Paul ha un lavoro estivo

 Scheda volume:

Paul ha un lavoro estivo (Paul a un travail d’été)

Autore: Michel Rabagliati

Editore: Coconino Press (www.coconinopress.com)

Formato: brossura rivestita, 154 pagine

Prezzo: 13,00 euro 

Un’estate di Paul, adolescente inquieto ma non troppo di Montréal, nel Québec francese: il desiderio di indipendenza si traduce nella necessità di staccarsi dalla famiglia e, quindi, prima nell’autonomia economica – assicurabile tramite un lavoro occasionale – e poi, più a misura dei suoi sogni e dei suoi pochi anni di esperienza, in un campeggio estivo in riva al lago, fra ragazzi da “animare” e primi palpiti sentimentali.
Graphic novel
di impianto para-autobiografico e dal timbro minimalista deliziosamente intinto in dolciamare nostalgie, il volume del canadese Rabagliati si presenta come un vero e proprio romanzo di formazione in immagini e balloon. Come il conterraneo Seth (pubblicato in Italia sempre dalla Coconino), col quale condivide un tratto in bianco e nero spoglio e stilizzato ma non esangue e una particolare attenzione per il minuto, Rabagliati utilizza la narrazione biografica, pseudo-diaristica, per riflettere sulla quotidianità e la caducità delle esperienze, per questo

ancora più importanti ogni volta che accadono: l’inizio in medias res favorisce la naturale introduzione del lettore nei sentimenti dei personaggi e delle vicende raccontate; in tal modo, il dipanarsi degli eventi – ora minimi ora ridicoli ora semiseri (ma sempre ingigantiti dall’elemento postumo della memoria) – scorre come l’esistenza stessa, in una ricerca di realismo che, fortunatamente, non ricorre alla freddezza sistematica dei toni e non rinuncia agli sbalzi umorali dettati da un autore che, come tutti, ha vissuto realmente, e ricorda, certi sommovimenti dell’animo. La chiusa finale, invece, permette all’autore la riflessione posteriore, ‘adulta’, su un’età difficile e complessa ma da guardare con dolcezza, malinconia e, cosa non da poco, serenità: così come, sembrerebbe suggerire Rabagliati, il futuro, da accettare così come viene, senza piagnistei né vittimismi. Certo, il soffuso ottimismo di Rabagliati si colora anche di toni più amari e disperati sui temi della solitudine e dell’inadeguatezza nei confronti dell’incerto che ci circonda ma, ammantato di una spensierata ironia (si vedano tutte le evoluzioni dei rapporti con i ragazzi da “educare”; e chi li educa, cosa da tenere in mente, è un ragazzo sballottato dai casi della vita, o perlomeno della mente, al pari loro), mantiene sempre il suo senso ultimo e la sua ragione di esistere.

Le dinamiche dei tormenti amorosi sono descritti con un calore e una partecipazione vividi e contagiosi, così come il senso di amicizia e il cameratismo ora virile ora muliebre, tratteggiati con pudico rispetto e dedizione alle psicologie interiori. Ci si perde, e dunque ci si ritrova, nell’abisso della memoria orchestrato con bella intuizione per la vertigine emotiva da Rabagliati; lo stile asciutto ed essenziale, capace di giostrare abilmente tanto i silenzi quanto le tavole logorroiche, penetra a fondo nei personaggi, mentre la composizione grafica rigorosa, sia pure libera da ogni vincolo schematico, è da prendere come sintomo di schiettezza e volontà di essere sempre e comunque lucido e razionale nella sua mediazione artistica di memorie e ricordi più o meno personali. Per fortuna, tuttavia, Rabagliati da lasciarsi andare alle proprie (e altrui) emozioni, e non si chiude nella prigione dell’intellettualismo sterile e feroce.
Molto bella, nella sua semplicità, l’edizione della Coconino Press, pratica nella lettura e intensa nella presentazione grafica, con il nero della china di Rabagliati a emergere da uno sfondo blu opaco, colore sì degli animi depressi ma anche della profondità del cielo e dei laghi – lo sguardo panico sulla natura dell’autore è davvero grande ed emozionante - e, forse, di ognuno di noi.

Roberto Donati

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