è ancora detto che il film verrà ignorato dal pubblico, visto che è appena uscito. D'altronde, Lola Montès non somiglia affatto a ciò che siamo abituati a vedere sugli schermi, pertanto questa perplessità ci pare del tutto normale.
C'è da chiedersi se gli spettatori,che entrano in sala già prevenuti a causa di tutto questo clamore, avranno il coraggio, qualora dovessero amare il film, di manifestarlo apertamente. Noi pensiamo, innanzitutto, che Lola Montès sia un atto di riguardo nei confronti del pubblico, troppo spesso mortificato da film di livello troppo basso che alterano il gusto e la sensibilità. Questo film non è un divertissment . Al contrario, consente di riflettere, e noi crediamo che il pubblico voglia anche riflettere. Perché un uomo dovrebbe apprezzare un libro di una certa qualità e respingere un film di egual valore? Difendere Lola Montès significa difendere il cinema in generale, nella convinzione che ogni tentativo di rinnovamento sia positivo sia per il cinema che per il pubblico.
Jean Cocteau, Roberto Rossellini, Jacques Becker, Christian Jaque, Jacques Tati, Pierre Kast, Alexandre Astruc, Le Figaro 05/01/1956
Il restauro delle immagini
Il restauro di Lola Montès , iniziato nel 2006, è stato realizzato a partire dal negativo originale incompleto della versione del 1955, da spezzoni monocromatici e dalla copia lavoro, conservati presso la Cinémathèque de la Ville de Luxembourg , e da una copia conservata presso la Cinémathèque Royale de Belgique : i colori sono stati ricostruiti digitalmente da Technicolor Creative Service (Los Angeles) con la supervisione di Tom Burton; il suono stereofonico è stato ricostruito a partire dalla copia conservata presso la Cinémathèque Royale de Belgique , usata come riferimento, e dalle piste magnetiche tratte dalle prime copie di distribuzione, conservate presso il Filmmuseum München , tra l'altro utilizzate per il restauro della versione tedesca avvenuto nel 2002. la versione originale era in Cinemascope 2,55:1, un formato obsoleto. Per ritrovare la ratio originale la copia è stata stampata in Letterbox 2, 39:1 scope.
Il film Lola Montès è stato restaurato dalla Cinématèque Française in collaborazione con Les Films du Jeudi , Les Films de la Pléiade e Marcel Ophuls, la Thompson Foundation for the Film and Television Heritage e con il supporto del Franco-American Cultural Fund .
Il recupero filologico
Lola Montès fu girato in tre versioni differenti: francese, tedesca, inglese, in ognuna delle quali erano presenti scene in più lingue appositamente sottotitolate.
La prima parigina, avvenuta il 22 dicembre 1955, raccolse così pochi consensi da indurre il produttore, malgrado l'opposizione di Ophuls, a rimontare il film, tagliando alcuni frammenti. Nel 1966, Pierre Braunberger, de Les Films de la Pléiade , acquista i diritti del film e ricerca in vari laboratori europei le parti tagliate: nel 1967 rinviene una copia per la quale Max Ophuls aveva autorizzato alcuni tagli e molto pazientemente ricostruisce la struttura narrativa originale del film. Scomparso Braunberger, gli succede la figlia Laurence che ha continuato il processo di recupero non ancora ultimato dal padre.
Il film viene presentato nella sua versione integrale francese, proiettata a Parigi nel 1955, che è stata ufficialmente presentata al 61° Festival di Cannes.
ISABEL COIXET ARRIVA A VERONA E DÀ LEZIONI D'AMORE
La regista spagnola alla quale Schermi d'Amore dedica la più ampia retrospettiva finora mai realizzata, alle 11.00 incontra il pubblico alla Fnac e alle 20.15 presenta al Cinema Kappadue in anteprima nazionale il film, Lezioni d'Amore, che uscirà nelle sale italiane la prossima settimana.
È un momento magico questo per Isabel Coixet che presto sfiderà a Cannes il suo grande maestro, Pedro Almodóvar: entrambi infatti sono in lizza per la Palma d'Oro.
Il pomeriggio di Schermi sarà invece dedicato alle due frizzanti commedie di David Lean:
Spirito Allegro e Hobson il tiranno
In Concorso Country Wedding e The Naked Kitchen
E per finire, Espion(s), la spy-story di mezzanotte
Agenti segreti innamorati, sposi con scarso senso dell'orientamento, triangoli passionali e amori tra i banchi dell'università: sei film per un 25 aprile di cinema che spazia dalla commedia alla spy-story, al mélo surreale e un po' ironico.
