Getting to know you
In una stazione d'autobus si incontrano-scontrano personaggi,
vicende, curiosità. La regista (anche sceneggiatrice) partiva con un incipit perlomeno
promettente, l'avvicendamento di tante storie, le disgregazioni sentimentali, tutto
raccontato dal punto di vista di due adolescenti. Il risultato è una terrificante sagra
del già visto amplificata per mille, con una regia di micidiale sciattezza, piattezza,
vuotezza. Figurine accartocciate, stereotipi, sentimentalismi d'accatto, piccoli problemi
da assistenti sociali. La rediviva Heater Matarazzo, bravina, cerca di dare spessore a un
personaggio insopportabile, riuscendo a metà. Mi chiedo perchè certi prodotti non
vengano destinati direttamente al mercato televisivo, prima di passare al cinema, dove
naturalmente verranno evitati. Ricorda, a livello contenuto/qualità, LA PRIMA VOLTA: la
stessa voglia di fare cinema morto.
Voto 0
Andrea D'Emilio
Vai
a Visioni...d'altri tempi: il cinema del passato