Il signore del marketing
Andrea Fornasiero
 
Il Signore degli anelli è un caso finora unico nella storia del cinema per diverse ragioni. Alcune sono macroscopiche come la scelta di girare contemporaneamente tre film tenendo impegnato l’intero cast per quasi un anno di riprese, altre sono più sottili ed hanno a che vedere con l’enorme investimento sostenuto dalla New Line cinema. Lo sforzo produttivo per la realizzazione dei tre film è stato enorme e ha dimostrato moltissimo coraggio, ad esempio per la scelta di puntare su un regista abile e appassionato ma poco noto al pubblico e su di un cast senza star acclamatissime (il nome più famoso è Liv Tyler a cui comunque spetta una parte piuttosto marginale).
La New Line si è quindi più o meno legittimamente coperta con una elaborata e complessa strategia di marketing, che fa un rivoluzionario uso dei tempi di uscita. E’ evidente che la scelta di far uscire i tre film, a distanza di un anno l’uno dall’altro, serve ad ottimizzare la loro assimilazione da parte del pubblico, a creare sufficiente aspettativa per l’episodio successivo e soprattutto a far assorbire al mercato una serie di prodotti. Indubbiamente la post-produzione di questi film richiede tempi piuttosto lunghi ed in fase di montaggio si cerca di sfurttare la reazione del pubblico ad un episodio per regolarsi meglio e magari aggiustare quelli successivi. Ma esiste un caso più o meno analogo che dimostra come il tempo avrebbe potuto essere ridotto: The Matrix Reloaded e The Matrix Revolutions (rispettivamente secondo e terzo episodio della trilogia dei fratelli Wachowski) sono stati girati contemporaneamente a Sidney, ma l’intervallo di uscita tra i due film è stato annunciato intorno ai sei mesi. Naturalmente non sappiamo se questo annuncio sarà rispettato, ma pare molto probabile che se la New Line avesse voluto avrebbe potuto far uscire i film più vicini l’uno all’altro. D’altra parte va detto che i libri di Tolkien uscirono originariamente a distanza di un anno l’uno dall’altro e quindi l’attesa non è di per sé scandalosa, nemmeno considerata la non autonomia narrativa dei singoli episodi.
Fino a qui dunque niente di particolare, ma l’unicità del Signore degli Anelli si fa lampante nel momento in cui notiamo che di ogni episodio sono annunciate due diverse versioni home-video, una in uscita già verso l’inizio dell’estate e l’altra verso novembre (per altro la seconda esce a sua volta in due versioni: una limitatissima da collezione e l’altra comunque non in grandissimi numeri) di modo che entrambe possano essere assorbite dal mercato e mantengano al contempo vivo l’interesse per il film successivo.
La cosa si fa ancora più strana se si considera che la seconda versione è detta Extended, e non è solo più ricca di contenuti speciali come il mercato dei DVD ci ha (tristemente, ma questo è un altro discorso) abituato ad attenderci. Si tratta infatti di un vero e proprio director’s cut. La versione Extended non contiene infatti delle scene tagliate, ma è un vero e proprio nuovo film, e in pratica sta all’episodio uscito in sala come Apocalypse Now sta ad Apocalypse Now Redux, perché le scene aggiunte (una consistente mezz’ora di film) sono perfettamente reintegrate nella pellicola che infatti è stata rimontata e per cui è stata composta ed eseguita una nuova colonna sonora.
Questa operazione è anomala per diverse ragioni, la prima e più fastidiosa è che la versione estesa non può nemmeno essere definita una pellicola, visto che infatti non esce nelle sale, almeno non attraverso una distribuzione normale (chissà forse per il decennale…) con l’incredibile risultato che ci si appresta a vedere Le Due Torri sapendo che in realtà assistiamo ad una specie di anteprima incompleta e pensata più per il grande pubblico e meno amata dall’autore. Per usare una terminologia informatica Le Due Torri in uscita a gennaio è una Beta Version, basti leggere un intervento di Christopher Lee su Film TV che si lamenta un po’ di una sua scena (che molto probabilmente finirà nella versione Extended). Mentre il "vero" Le Due Torri uscirà solo in DVD e VHS tra almeno una decina di mesi.
Non è che i director’s cut dei film, magari reperibili solo sul mercato home video, siano di per se una cosa rarissima, ma qui siamo di fronte ad una cosa ben diversa perché il tutto è stato programmato intenzionalmente fin dal principio. Non c’è il ripensamento di un autore in un momento successivo e nemmeno il ripristino di una sua volontà originaria, non c’è nemmeno la caduta di una censura o il desiderio di ridare una riverniciata di novità con nuovi effetti speciali ed un nuovo sonoro (come per gli episodi rimasterizzati di Guerre Stellari). Il film nasce semplicemente con una doppia anima e il tutto è finalizzato a dissanguare i fans quanto più è possibile, con un cinismo finora mai visto sul mercato cinematografico.
Tuttavia bisogna riconoscere che l’uscita della versione estesa non è arrivata a sorpresa ma era già stata annunciata da molti mesi, di conseguenza la New Line non ha ingannato gli acquirenti della versione non estesa, come invece accade con molte altre uscire in DVD dove a distanza anche di pochi mesi un’edizione può diventare inaspettatamente di scarso valore per la comparsa di una versione successiva che ha solo con più contenuti, ma anche un miglior riversamento della pellicola e quindi con una migliore compressione (ad esempio Akira). Quindi il fan che era interessato alla versione estesa più che a quella originale poteva aspettare la seconda (ammesso che non fosse un collezionista compulsivo) che comunque ha un costo a dir poco ragguardevole (in DVD 59 euro).
Va pure detto che la gioia dei fans (come il sottoscritto, se ancora non si fosse intuito) per la realizzazione cinematografica del Signore degli Anelli è tale che la versione estesa è accolta quasi come una benedizione, perché completa il film di diversi dettagli mancanti e addirittura lo migliora dal punto di vista cinematografico.

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