Protagonista di questa seconda giornata di Festival sarà Isabel Coixet , che alle 11.00 incontrerà pubblico e giornalisti alla Fnac , insieme a Nuria Vidal, critica e saggista, al Direttore Artistico, Paolo Romano, a Cristina Andreu, regista e autrice della biografia della cineasta catalana, Una mujer bajo la influencia, e ad Alas Iou, autore di una monografia sulla Coixet. Regista formatasi nel mondo della pubblicità e dei videoclip, è una delle personalità più dinamiche e versatili del cinema contemporaneo: Schermi d'Amore dedica alla regista catalana un'intera sezione del Festival, con la proiezione di cinque pellicole. Cinque storie, nelle quali i personaggi femminili hanno un ruolo chiave, facendosi interpreti di una visione della vita forte e determinata, in cui i sentimenti e l'amore sono il perno attorno al quale tutto ruota.
Alle 20.15, Isabel Coixet presenterà in anteprima nazionale, per gentile concessione di 01 Distribution, il suo ultimo film Lezioni d'amore ( Elegy, 2008), con Ben Kingsley e Penélope Cruz. Un professore che si suppone sappia tutto, ma che in realtà non sa nulla dell'amore e della vita. Ad insegnarglielo sarà la passionale Consuela Castillo (Penélope Cruz), studentessa intrigante, anche dal punto di vista intellettuale. Lezioni d'amore “è la storia di qualcuno che ha trascorso la vita ingannandosi, ma arriva un momento in cui non si può più farlo, in cui la realtà ti colpisce e ti si pone davanti” (Isabel Coixet).
Uno sposo claustrofobico, un viaggio in pullman nel lunare paesaggio islandese e una chiesa di campagna : Country Wedding (2008), prima prova della regista islandese Valdís Óskarsdóttir , è il terzo film in Concorso , che sarà proiettato alle 18.00 al Cinema Kappadue.
Dopo i suoi strepitosi montaggi di Se mi lasci ti cancello (con Jim Carrey e Kate Winslet, 2004) di Michel Gondry , Scoprendo Forrester di Gus Van Sant (2000) e The New World di Terrence Malick (2005) , a sessant'anni Valdís Óskarsdóttir passa dietro la macchina da presa per raccontare un curioso matrimonio nella campagna di Reykjavik.
Alle 22.15, ménage à trois in cucina: The Naked Kitchen (2008) di Hong Ji-young è il quarto film in Concorso . Dopo alcuni cortometraggi, che hanno ricevuto numerosi apprezzamenti da parte dei critici, la giovane regista, diplomata all'Accademia Coreana di Arti Cinematografiche, porta sugli schermi il suo primo lungometraggio. Una situazione imprevedibile mette in relazione i tre protagonisti: un paradosso magistralmente raccontato dalla nuova esponente del cinema coreano femminile.
Pomeriggio dedicato alle commedie di David Lean : dalle sedute spiritiche di Spirito Allegro (ore 14.30), Oscar per gli effetti speciali nel 1946, al dispotico calzolaio del Lancashire (uno splendido Charles Laughton) di Hobson il tiranno , alle 16.00.
Spy-story di mezzanotte a conclusione della seconda giornata di Festival: Espion(s) di Nicolas Saada , critico di punta dei Cahiers du Cinema , che propone qui il suo primo lavoro da regista. Un convincente Guillaume Canet nei panni di Vincent, che da ladruncolo – suo malgrado – all'aeroporto di Parigi a spia – sempre suo malgrado – assoldato dai servizi segreti per evitare la condanna per furto. Nella uggiosa Londra, la storia d'amore tra Claire e Vincent si intreccia all'indagine sui traffici del marito di lei e ad un caso di terrorismo internazionale. Un mélo anglo-francese travestito da spy-story.
L'ULTIMO KUROSAWA A SCHERMI D'AMORE:
l'omonimo del grande regista presenta Tôkyô Sonata
Amori senza tempo nella Spagna di Isabel Coixet:
alle 20.15 A los que aman , con Julio Nuñez e Monica Bellucci
Atmosfera chabroliana per L'Empreinte de l'ange ,
film in Concorso di Safy Nebbou, alle 22.15 al Cinema Kappadue
Pomeriggio con David Lean:
alle 14.30 Sogno d'amanti e alle 16.00 La famiglia Gibson
Apparentemente una normale famiglia della capitale nipponica; di fatto, quattro estranei che vivono sotto lo stesso tetto: un figlio assente, un altro incapace di confessare il sogno di diventare musicista, un padre che nasconde la perdita del lavoro, una madre che non riesce più a tenere insieme la famiglia. È Tôkyô Sonata (2008), quinto film in Concorso , in programma domenica 26 aprile alle 18.00. Appassionato dei film d'azione americani e di Godard, passato dai film erotici dei primi anni '80 all'horror, alle serie tv, fino al cinema giapponese contemporaneo, Kiyoshi Kurosawa presenta a Schermi d'Amore l'ultimo suo lavoro.
Alle 22.15, il sesto film della sezione Concorso : L'Empreinte de l'Ange (2008) di Safy Nebbou . Dopo aver partecipato alla regia collettiva di Enfances (2007), la cineasta francese presenta a Schermi d'Amore il suo primo lavoro: un altro dramma familiare, raccontato con un crescendo ossessivo di immagini e sensazioni, sintomo della profonda angoscia di una madre (una coinvolgente Catherine Frot) che vive nella speranza di ritrovare la figlia scomparsa in un incendio.
