Dopo dieci anni Gabriele Muccino dirige il sequel di “L’ultimo bacio” togliendo cinismo alla sceneggiatura e focalizzando la sua attenzione sulla famiglia; un tema che lui dichiara: “essere ancora il nucleo centrale, primordiale, da cui tutto parte. E da li si ripartirà, se questo “Baciami ancora” avrà un sequel tra 10 anni, con i figli dei protagonisti che saranno 18enni...” Il film si intitola “Baciami ancora” e i personaggi sono gli stessi ma sono invecchiati come il regista e quindi hanno assunto una maturità e una visione più realistica della vita rispetto al primo film. Carlo (Stefano Accorsi) si è lasciato con Giulia ( ruolo non più di Giovanna Mezzogiorno ma interpretato da Vittoria Puccini) che ha scelto un nuovo compagno (Adriano Giannini) con il quale condivide una casa ed educa Sveva figlia avuta con Carlo e che rappresenta l’ultimo loro legame che malgrado gli errori si rafforza sempre di più. Anche gli altri hanno perso o acquisito qualcosa: Marco (Francesco Favino) è un uomo di successo ma sta cercando invano di tenere in piedi il suo matrimonio con Veronica (Daniela Piazza); Alberto (Marco Cocci) pensa di aver acquisito una sorta di superiorità su tutti perchè non si è fatto imbrigliare dalla famiglia e continua a cercare un punto di fuga; Adriano (Giorgio Pasotti) torna in Italia dopo dieci anni passati all’estero, di cui due in prigione in Colombia per traffico di droga e cerca di ricostruite un legame con il figlio avuto con Livia ( Sabrina Impacciatore) anche se fra loro è finito tutto. Lei nel frattempo, infatti, oltre ad aver cresciuto il loro unico figlio si è messa con Paolo ( Claudio Santamaria) che continua a combattere la sua depressione e le sue nevrosi con i farmaci e con una difficile speranza di trovare la normalità di una famiglia. Il film dura 140 minuti ma la bravura di Muccino nel rendere serrati i dialoghi e le scene non fa pesare il lungo percorso della sceneggiatura. Rispetto a ”L’Ultimo bacio” sia gli attori che le loro storie sono più forti e più coerenti con i personaggi. In una continua ricerca di vie di fuga e nel contrastare gli alti e bassi delle loro vite sfilacciate alla fine si vede, anche se non appare immediatamente, una ricerca solida della famiglia e di rapporti personali che non siano ipocriti paraventi. Piacevole anche il cameo di Valeria Bruni Tedeschi che interpreta una donna abbandonata ma forte e decisa a ricominciare con un malconcio Pasotti.
Fulvio Caporale
Dopo dieci anni Carlo, Giulia, Marco, Paolo, Alberto e Livia sono ormai sulla soglia dei quarant’anni, con vite più o meno alla deriva (Carlo e Giulia si sono separati). Con figli che non vogliono arrivare (Marco e sua moglie Veronica) e con un vecchio amico (Adriano) che dopo un periodo passato in galera ritorna a casa sperando di poter incontrare quel figlio lasciato dieci anni prima.
Muccino torna in Italia con il desiderio dichiarato di ripartire velocemente, prossimamente dovrebbe iniziare le riprese di un kolossal con Keanu Reeves in prima linea, ma non prima di aver dato vita alla seconda parte dell’”Ultimo Bacio”, una pellicola che nel 2001 seppe dargli la fama e quel primo balzo sul trampolino della notorietà. Entrambe, notorietà e fama, usate poi per farsi strada nell’impervio mondo di Hollywood. I trentenni di allora, fatta eccezione per Giovanna Mezzogiorno (Giulia), che ha declinato l’offerta per il sequel e che è stata sostituita da una Vittoria Puccini capace di cancellarne il ricordo, sono tutti diventati un po’ più adulti ma sempre attanagliati da quei dubbi e incertezze di quasi dieci anni prima. Una pellicola che si concluse con la fuga di Paolo, Adriano e Alberto. Con il matrimonio di Marco, apparentemente il più equilibrato, ed appagato, fra i personaggi di allora; e con la paternità di Giulia e Carlo. Oggi tutti i protagonisti di allora sono ancora in preda ai loro demoni personali ma sono ancora altrettanto uniti nell’accogliere l’amico di ritorno dalla Colombia. Un amico (Adriano) desideroso di riallacciare i rapporti con Livia, la moglie, e il figlio Matteo e possibilmente e di creare con quest’ultimo un rapporto mai nato. Una sceneggiatura che quindi si riunisce, a debita distanza, alla prima fase del film, dando ampio respiro alle vicende narrate allora, con personaggi che sono usciti, basti pensare a Stefania Sandrelli, la madre di Giulia, e alla liceale Martina Stella; e che sono stati abilmente sostituiti da altri personaggi interpretati da attori altrettanto capaci, Adriano Giannini su tutti. Alla fine la sintesi della pellicola si può racchiudere nella ricerca delle radici da parte di una generazione, quella dei quarantenni di oggi, che come tutte quelle che l’hanno preceduta credeva, o sperava, a trent’anni o giù di li, di poter cambiare la propria esistenza in differenti maniere, finendo per capire che solamente l’essere ancorati saldamente alla propria esistenza, o a quella di chi ci sta vicino, può donarle un senso. Da vedere se siete rimasti affascinati dall’Ultimo Bacio ma senza illudervi che quella sensazione di malcelata tristezza si possa dissipare con la conclusione del film.
Ciro Andreotti