I racconti del terrore 

Tre episodi, tre storie diverse. Un uomo logorato nel corpo ed offuscato nella mente dopo la morte della povera moglie scarica le sue colpe sulla sua unica figlia che odia; un ubriacone che ruba i soldi alla moglie per darsi alla sua vera passione, il whisky; un vecchio sul letto di morte decide di farsi ipnotizzare per scoprire che cosa c’è là, al limite tra la vita e la morte, esplorare i misteri più oscuri del mesmerismo…
Un filo conduttore nei vari episodi: tra vestiti teatrali, esorcismi e morti viventi, ciò che spinge l’uomo nella sua ricerca è scoprire qualcosa che va oltre, che non può evidentemente essere spiegato dalla scienza in quanto tale. La scena è dominata in ogni dove da lui, Mister Vincent Price! Una delizia vederlo recitare, un’icona assoluta del cinema horror, impareggiabile; per trovare attori del suo calibro bisogna senza dubbio scomodare i fantasmi del passato, Bela Lugosi, Boris Karloff, Lon Chaney, Christopher Lee…
Ottima la scenografia come del resto la fotografia che rende alla perfezione il clima barocco e soffuso tipico dei racconti del terrore. Nel primo episodio sembra addirittura di essere tra i Carpazi, e Price si cala alla perfezione nella figura lugubre di un demone del passato; gli effetti speciali (per quanto possibile) non rappresentano un punto debole, e non sminuiscono il fascino della storia.
In tutto questo non manca una buona dose di comicità: tra simbolismo (gatti/diavolo), allegoria e satanismo, è azzeccatissima la figura dell’ubriacone che cela un passato di ricordi e sangue, un passato che smania di essere rivissuto, con la furia di un tempo, una furia di sangue.
Visione consigliata per gli amanti dell’horror vecchio stampo, e per tutti coloro che apprezzano una vena teatrale portata sul grande schermo da attori mitici e mai dimenticati.
Voto: consigliato

Emiliano Sicilia