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di Richard Stanley 1990

Ogni volta che penso di aver raggiunto il culmine, per quanto concerne il mio background relativo al cinema horror, devo ricredermi e dire “c’è ancora molta strada da fare, ragazzo..!”
E come può essere altrimenti?
 
Come posso non inginocchiarmi di fronte a questo capolavoro assoluto del cinema splatter Cyberpunk??? Mai visto nulla di simile. Richard Stanley non fa altro che indicarci la via, siamo noi poi a doverla percorrere.
Atmosfera da sopravvissuti, scenografie in stile Dune/Atto di forza/Pitch Black, ma qui non c’è Vin Diesel alle prese con degli alieni poco simpatici, bensì dei sinistri e per nulla raccomandabili personaggi che contrabbandano pezzi di ricambio di androidi in cambio di denaro sporco.
Il problema è che i comuni mortali che fanno tutto questo sono completamente allo scuro dei progetti e degli esperimenti del governo, e questa volta viene contrabbandato un prototipo base sbagliato…Manicomio!
Magnifici i colori, stupenda la fotografia, visionaria la colonna sonora…cosa manca? Proprio nulla, anzi, si va ben oltre la semplice guerra “macchine-uomini sopravvissuti” degna del migliore dei matrix…

Da subito si classifica come un gioiello/poco conosciuto del cyberpunk, tanto che ci si aspetta da un momento all’altro l’arrivo del mitico Rutger Hauer!

Stupendi i personaggi, geniali i dialoghi che ridimensionano il tutto in un piatto misto tra fantascienza e trash (a proposito, il tassista sembra Lemmy dei Motorhead!). L’androide, il “cattivo”, è semplicemente strepitoso, e la trama si presenta allorché oscura non appena ci viene reso noto che la terra di azione è la “Zona” (sembra di essere tornati al “Pasto Nudo” del professor Cronenberg).

Tra apocalisse, canti tipici di un malato di mente/disadattato maniaco degli impianti elettrici, arti meccanici, resurrezione, nirvana, Ganesh ed implosioni, si compie la vendetta del mitico mostro meccanico addetto al monitoraggio e alla manutenzione; senza tralasciare una sorta di legame telepatico che lega i protagonisti con il loro nemico pubblico numero 1!
Favoloso, geniale, surreale, esagerato, malato, uno splatter meccanico degno delle migliori produzioni indipendenti in 16 mm…
Da vedere assolutamente, astenersi cardiopatici e facilmente impressionabili, e soprattutto tutti coloro che apprezzano un film cercandone per forza una trama ben definita e un senso logico.
Per tutta l’ora e mezza di visione i colori sono costantemente scuri e rosso sangue, viene da chiedersi: ma perché gli sfrontati registi del 2000 non ripassano un po’ di queste pellicole prima di lanciarsi coi loro filmetti alquanto pretenziosi? (vedi Saw 2).
Non si sa. Non ci sono gli esami di riparazione per i film poco riusciti? Eh, bei tempi, quelli degli esami a settembre. 
Voto: imperdibile 
Emiliano Sicilia

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