Gatto nero gatto bianco

Il mondo degli zingari povero e kitch, pieno zeppo degli oggetti più strani. Kusturica ce lo mostra con un gioco di specchi deformanti popolandolo di personaggi grotteschi: troppo alti, troppo bassi, troppo vecchi, troppo ingenui, troppo avidi, troppo sporchi.
Ci racconta un matrimonio combinato e due storie d’amore – una scanzonata, l’altra fiabesca – un’amicizia che dura da sempre e una che nasce in modo alquanto singolare, facendo girare il tutto su una giostra di musiche e colori a un ritmo di quelli che solo lui sa creare e tenere.
È una giostra. Non si prende fiato finché non si scende.
Ludovica Maggi

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