Biografia di Tim Burton

Timothy William Burton nasce a Burbank, in California, il 25 agosto 1958. Il padre è un ex giocatore di baseball, la madre gestisce un negozio di articoli da regalo.

L’impatto con la scuola non è dei migliori: Tim è uno studente mediocre, che trova maggior piacere in attività come il disegno, la pittura e il cinema. In particolare ama fin da giovanissimo i film di “mostri”: i giapponesi Godzilla, gli horror della Hammer di Terence Fisher, i film di Roger Corman con Vincent Price.

Nel 1976, dopo aver terminato gli studi superiori,  frequenta Il California Institute of Arts, l’officina in cui si formano i nuovi animatori della Disney. Nel 1979 entra a far parte proprio del team Disney e partecipa alla realizzazione tecnica del lungometraggio Red e Tobi nemiciamici. La Disney comprende però come il talento di Burton sia sprecato in uno spazio d’azione così ridotto, e gli affida un ruolo di maggiore importanza (“concpetual designer”) nel film Taran e la pentola magica, ma i suoi bozzetti non risultano consoni alla stile disneyano, e vengono scartati.

Nel frattempo Burton lavora ai suoi primi progetti autonomi, il corto d’animazione in stop motion Vincent e il mediometraggio Frankenweenie. Il primo, un folgorante e delirante racconto autobiografico, che parla di un ragazzino che “voleva essere Vincent Price”, costituisce la prima occasione per il regista californiano di lavorare proprio con l’attore feticcio protagonista de Il Pozzo e il Pendolo.

Il secondo viene distribuito in vhs, e consente a Burton, per la prima volta, una discreta diffusione, attirando l’attenzione di Stephen King, che lo segnala alla Warner per la direzione di Pee-Wee’s Big adventure, il primo lungometraggio del genio di Burbank, che ottiene un successo insperato.

Burton a questo punto si gestisce nel migliore dei modi. Rimane “in silenzio” per tre anni, continuando a lavorare nell’oscurità con la Disney. Nel 1988 gli viene offerto il soggetto di Beetlejuice, sempre targato Warner, che diviene un altro successo straordinario.

A questo punto la svolta: la Warner ha compreso a pieno le potenzialità di Burton, e decide di affidargli la trasposizione cinematografica di Batman, film evento in cantiere da diversi anni. La lavorazione di Batman è costellata di misteri e di polemiche, che riguardano soprattutto la scelta di affidare i panni del Cavaliere Oscuro a Micheal Keaton, un attore comico ritenuto privo del phisique du role. Il film si rivelerà poi un successo di pubblico senza precedenti, ben accolto dalla critica, e accompagnato da una macchina di merchandising imponente, e assolutamente segnato dal marchio autoriale di Tim Burton.

 

A questo punto il regista decide di utilizzare il peso produttivo acquisito per realizzare un progetto molto personale e sentito. Edward mani di forbice, straordinaria fiaba dark, su cui per la prima volta egli esercita pieno e totale controllo, ottiene un grande successo di critica e pubblico, e segna il passaggio definitivo di Burton al rango di autore.

Il 1992 é l’anno di Batman – Il Ritorno, sequel superiore al predecessore, che ottiene però meno successo di pubblico, penalizzato da un’impostazione nettamente più cupa e adult oriented. Per questo motivo la saga viene affidata, dal terzo episodio,  al più modesto Joel Schumacher.

Nel 1993 Burton corona il proprio sogno di vedere realizzato un progetto cui lavorava dall’inizio degli anni ’80, un lungometraggio in stop motion, dal titolo Nightmare before Christmas. Il rifiuto della Disney porta alla rottura definitiva con la major californiana, e all’acquisizione del film da parte della Warner.

Con il successivo Ed Wood, del 1994, omaggio al “peggior regista di tutti i tempi”, e all’epoca degli amati b-movie sci-fi degli anni ’50, Burton viene notato dall’Academy Awards, e il film riceve due oscar.

La fantascienza di serie B rimane al centro dell’ispirazione burtoniana nel successivo Mars Attacks!, film che evidenzia l’indipendenza del regista dall’estabilishment, sviluppandosi come un violento e acido attacco ad alcuni superficiali valori mediatici della società americana, con un cast all star.

Il nuovo progetto arriverà tre anni dopo, e sarà il primo horror girato da Burton, Il mistero di Sleepy Hollow. In questi tre anni Burton lavora ad un soggetto per un nuovo film di Superman, che vedrebbe Nicolas Cage nei panni un tempo rivestiti da Christopher Reeve. Il prgetto viene abbandonato dopo un anno di lavoro.

Nel 2001 arriva però il primo remake del regista americano, Il pianeta delle scimmie, girato dopo una travagliata gestazione che influisce sul risultato finale, per certi versi deludente, pur in un contesto visivamente straordinario.

Anche la vita privata di Burton si complica in questo particolare momento: si rompe il matrimonio con Lisa Marie, mentre entrambi i suoi genitori muoiono in un breve spazio di tempo. A breve però il regista inizia una relazione con l’attrice Elena Bonhamn Carter, protagonista proprio del Pianeta delle scimmie.

Nel 2003 esce il nuovo film di Burton, Big Fish, da un romanzo di Daniel Wallace, che tocca, a dispetto della natura di adattamento, numerose tematiche chiave della poetica burtoniana. Il film riporta in alto le quotazioni del regista californiano, grazie ad un pressoché unanime successo di critica.

Il successo di Big Fish sollecita Burton a mettersi al lavoro. Quest’anno, il 2005, vede ben due lungometraggi pronti all’uscita. La fabbrica di cioccolato, adattamento del celebre romanzo di Roald Dahl, e La sposa cadavere, secondo, straordinario e attesissimo lungometraggio in stop motion.

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