Speciale sul cinema Horror tedesco anni 80-90
di Emiliano Sicilia

Tre registi, tre mostri sacri dell’horror teutonico, un horror sconosciuto a tutti coloro che affollano le sale per vedere Saw 2 e non sanno assolutamente da dove nasca il vero splatter, l’ultra gore…Jorg Buttgereit, Andreas Schnaas e Olaf Ittenbach. Ma non temete, sono qui per questo!
Senza scomodare i pionieri del cinema espressionista horror/noir tedesco (Murnau, Lang, Wiene), vi voglio presentare la filmografia horrorifica tedesca degli anni ‘80/’90 più significativa, che ha influenzato in maniera decisiva alcune tra le pellicole più conosciute del cinema europeo (vedi Tsukamoto e Tarantino in particolare).
Jorg Buttgereit, un nome, una leggenda vivente. In assoluto tra i registi più geniali del genere, elabora totalmente le atmosfere buie attraverso le inquadrature fisse, pesanti, desolate. Ciò che emerge dai suoi film è l’eterno squallore della vita dei protagonisti, abbrutiti e travolti dall’era
moderna e incapaci di qualsiasi forma di adattamento e rapporto sociale (normale).
Si rimane scottati dalla visione del capolavoro di Buttgereit, Nekromantik, datato 1987; non aspettatevi incredibili effetti speciali, non aspettatevi fantasmagoriche scenografie (alla Spielberg per intenderci), ma l’orrore dato dalla perversione del protagonista che “vive”, solo nel momento in cui si trova faccia a faccia con quello che del resto sogna di essere e che presto sarà: un cadavere. Una banale storia di necrofilia? No davvero, molto di più. Una casa che trasuda morte da ogni suo angolo.

Difficile eguagliare questo film, e il regista lo sa, lo vede dallo scandalo immediatamente successivo alla sua uscita, e soprattutto dall’arresto per deviazione mentale. Una volta libero, ma non dai suoi incubi e dai suoi fantasmi, ci regala altre preziose pellicole come Der Todesking (1989), Nekromantik 2 (1991) e Schramm (1993). Ottima la scelta degli attori; Monika M diviene partner fissa di ogni pellicola (davvero un peccato che non abbia firmato anche il primo episodio di Nekromantik), come del resto Micha Brendel. Attori assolutamente sconosciuti al grande pubblico, che fanno della spontaneità il loro punto di forza. 

Assurda la vita del protagonista di Schramm: un uomo, all’apparenza normale, che in realtà racchiude in sé follia omicida e perversa. La sua vera indole non tarda a manifestarsi, sembra che il suo gioco di morte dia un senso alla squallida routine che lo caratterizza. Omicidio e autopunizione, morte e paradosso, sesso e sangue, questo è Schramm, l’unico vero degno successore di Nekromantik. Prego avvicinarsi alle uscite di sicurezza se le immagini dovessero urtare oltremodo i vostri deboli stomaci.
Un regista per pochi, ma immortale per gli amanti del genere.

Ed ecco a voi mister Andreas Schnaas!!! Con questa pellicola datata 1989 (Violent Shit , già il titolo è tutto un programma!), il regista si pone al di sopra addirittura del contemporaneo Buttgereit per l’incredibile crudeltà delle scene (e per l’esagerata quantità di secchiate di sangue in stile Peter Jackson di Bad taste).
Non stiamo parlando dello stesso genere di Nekromantik: mentre il primo costruiva la sua forza sull’assoluta oppressione dell’atmosfera, sulla fissità della scenografia e sulla musica interamente in contrasto con le immagini di morte, Schnaas punta esclusivamente il dito verso l’ultra gore più esagerato. Che cos’è
l’ultra gore? Immaginate una sequela di uomini e donne squartate con la ferocia di un licantropo, arti mutilate ,cascate di sangue di un colore (volutamente) rosso che tende al rosa. Il trash regna sovrano sui particolari, sui dialoghi e sul movente che spinge il nostro maniaco agli efferati omicidi: l’apparizione (in tenera età) di Lucifero! Assolutamente favoloso! L’esiguità del budget colloca questa pellicola sul podio (Tsukamoto era già ben oltre coi sui effetti speciali), e piace proprio per questo. Vi siete mai chiesti da dove il dottor Tarantino abbia tratto ispirazione per le immagini “forti” del suo Kill Bill? Ora avete la risposta.

C’è una tendenza comune tra questi due registi: l’utilizzo degli stessi attori (con qualche aggiunta o defezione ovviamente) nei diversi film. Sembra quasi che tra gli attori e i registi si instauri un rapporto magico, un rapporto scandito dai colpi di ascia e coltelli, sullo stesso piano per diffondere il mito, il culto del cinema gore indipendente.
Schnaas in particolare ama essere il protagonista dei suoi lungometraggi. Lo vediamo infatti recitare la parte dell’assassino nei tre episodi di Violent Shit (1989,1992,1999) e la parte di Nikos in “Nikos the impaler”….Eh! I favolosi anni ’80, la cosiddetta età dell’oro per il cinema horror. 
Non mancate la collezione dei 3 Violent Shit se siete amanti dei fiumi di sangue e dello splatter più esagerato; dimenticate seven, l’enigmista e Freddy Krueger, qui si fa sul serio, non crederete ai vostri occhi!!! Da vedere anche Zombie 90 Extreme Pestilence datato 1991.
 

Due nomi diversi (Andreas Schnaas e Olaf Ittenbach) ma un destino comune: missione ultra gore! Obiettivo raggiunto.

Premutos (1997): a circa dieci anni dall’uscita di Violent Shit del collega Schnaas, Ittenbach apre una piccola parentesi ultra splatter nella sua filmografia(!). No davvero, tutti i suoi film riflettono la sua smodata passione per l’horror più estremo, e dopo un’interminabile gavetta raggiunge fama internazionale con questa pellicola. Gli effetti speciali sono molto più avanti rispetto a Violent Shit (anzi, non c’è proprio paragone), così come le scenografie; è per così dire uno splatter più serio, che non lascia spazio alla comicità delle interpretazioni. Schnaas al contrario, aveva puntato molto sulla scarsa vena recitativa degli attori (sé medesimo compreso), quasi a voler ironizzare sulle scene di estrema violenza gratuita.
Veramente ben fatto e curato nei particolari questo piccolo capolavoro (del genere) di Ittenbach. Gli attori sanno il fatto loro e il regista, spazia velocemente tra le diverse epoche (visto che Premutos è uno zombie dagli strani poteri che attraversa il tempo). Si va dal medioevo a Gesù Cristo, fino al presente; la regia non è ossessiva e riflette perfettamente l’intento dell’autore: omaggiare i grandi registi come Fulci, Peter Jackson e Lamberto Bava (il tutto molto più splatter). Da vedere assolutamente per chi crede nel risveglio dei demoni del passato!!!

Filmografia consigliata:

Jorg Buttgereit:

Nekromantik 1987

Der Todesking 1989

Nekromantik 2  1991

Schramm 1993

Andreas Schnaas:

Violent shit 1987

Violent shit 2 1992

Violent shit 3 1999

Gorie: Demonium 2001

Zombie 90 Extreme pestilence 1991

Antropophagus 2000 1999

Olaf Ittenbach:

Premutos 1997

Legion of the dead 2000

La scuola degli orrori