NIRVANA – MEDITAZIONI DI FINE MILLENNIO
Scheda:
Autore:
Roberto Totaro
Editore: Comix
Formato: brossura
Prezzo: non specificato in euro
Il Nirvana di Totano è il tipico fumetto a strisce italiano, quando
questo tenta di imitare la sublime essenzialità di quello americano: simpatico
e qua e là arguto, per carità, ma in fondo presuntuoso, pretenzioso,
autoreferenziale al massimo grado. L’universo di Totaro è proprio così,
inizialmente può anche fulminare, ma poi inizi a ragionarci sopra e ti accorgi
che le battute arrivano sempre alla fine e sono fini a sé stesse, non sono in
pratica costruite, non vivono grazie a ciò che c’è stato prima e che ci
potrebbe essere dopo, si esauriscono lì, non possono essere decontestualizzate,
si riferiscono sempre a qualcosa d’altro che è specifico (‘italiano’) e
non universale. Del resto ci viene il sospetto che lo stesso Totaro se ne sia
accorto: da metà volume, o anche prima, l’umorismo e l’ironia sottile
iniziano a lasciare il passo alla volgarità, alla “svaccata” nella comicità
grassa, quella maschilista da avventori da bar (e i riferimenti al mondo
procacemente muliebre si fanno sempre più numerosi, guarda un po’), quella
che buona parte di pubblico italiano si merita.
Le strisce di Totaro,
invece, non meriterebbero questo: estese in senso verticale, sono già originali
e particolari per questo, hanno gusto della costruzione e senso della dinamica,
sono capaci di atout improvvisi. Poi, a lungo andare, la sceneggiatura si
sfilaccia sempre più e il tratto spoglio, caricaturale dell’autore non
sopperisce a queste mancanze ma si fa pericolosamente ripetitivo.
Un peccato, perché
l’edizione Comix, formato grande volume dai caratteri vivaci e attraenti, è
buona, intelligente (si legga la prefazione), attenta al panorama fumettistico
italiano. Un peccato perché Totaro talento ne ha anche, ma non osa più di
tanto o non lo canalizza a dovere in una poetica davvero inedita e toccante,
finendo per piegarsi a richieste che si presumono non sentite, non d’autore
insomma.
ROBERTO DONATI