Tratto da una storia vera. Il film racconta le vicende della famiglia ebrea Bielski, e precisamente di tre fratelli che nel 1941, perseguitati dai nazisti, riuscirono a mettersi in salvo trovando riparo nelle foreste. La cosa che li renderà famosi, sarà il fatto di aver salvato migliaia di persone, contro ogni loro stessa previsione e volontà. Infatti il loro modo di “resistere” sia contro i nazisti, sia contro la natura avversa rappresentato dal freddo polare e dall'assenza di cibo, li poterà ad essere conosciuti in parte dell'Europa orientale e essere ricercati da coloro che volevano trovare una guida per la sopravvivenza. Il film ripercorre fedelmente, una storia spesso letta sui libri di scuola oppure al cinema, come non ricordare il grande “Schinder's List” di Spielberg o il recente “Pianista” di Polanski, però con una sostanziale differenza; in questo film si evince come l'aspetto militare e guerrigliero non era totalmente estraneo al popolo ebraico, che forse troppo spesso rappresentato come vittima debole e poco reattiva.
Il film riesce bene a miscelare il genere “azione” con il genere “sentimentale”, cosa non sempre facile. La scenografia naturale con luce naturale, da veramente una marcia in più al film, rendendolo ancora più credibile e vero. Il regista Edward Zwick e l'attore Daniel Graig, hanno confermato il fatto che girare a meno 10 gradi è stato pesantissimo, però era necessario per ricreare quell'ambiente reale, e magari riuscire a esprimere naturalmente il freddo realmente provato; ridendo hanno detto che questo non valeva per il cibo che invece al contrario era caldo! Il film tutto sommato ha il grosso vantaggio di poter essere visto anche dai ragazzi, le scene infatti di azione non sono mai troppo esplicite, ma soprattutto l'aspetto umano è raccontato con garbo e senza troppe strutture. Quindi il film globalmente è godibile. L'unica vera pecca del film è un po' la recitazione di Craig che non trasmette grande sentimento. (Michele Traversa)
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