La casa sperduta nel parco
di Ruggero Deodato
Sulle
orme di L'ultima casa a sinistra di Wes Craven, Deodato recupera il protagonista
del cult movie di Craven, Hess, e lo innesta in una trama tanto torbida quanto
sconclusionata.
Due meccanici seviziano i partecipanti di una festa snob in una sperduta villa
in un bosco. Uno dei due è ritardato mentale, ma alla fine il suo stato
"puro" gli sarà utile...
Hess gigioneggia per tutto il film alla Abatantuono, accompagnato da una
stucchevole musichetta ("Cindy, o Cindy..."), che ci riporta a
Cannibal Holocaust.
Il film è moralmente ambiguo, tanto da trasformare nel finale (spoiler) i
seviziati in seviziatori, in modo tanto inatteso quanto improbabile.
L'ambiguità si sviluppa però usando espedienti narrativi, recitazione
ed effettacci "gore" non sempre all'altezza. Il film quindi zoppica a
tratti, anche se riesce a suo modo ad avvincere fino in fondo.
Cannibal holocaust aveva ben altra classe, ma il film è certamente meritorio
nella filmografia del criticato Deodato.
VC