Il Signore degli anelli è un caso finora
unico nella storia del cinema per diverse ragioni. Alcune sono macroscopiche
come la scelta di girare contemporaneamente tre film tenendo impegnato
l’intero cast per quasi un anno di riprese, altre sono più sottili ed hanno
a che vedere con l’enorme investimento sostenuto dalla New Line cinema. Lo
sforzo produttivo per la realizzazione dei tre film è stato enorme e ha
dimostrato moltissimo coraggio, ad esempio per la scelta di puntare su un
regista abile e appassionato ma poco noto al pubblico e su di un cast senza
star acclamatissime (il nome più famoso è Liv Tyler a cui comunque spetta
una parte piuttosto marginale).
La New Line si è quindi più o meno
legittimamente coperta con una elaborata e complessa strategia di marketing,
che fa un rivoluzionario uso dei tempi di uscita. E’ evidente che la
scelta di far uscire i tre film, a distanza di un anno l’uno dall’altro,
serve ad ottimizzare la loro assimilazione da parte del pubblico, a creare
sufficiente aspettativa per l’episodio successivo e soprattutto a far
assorbire al mercato una serie di prodotti. Indubbiamente la post-produzione
di questi film richiede tempi piuttosto lunghi ed in fase di montaggio si
cerca di sfurttare la reazione del pubblico ad un episodio per regolarsi
meglio e magari aggiustare quelli successivi. Ma esiste un caso più o meno
analogo che dimostra come il tempo avrebbe potuto essere ridotto: The
Matrix Reloaded e The Matrix Revolutions (rispettivamente secondo
e terzo episodio della trilogia dei fratelli Wachowski) sono stati girati
contemporaneamente a Sidney, ma l’intervallo di uscita tra i due film è
stato annunciato intorno ai sei mesi. Naturalmente non sappiamo se questo
annuncio sarà rispettato, ma pare molto probabile che se la New Line avesse
voluto avrebbe potuto far uscire i film più vicini l’uno all’altro.
D’altra parte va detto che i libri di Tolkien uscirono originariamente a
distanza di un anno l’uno dall’altro e quindi l’attesa non è di per sé
scandalosa, nemmeno considerata la non autonomia narrativa dei singoli
episodi.
Fino a qui dunque niente di particolare, ma
l’unicità del Signore degli Anelli si fa lampante nel momento in
cui notiamo che di ogni episodio sono annunciate due diverse versioni
home-video, una in uscita già verso l’inizio dell’estate e l’altra
verso novembre (per altro la seconda esce a sua volta in due versioni: una
limitatissima da collezione e l’altra comunque non in grandissimi numeri)
di modo che entrambe possano essere assorbite dal mercato e mantengano al
contempo vivo l’interesse per il film successivo.
La cosa si fa ancora più strana se si
considera che la seconda versione è detta Extended, e non è solo più
ricca di contenuti speciali come il mercato dei DVD ci ha (tristemente, ma
questo è un altro discorso) abituato ad attenderci. Si tratta infatti di un
vero e proprio director’s cut. La versione Extended non contiene infatti
delle scene tagliate, ma è un vero e proprio nuovo film, e in pratica sta
all’episodio uscito in sala come Apocalypse Now sta ad Apocalypse
Now Redux, perché le scene aggiunte (una consistente mezz’ora di
film) sono perfettamente reintegrate nella pellicola che infatti è stata
rimontata e per cui è stata composta ed eseguita una nuova colonna sonora.
Questa operazione è anomala per diverse
ragioni, la prima e più fastidiosa è che la versione estesa non può
nemmeno essere definita una pellicola, visto che infatti non esce nelle
sale, almeno non attraverso una distribuzione normale (chissà forse per il
decennale…) con l’incredibile risultato che ci si appresta a vedere Le
Due Torri sapendo che in realtà assistiamo ad una specie di anteprima
incompleta e pensata più per il grande pubblico e meno amata dall’autore.
Per usare una terminologia informatica Le Due Torri in uscita a
gennaio è una Beta Version, basti leggere un intervento di Christopher Lee
su Film TV che si lamenta un po’ di una sua scena (che molto
probabilmente finirà nella versione Extended). Mentre il "vero" Le
Due Torri uscirà solo in DVD e VHS tra almeno una decina di mesi.
Non è che i director’s cut dei film, magari
reperibili solo sul mercato home video, siano di per se una cosa rarissima,
ma qui siamo di fronte ad una cosa ben diversa perché il tutto è stato
programmato intenzionalmente fin dal principio. Non c’è il ripensamento
di un autore in un momento successivo e nemmeno il ripristino di una sua
volontà originaria, non c’è nemmeno la caduta di una censura o il
desiderio di ridare una riverniciata di novità con nuovi effetti speciali
ed un nuovo sonoro (come per gli episodi rimasterizzati di Guerre Stellari).
Il film nasce semplicemente con una doppia anima e il tutto è finalizzato a
dissanguare i fans quanto più è possibile, con un cinismo finora mai visto
sul mercato cinematografico.
Tuttavia bisogna riconoscere che l’uscita
della versione estesa non è arrivata a sorpresa ma era già stata
annunciata da molti mesi, di conseguenza la New Line non ha ingannato gli
acquirenti della versione non estesa, come invece accade con molte altre
uscire in DVD dove a distanza anche di pochi mesi un’edizione può
diventare inaspettatamente di scarso valore per la comparsa di una versione
successiva che ha solo con più contenuti, ma anche un miglior riversamento
della pellicola e quindi con una migliore compressione (ad esempio Akira).
Quindi il fan che era interessato alla versione estesa più che a quella
originale poteva aspettare la seconda (ammesso che non fosse un
collezionista compulsivo) che comunque ha un costo a dir poco ragguardevole
(in DVD 59 euro).
Va pure detto che la gioia dei fans (come il
sottoscritto, se ancora non si fosse intuito) per la realizzazione
cinematografica del Signore degli Anelli è tale che la versione
estesa è accolta quasi come una benedizione, perché completa il film di
diversi dettagli mancanti e addirittura lo migliora dal punto di vista
cinematografico.