Campo Thiaroye
(Camp de Thiaroye
, 1987) co-diretto da Thierno Faty Sow, interpretato da Ibrahima Sane e Sijiri Bakaba, coprodotto da Tunisia e Algeria, ma, di fatto, in tutto e per tutto senegalese.

Il film ha per argomento un episodio tremendo del colonialismo avvenuto nel 1944. Ad alcuni militari africani che hanno combattuto in Europa come truppe dell’esercito francese dovrebbe essere assegnata una indennità di smobilitazione, ma gli ufficiali non sembrano aver fretta di dare ciò che spetta loro. L’attesa crea sempre più aspri momenti di tensione e alla fine in una notte le truppe africane vengono massacrate dai francesi.
Ousmane Sembene mette in scena in modo efficace uno dei tanti oscuri episodi della storia del colonialismo, episodi di cui in genere non si parla troppo diffusamente. Il regista, con questa storia, parla in modo molto lucido e diretto di razzismo e intolleranza senza alcun orpello, senza alcuna esigenza di enfasi lungo tutti i 150’ di durata del lungometraggio. Lo stile del regista non ha più i caratteri semi-documentaristici di alcuni dei suoi film degli anni ‘60, ma ciò non toglie che la messinscena sia estremamente ferma ed efficace. Le indubbie qualità sono state premiate col premio speciale della giuria al Festival di Venezia del 1988.
Sergio Gatti

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