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Il film del 1997 č tratto da un dramma di Von Kleist. Il
principe,
contravvenendo agli ordini dello zio, il grande Elettore,
decide di sferrare un attacco al nemico che si rivela decisivo per la vittoria.
Nonostante il
buon esito della battaglia, avendo infranto un ordine viene
condannato a
morte. Il principe si trova davanti ad un bivio; chiedere il
perdono e
salvarsi o conservare la propria integritą morale pagandola
con la morte?
Siamo davanti chiaramente ad un rapporto di potere che
ricorda quello tra
padre e figlio, che passa attraverso le categorie
dell'obbedienza. Il
ricordo va immediatamente ad altri film del regista
piacentino quali Nel
nome del padre. Abbiamo inoltre come terzo polo del
conflitto la figura
della principessa Natalia. Essa ama il principe e vuole fare
in modo di
salvarlo convincendolo a chiedere la grazia. La femminilitą
rappresenta
quindi il principio di piacere che si oppone al principio di
realtą
rappresentato dal Grande Elettore, ma anche l'elemento
mediatore. In termini
freudiani potremmo ritrovare gli elementi del conflitto
L'es, l'io, il Super
io. La donna come nei film precedenti del regista
rappresenta dunque l'
elemento salvifico, la via di fuga dall'autoritą paterna.
Seppur defilata
dal conflitto in linea retta padre-figlio, la sua importanza
č fondamentale
in quanto mediatrice di un conflitto altrimenti insanabile.
Tocca a lei, in
una scena che non č possibile dire se realistica od
onirica, portare la
notizia della salvezza al principe. Da queste brevissime
considerazioni
emerge come la donna abbia ancora un ruolo positivo nel
gioco dei
personaggi, riuscendo a rappacificare in qualche modo il
principe e il
Grande Elettore.
Mauro Madini
(Dis)alma
mater: una riflessione sul cinema di Bellocchio
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