LOURDES

Un film di Jessica Hausner

Austria/Francia/Germania, 2009 – Genere – Durata: 94‘

Con Sylvie Testud, Léa Seydoux, Gillette Barbier, Gerhard Liebmann, Bruno Todeschini, Elina Löwensohn

 

Anatomia di un miracolo

 

Una distesa di tavoli apparecchiati per un pasto, tra i quali le cameriere si aggirano per sistemare gli ultimi dettagli. Presto la sala, inquadrata in campo lungo, inizia a riempirsi di malati, di invalidi, di crocerossine e uomini in divisa dell'Ordine di Malta. Siamo a Lourdes. Così inizia il film omonimo di Jessica Hausner che racconta la visita al santuario da parte di Christine (Sylvie Testud), giovane affetta da sclerosi multipla che lì troverà la guarigione.

Il film tratta la fede, il miracolo e la malattia in maniera molto accurata, senza risposte, ma ponendo numerosi interogativi, tanto da aver ricevuto plausi a Venezia sia dagli atei che dai cattolici (rispettivamente i premi Brian e Signis).

Il senso del mistero, soprattutto nella prima parte, è reso benissimo, tra tende che si chiudono al momento giusto e lunghe attese.

Ad un terzo del film anche una crocerossina (Elina Löwensohn) si rivela malata e pure in peggioramento. Poco dopo, quella sera, siccome "il Signore toglie, il Signore dà", Christine guarirà e si alzerà in piedi.

Agli occhi di tutti sembrerà un curioso animale da circo da applaudire ripetutamente. Ma le reazioni saranno tra le più varie: chi le chiede di poterla vedere camminare ancora una volta, chi la guarda con un misto di disprezzo ed invidia, chi la premia "miglior pellegrino dell'anno", chi invece si augura che la guarigione duri, chi inizia a considerarla come donna, chi le consiglia di recarsi in infermeria, altrimenti la guarigione non le verrà riconosciuta, chi si interroga sul perché Dio avrebbe scelto proprio lei, chi infine si autonomina sua tutrice, come l'anziana compagna di stanza, per sentirsi un po' miracolata anche lei. La fede è così, sembra dire la Hausner: in fondo basta crederci.

Perfido e stupendo il finale: alla festa di chiusura della visita a Lourdes Christine mentre balla cade in terra, tra lo stupore e lo sgomento di tutti; sulle note e le parole di "Felicità" di Albano & Romina cantate da un intrattenitore, che dispensano banali e qualunquiste definizioni di gioia e benessere, si rialza e si ferma a riflettere in una lunga inquadratura fissa; poi si adagia rassegnata ma serena sulla sedia a rotelle che da tempo ormai la ospitava, perché solo la malattia, e quindi dover aderire ancora una volta a quel suo ruolo, può essere la sua normalità, la sua felicità.

 

Giudizio: * * * * .

Paolo Dallimonti.