Rosetta
Ringrazio i fratelli Dardenne per aver prodotto "Rosetta": mi dispiace di
aver conosciuto questo film soltanto ora, cmq meglio tardi che mai ... Per chi non
l'avesse visto il lungometraggio tratta la storia di una ragazza 16enne alle prese con una
disperata ricerca di una vita "normale", "per non finire in un buco
nero".
L'ingrediente principale della sua vita è la sopravvivenza, non c'è modo di assaporare i
dolci frutti dei sentimenti, soltanto quelli amari della società circostante.
Rosetta diventa quindi spietata, aggressiva, una guerriera, deve trovare la forza di
proseguire da sola, senza poter contare sull'aiuto di una famiglia (vive in una roulotte
parcheggiata in un camping, con sua madre alcolizzata e un pò puttana).
Nel film manca un commento musicale, tutto è così freddo, aleggia un sapore aspro; non
c'è una via per poter fuggire, per potersi rasserenare considerando "Rosetta"
solo un film perchè sfortunatamente situazioni simili sono tuttora rilevabili. Com'è
possibile che degli adolescenti siano costretti a vagare costantemente con lunghi artigli,
pronti a difendersi da chiunque, senza poter accogliere il calore delle emozioni?
Ammetto che questo film è stato come un "pugno nello stomaco" nel vero senso
dell'espressione. Non mi aspettavo minimamente un simile realismo, privo di quella
ingombrante ed asfissiante retorica che a volte annoia. Non per generalizzare, ma quale
cineasta di Hollywood avrebbe osato ripetere per ben tre volte una scena così semplice
come quella del cambio delle scarpe "da festa" con gli stivali? Per non parlare
poi dei momenti di pausa in cui la protagonista si ciba solitaria con un panino o una
cialda, e la sola espressione dei suoi occhi ti blocca il respiro: così assente, così
maledettamente angosciante. Si prova pietà per Rosetta, ma è una pietà inutile,
artificiale, quasi scontata che termina con la fine del film, e quello che ti rimane non
è la voglia di aiutarla a riscattarsi dalla sua straziante situazione, bensì la glaciale
indifferenza di alcuni protagonisti (il datore di lavoro delle prime scene, i piliziotti,
la madre, il proprietario del camping), l'ingiustizia della società (la quale non è
ancora capace di offrire pari opportunità) e la grande forza che Rosetta riesce a
dimostrare, vincolata a soffrire ogni giorno oppressa dalla neutralità della gente.
Fabio
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