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FEMME FATALE
Trash al quadrato, che sia volontario o
meno non importa. Si salva solo il primo quarto d'ora,
quello del furto dei gioielli (seppur narrativamente
risibile), poi si degenera in ellissi incomprensibili, vezzi
depalmiani mal riusciti, situazioni assolutamente trash. Un
film marcio per cinefili marci,che vanno in visibilio allo
split screen depalmiano e altre cose simili. De Palma avra'
pure fatto un film piccolo, in esilio, per lasciare briglia
sciolta alla fantasia dopo le costrizioni dei recenti
blockbuster su commissione, e di certo questo Femme Fatale
si inserisce nel filone del suo cinema piu' personale. Ma e'
comunque un'operazione che nasce gia' vecchia, casualmente
superata sulle sue stesse tematiche da un regista ben piu'
avanti come Lynch (Mulholland Drive, di cui Femme Fatale
sembra la pallida fotocopia), sintomo di un regista giunto
al capolinea che non e' piu' in grado di guardare con
chiarezza al presente. E la sua, spiace dirlo, e'
un'operazione che puo' essere apprezzata e digerita
esclusivamente da un pubblico di cinefili anni 80: per tutto
il resto del pubblico e' una pellicola irritante, noiosa,
drammaticamente brutta e ridicola, che denota un vuoto
spaventoso di senso: cosa significa 'sto film?, viene
naturale chiedersi all'uscita. Si puo' spiegare giusto
nell'ottica di un Nonhosonno depalmiano, ovvero una
antologia riassuntiva, e allo stesso tempo sbiadita, del suo
cinema che fu, ma purtroppo oggi assolutamente
incomprensibile al di fuori della cerchia di fan. Una
debacle senza appello.
Voto: 4
Kaplan
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