Il principe di Homburg
di Marco Bellocchio

Il film del 1997 č tratto da un dramma di Von Kleist. Il principe, contravvenendo agli ordini dello zio, il grande Elettore, decide di sferrare un attacco al nemico che si rivela decisivo per la vittoria. Nonostante il buon esito della battaglia, avendo infranto un ordine viene condannato a morte. Il principe si trova davanti ad un bivio; chiedere il perdono e salvarsi o conservare la propria integritą morale pagandola con la morte? Siamo davanti chiaramente ad un rapporto di potere che ricorda quello tra padre e figlio, che passa attraverso le categorie dell'obbedienza. Il ricordo va immediatamente ad altri film del regista piacentino quali Nel nome del padre. Abbiamo inoltre come terzo polo del conflitto la figura della principessa Natalia. Essa ama il principe e vuole fare in modo di salvarlo convincendolo a chiedere la grazia. La femminilitą rappresenta quindi il principio di piacere che si oppone al principio di realtą rappresentato dal Grande Elettore, ma anche l'elemento mediatore. In termini freudiani potremmo ritrovare gli elementi del conflitto L'es, l'io, il Super io. La donna come nei film precedenti del regista rappresenta dunque l' elemento salvifico, la via di fuga dall'autoritą paterna. Seppur defilata dal conflitto in linea retta padre-figlio, la sua importanza č fondamentale in quanto mediatrice di un conflitto altrimenti insanabile. Tocca a lei, in una scena che non č possibile dire se realistica od onirica, portare la notizia della salvezza al principe. Da queste brevissime considerazioni emerge come la donna abbia ancora un ruolo positivo nel gioco dei personaggi, riuscendo a rappacificare in qualche modo il principe e il Grande Elettore.
Mauro Madini

(Dis)alma mater: una riflessione sul cinema di Bellocchio