BELLA

Un film di Alejandro Gomez Monteverde

USA/Messico, 2006 – Drammatico – Durata:93 ‘

Con Eduardo Verástegui, Tammy Blanchard, Manny Perez, Ali Landry, Angélica Aragón, Jaime Tirelli

 

La figlia dell’amicizia

 

  "Mia nonna diceva sempre: 'Se vuoi far ridere Dio raccontagli i tuoi progetti'", con queste prime parole, in off, inizia Bella, film di debutto di Alejandro Gomez Monteverde, dando così già la chiave di lettura. Protagonisti due personaggi affini, ma portatori di valori contrapposti, benché sfumati: Josè (Eduardo Verástegui), ex promessa del calcio, anni prima in un incidente stradale fortuito ha ucciso una bambina, Lucinda (Alexa Gerasimovich), e cerca ancora un impossibile riscatto; Nina (Tammy Blanchard), cameriera nello stesso ristorante, peraltro di proprietà di Manny (Manny Perez), fratello di Josè, è incinta e non vuole tenere suo figlio. Un individuo latore di morte che però ha sete di vita incontra una portatrice di vita che invoca la morte. Si uniranno, ma senza sesso né amore, soltanto con una grande amicizia ed un favore, molto particolare, che li redimerà entrambi. Due solitudini in cerca di qualcosa in una New York piccolissima, multietnica e solitaria. Temi importanti, come l'aborto, la possibilità di scegliere, l’adozione e il riscatto sono trattati con leggera delicatezza ed anche un po' di ruffianeria. Gli spunti di riflessione si intrecciano l’un l’altro, inserendosi agilmente nel racconto, lasciando allo spettatore molti elementi su cui meditare. Costanti i riferimenti a Dio, come il mendicante che ha davanti a sé un cartello con scritto: "Dio ha chiuso i miei occhi ed ora posso vedere", o alla vita nascente, come i simbolici alberi che il padre di Josè deve piantare. Non a caso la pellicola è promossa in Italia dall’ACEC, l’Associazione Cattolica Esercenti Cinema.

Abilmente costruito attraverso un montaggio alternato su differenti piani temporali e scenari futuribili, il film gioca per un po' sul camuffamento del Josè attuale sotto un folto carbone e i capelli lunghi, per poi riannodare poco dopo la metà tutti i fili. Tra piccole ma funzionali ellissi (il finale arriva un po’ troppo rapidamente), indulge spesso alla commozione, nei momenti di snodo delle vicende, ma con raffinata soavità, complici anche le suadenti noti della colonna sonora di Stephan Altman, che rasentano a tratti il subliminale. Ottimi infine gli attori: Verástegui, considerato una sorta di Brad Pitt latinoamericano, è intenso e misurato, mentre la Blanchard, una specie di Judy Garland giovane (non a caso l’ha interpretata nella miniserie dell’ABC Me and My Shadow: Life with Judy Garland), trattiene e dosa tutto il dolore del suo personaggio.

Purtroppo ignorato da noi per oltre tre anni, l’opera prima di Monteverde ha vinto il Premio del Pubblico al Toronto Film Festival del 2006.

 

Uscito il 26 gennaio 2010 in 1 sala

(Nuovo Cinema Aquila – Via L’Aquila – Roma)

Distribuito da Microcinema/ACEC

Raro perché... ce lo chiediamo anche noi...

 

Giudizio: * * *½. .

Paolo Dallimonti.