“Per coloro che amano il tempo non esiste”, come sottolinea Isabel Coixet in A los que aman (1998), in programma alle 20.15. Primo film girato interamente in Spagna, è un amore infinito che si intreccia nella grandezza sconfinata della natura iberica, che qui ha un ruolo preponderante. La natura, infatti, sembra quasi dialogare con i protagonisti di questa vicenda collocata in un'epoca di fatto senza tempo, nonostante l'ambientazione quasi ottocentesca: è sicuramente il progetto più originale di una Isabel Coixet agli esordi.
Infine, un altro pomeriggio dedicato al cinema di David Lean : alle 14.30 , Sogno d'amanti (1948), pellicola che strizza l'occhio a Breve Incontro (1945), ma dai toni senza dubbi più aspri e accesi. Alle 16.00, Lean a colori: La famiglia Gibson (1944), tratto da Questo piccolo mondo di Noel Coward, è il primo film diretto interamente dal grande cineasta, che sperimenta un'ambientazione operaia e familiare per raccontare i cambiamenti dell'Inghilterra vittoriana.
INTEGRAZIONE, CUORI SPEZZATI E IMPRENDITORI SENZA SCRUPOLI:
IL PROGRAMMA DI LUNEDÌ 27 APRILE
In Concorso un testa a testa tutto al femminile: l'esordiente Stéphanie Duvivier affronta il polar in Un roman policier con il veterano Olivier Marchal, mentre Deepa Mehta si confronta con tradizione e sogni di libertà in Heaven on Earth
Prosegue l'omaggio a Isabel Coixet: la regista catalana riflette sulla solitudine, il dolore di un rapporto naufragato e la possibile “terapia per immagini” in
Le cose che non ti ho mai detto
La retrospettiva su David Lean propone il ritratto di un industriale senza scrupoli in Ali del futuro
È una Marsiglia cupa e livida, costantemente ripresa di notte, spazzata dalla pioggia, quella che Stéphanie Duvivier fissa nell'esordio dietro la macchina da presa Un roman policier . Un'opera prima che guarda al nuovo polar francese e che vanta l'interpretazione di uno dei nomi di punta del cinema poliziesco d'oltralpe, l'attore e regista, nonché ex poliziotto, Olivier Marchal. Duvivier segue una pattuglia mista della polizia e fa esplodere con stile asciutto i conflitti tra uomini e donne, immigrati algerini e trafficanti di droga, superiori e sottoposti. Un lungometraggio di cui ha scritto la sceneggiatura e che conferma il talento della trentacinquenne cineasta marocchina, vincitrice del Premio del pubblico al Festival del Cinema Arabo di Argeles con il primo corto Le mariage en papier e nominata ai César con il secondo lavoro Hymn à la gazelle . Proiezione alle ore 18.00 al cinema Kappadue.
India e Canada a confronto nella pellicola di Deepa Mehta Heaven on Earth : l'autrice della “trilogia degli elementi” torna sugli schermi veronesi rinnovando un sodalizio iniziato nel 1997, anno in cui Fire ha vinto il Premio come miglior film; Mehta è poi tornata al Festival con il successivo Earth , presentato fuori concorso nel 1999 alla presenza della regista e dell'attrice protagonista, Nandita Das. Proiezione alle ore 22.15 al cinema Kappadue.
Alle 20.15 terzo appuntamento dell'omaggio a Isabel Coixet: Le cose che non ti ho mai detto è il tentativo di trovare nelle immagini una chiave terapeutica al dolore di una separazione. Un triangolo sentimentale eppure profondamente amaro, nel quale, sottolinea Alas Iou, «il desiderio nasce grazie all'assenza del suo oggetto e muore in presenza dello stesso». Così Coixet commenta il film: « Le cose che non ti ho mai detto è la solitudine. Nessuno dei personaggi riesce realmente a parlare di quello che sta succedendo nei suoi rapporti con l'altro. Tutti si ingannano su se stessi e sulle loro relazioni, sommersi in una solitudine terribile. È un film che si collega molto bene alle persone della mia generazione, per molti è un film-feticcio: era la prima volta che vedevano sullo schermo quello che succedeva nella loro vita quotidiana».
Nomen omen per la pellicola di David Lean in programma alle 15.30: il titolo originale di Ali del futuro è infatti The Sound Barrier e la pellicola ha vinto l'Oscar nel 1953 per…il sonoro. Scritto da Terence Rattigan, il film narra il sogno dell'industriale John Ridgefield alle prese con una scommessa umana e imprenditoriale: costruire un aereo in grado di infrangere la barriera del suono. Combinando in modo magistrale l'azione delle riprese aeree realizzate da Anthony Squire e la psicologia dei personaggi, Lean lavora di montaggio e realizza una pellicola alla quale non si può non pensare rivedendo The Aviator di Martin Scorsese.
Per ulteriori informazioni: www.schermidamore.it |