I ponti di Madison County
di Clint Eastwood

I ponti di Madison County è una struggente (non) storia d’amore, in cui Eastwood porta avanti quel discorso sulla distruzione del genere, o meglio, de-costruzione del genere. Infatti gli stilemi tipici della storia passionale d’amore sono qui utilizzati in senso contrario: la vicenda non si svolge nel presente, ed è addirittura raccontata da terzi, i figli, peraltro inconsapevoli; la donna è sposata; la relazione tra i due (interpretati magnificamente dallo stesso Eastwood e da M. Streep) si consuma con la consapevolezza di un’utopia, con la coscienza di un’inevitabile fine, che avverrà nel modo più tremendo: un addio sotto la pioggia senza parole, fatto solo di sguardi. Per certi versi la rivisitazione di generi eastwoodiana, che è poi finalizzata al loro superamento, somiglia a quella compiuta dai fratelli Coen, così come il suo classicismo si avvicina, e allo stesso tempo si differenzia, da quello di Micheal Mann.

Andrea Fontana

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