BONE

Scheda: Bone
Autore: Jeff Smith
Editore: Panini Comics, Collezione 100% Cult Comics
Formato: brossura Prezzo: 10,00 euro
 

Non riesce ad appassionarmi, Bone di Jeff Smith. Ho lacune gravi, lo ammetto, come tutta la saga precedente, quella di avvio, che mi si dice assai più riuscita, emozionante.

Ci credo in parola, poiché questa nuova saga (questo I cerchi fantasma è il primo episodio) mi sembra promettere tanto e mantenere poco. Innanzitutto mi pare esserci una discrepanza troppo netta fra storia e maniera di presentarla, ovvero fra sceneggiatura e disegno si potrebbe riassumere: il disegno – rotondeggiante, fiabesco, soffice, linea piena e chiara – è evidentemente umoristico, la storia no, per niente. D’accordo, certo, non è nemmeno tragedia, non è minimalismo, lo so.

Bone non ha l’afflato da striscia da quotidiano, come il disegno mi sembra promettere e come forse vorrebbe, almeno qua e là sicuramente, avere (non a caso tra i punti di riferimento di Smith c’è Pogo di Walt Kelly!), Bone è epica allo stato puro, epica anglosassone, alla Tolkien, ecco, per intenderci: elfi, maghi e maghesse, pozioni, scudi e spadone e via dicendo. Dalla copertina davvero non si direbbe, almeno io non lo dissi. Quindi, da una parte il volume non mi sembra così emozionante a livello di avventura, dall’altra il disegno abbinato a una tale sceneggiatura procura, almeno a me, scompensi dialettici, idiosincrasie varie. E poi, Bone non è divertente, non è emozionante: ci sono questi tre cugini, in fuga dalla loro Boneville, che ora si dividono e l’autore segue i loro percorsi differenti, amplificando le storie, gli strati di lettura… il tutto a discapito del lettore che si perde (senza ritrovarsi) e non si appassiona a vicende private e ai personaggi che le animano a una a una.

Bone nasce indipendente, nel 1991, e ha immediata fortuna: la serie sarà pressoché inesauribile e oggi la Panini inizia a proporcela, forse da metà forse un po’ prima. Non so, forse sono io a non aver capito niente, a essermi fatto scappare le emozioni che, per qualcuno (molti!), sicuramente il fumetto trasuda, alimenta, rincorre…
ROBERTO DONATI