BATMAN – MAD LOVE
Scheda:
Titolo
originale: Batman “Mad Love”
Autore: Paul Dini / Bruce Timm
Editore: PlayPress (www.playpress.com)
Formato: brossura, 68 pagine
Prezzo: 6,00 euro
Una piccola chicca,
che rischia di passare inosservato sugli scaffali stracolmi, incasinati e
impolverati delle fumetterie e non lo meriterebbe. Oddio, è vero che non gli
dareste due lire, a vedere la sovraccoperta: sì, vabbè, c’è scritto Barman
e quindi un po’ i sensi si destano ma poi il volume è piccolo, non
particolarmente epico nella grafica (si noti, per contro, l’impatto anche
visivo del Ritorno del cavaliere oscuro di Frank Miller), un po’
dilettantesco.
Lo prendi, poi, e ne
scopri le qualità, già messe in evidenza, in quarta di copertina, attraverso
citazioni disparate (pure una di Mark “Luke Skywalker” Hamill e una di John
Goodman [ma anche una, e qui il sospetto potrebbe già tramutarsi in certezza,
di Frank Miller]): ma lo sai che gli anglosassoni hanno la fissa delle sparate
grosse da posizionare in bella vista e anche a quelle non è che ci dai un gran
peso.
La storia è semplice,
parodistica, divertente: la psicologa che ha in cura il Joker se ne innamora e,
vedendolo triste e recluso, ordisce malocchi e vendette contro Barman, oltre a,
ovviamente, liberare l’amato e scappare con lui, che, altrettanto ovviamente?,
invece non la ama ma vede che è brava, devota e cattiva al punto giusto e
intende sfruttarla. Forse? Il finale, infatti, gustosamente ambiguo, suggerisce
anche altro, e cioè che magari anche il Joker si è, se non innamorato
follemente in maniera paritaria, perlomeno affezionato alla sua anima gemella;
ché anche lui, come lei, è umano e fatto di sentimenti in fondo.
La storia è di Paul
Dini e se ne frega di Batman, del suo statuto epico-supereroico: i veri eroi, in
questa minisaga deliziosa, sono gli antieroi, i cattivi, i depressi, i
paranoici. Già Barman era umano, figuriamoci questi…
Bruce Timm disegna
questa storia con gusto pop (a tratti pare di vedere Burton Morris all’opera),
assolutamente naïf, da fialetta senza pretese e per fanciulli da latte, com’è
giusto: è una storia d’amore, totale totalizzante disperata ma anche solare
tenera (a)normale, è un sogno
d’amore (si corra alla splash page di pagina 38) di una donna sola di mettere
su famiglia, crescerla secondo i canoni americani, arrivare alla vecchiaia con
il compagno di sempre, felice, serena, e accettare la morte a quel punto. E’
l’Arizona Junior dei fumetti, questo, il gusto è appunto dissacrante e
parodistico come il miglior cinema-cartoon dei Coen; non facciamoci strane idee,
quindi: il capolavoro è a un passo eppure irraggiungibile, ché gli stessi
autori non ambiscono a raggiungerlo.
(La dottoressa, calzamagliata, ha catturato Barman e lo
sta per uccidere con una tecnica del Joker, con cui lui stesso ha fallito: la
morte dai cento sorrisi. E’ una donna, innamorata per giunta, e ha una
sensibilità diversa, è sensibile anzi: aguzza la mente e, zac!, il ghigno dei
piranha, se Batman viene buttato nella vasca a testa in giù, sembrerà davvero
un sorriso. Andrà a un passo dall’ucciderlo, Barman sarà il primo a
riconoscerlo, proprio al Joker.
Se non vi innamorate
di una donna così, non so proprio di chi potreste innamorarvi.)
ROBERTO DONATI