Cinema e poesia:
"il vissuto oltre che il visto"
Il vissuto oltre che il visto. Ecco il
film.
La settima arte ha enormi capacità di
coinvolgimento emotivo e sensoriale. Lo spettatore, durante
la visione, può scatenare libere associazioni, sentire una
varietà infinita di impulsi, far emergere gli istinti più
profondi.
Il film, così, diventa oggetto che si
frantuma, cavia di molteplici possibilità d'analisi a
cercarne un centro segreto o fugge. E proprio nel momento in
cui fugge nasce l'esigenza di fermarlo, senza porre limiti
all'indiscrezione dell'occhio, dei sensi e cogliendone
l'innegabile rapporto con le altre arti.
Nella convinzione che non esistano modi
analoghi di reagire alla visione di un film, cerchiamo un
nostro itinerario possibile.Il cinema contadino del silenzio
e mietitore di parole diventa poesia o poesia nasce.Sentiamo
che le sensazioni e i sentimenti derivanti dalle immagini
possono diventare parole Altre.
Buñuel, durante una conferenza a Città
del Messico, disse:"il cinema è strumento di poesia
con tutto ciò che questa parola può contenere di
significato liberatorio, di sovvertimento della realtà, di
soglia attraverso cui si accede al mondo meraviglioso del
subconscio." Ecco, in questa pagina non ci saranno
recensioni in senso stretto, ma si cercherà di guardare al
film da un ulteriore punto di vista, offrendo alla lettura
un approccio di(verso).
Rosamaria Caputi
Le
nostre sono LUCI D'INVERNO
Molly
"D'un
Cane andaluso Poeta" (Un chien andalou-Buñuel)
Il
dottor StrangeLove di Kubrick
Anna
come Tantalo (Damage) - L. Malle
"Liberandola/
Tutto si ripeterà"(Hiroshima mon amour- Resnais)
"Le
jour se lève" (Alba tragica) -Marcel Carné
Cinema