Niente velo per Jasira

 

 

 

-towelhead-

con

AARON ECKHART

TONI COLLETTE

MARIA BELLO

PETER MACDISSI

e SUMMER BISHIL

- Tratto dal romanzo “Beduina”,di Alicia Erian, pubblicato in Italia da Adelphi -

UFFICIO STAMPA DISTRIBUZIONE

Ornato Comunicazione VIDEA - C.D.E.

Via dei Casali Molinario, 3 Via Livigno, 50

00189 - Roma 00188 - Roma

Tel. 06.3341017 – 06.33213374 Tel. 06 331851

ornatocomunicazione@hotmail.com Fax 06 33185255

distribuzione@videa-cde.it

I materiali sono reperibili nell'AREA STAMPA

www.videa-cde.it

PERSONAGGI E INTERPRETI

Aaron Eckhart TRAVIS VUOSO

Tony Collette MELINA

Maria Bello GAIL MONAHAN

Peter Macdissi RIFAT MAROUN

Summer Bishil JASIRA

CAST TECNICO

REGIA E SCENEGGIATURA Alan Ball

SOGGETTO Alicia Erian

PRODUTTORI Ted Hope

Alan Ball

PRODUTTORI ESECUTIVI Anne Carey

Peggy Rajski

DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA Newton Thomas Sigel

MONTAGGIO Andy Keir

SCENOGRAFO James Chinlund

COSTUMISTA Danny Glicker

MUSICHE Thomas Newman

SINOSSI

Niente velo per Jasira segue l'oscura, ardita e a volte esageratamente bizzarra vita di Jasira, tredicenne arabo-americana alle prese con il confuso e a volte spaventoso percorso adolescenziale alla scoperta della sessualità. Quando la madre la costringe a vivere con l'austero e violento padre libanese a Houston, l'adolescente scopre che la sua famiglia è considerata strana ed esotica dal vicinato. E peggio ancora, la sua femminilità in erba mette a disagio il padre collerico e tradizionalista. Sola, in un ambiente ostile, Jasira cerca di instaurare un legame con i vicini e finisce col trovare conforto e crudeltà allo stesso tempo. Le regole morali e la sessualità la trasformano nell'obiettivo di attacchi di razzismo ed ipocrisia, sia a casa sia a scuola. La ragazza è attratta da Mr. Vuoso, il riservista dell'esercito, vicino di casa, che l'attira con quantità ingenti di riviste maschili e confuse chiacchiere sdolcinate. Tentando di tenere sotto controllo gli ormoni che imperversano, Jasira stringe un'amicizia con relativa intimità fisica con un compagno di scuola più grande, Thomas. Anche questo rapporto maldispone il padre quando scopre che il ragazzo è nero. Desiderando ardentemente un po' di affetto e accettazione, Jasira incarna la voce principale tra i tanti impegni politici, sessuali e razziali degli uomini della sua vita, così diversi fra loro: il padre con le sue idee all'antica sulle donne; Mr. Vuoso, il vicino pericolosamente affascinate; e Thomas che le promette amore nel sesso. Quando Melina, una vicina preoccupata e incinta tenta di aiutarla, l'esplosiva situazione di Jasira giunge a una svolta. Con uno sguardo angoscioso sull'esplorazione fuorviata e confusa dei giovani delle casette a schiera, delle scuole pubbliche e della desolata periferia americana, Jasira vaga per questo mondo e si sorprenderà nel trovare non solo una vigorosa capacità di recupero ma anche un nuovo potere di redenzione.

Tratto dal romanzo acclamato dalla critica di Alicia Erian e adattato per lo schermo e diretto da Alan Ball, Niente velo per Jasira interpretato da Aaron Eckhart, Toni Collette, Maria Bello, Peter Macdissi, e dall'esordiente Summer Bishil nel ruolo di Jasira. La troupe, composta da acclamati veterani del cinema, vede Newton Thomas Sigel direttore della fotografia (I SOLITI SOSPETTI, THREE KINGS, X2, SUPERMAN RETURNS), il production designer James Chinlund (L'ALBERO DELLA VITA, LA 25a ORA, REQUIEM FOR A DREAM), al montaggio Andy Keir (BELOVED, UNA VOCE NELLA NOTTE, NEIL YOUNG: HEART OF GOLD), ai costumi Danny Glicker (WE ARE MARSHALL, TRANSAMERICA), come supervisore alle musiche Randall Poster e come compositore, l'8 volte premio Oscar®, Thomas Newman.

Da Alicia Erian, autore del romanzo Towelhead (“Beduina”- Adelphi Editore)

Quando Alan mi ha chiamato per l'adattamento del romanzo, ha detto: “Ti prometto che se mi darai il permesso di adattare l'opera farò di tutto per farla restare divertente com'è”. Me lo ricordo perché era molto importante per me. Come ha detto Alan, senza umorismo, un adattamento del libro diventerebbe una stucchevole storia di abusi. Sebbene ci siano molte cose che mi piacciono della versione cinematografica di Towelhead, quella che preferisco è che ha veramente mantenuto la parola in questo senso. Il materiale di partenza è dark, non c'è dubbio, ma è accompagnato da tanto umorismo dark. E' incredibile come Alan sia stato capace di prendere materiale degno di un romanzo e condensarlo in un film senza diminuire l'impatto della storia. Prima di vedere il film la prima volta, mi ero imposta di sforzarmi di non risentire degli inevitabili adattamenti. Dopo un po' però, guardandolo, mi sono fermata e ci ho pensato su. Il senso che Alan ha della storia è impeccabile. I suoi tagli non sono stati solo indolori, ma anche alquanto ingegnosi in certi punti. Un paio di volte, come scrittrice, mi è sembrato di imparare qualcosa di nuovo da quello che lui aveva tolto. Quando gli scrittori vendono i propri libri per farne dei film devono esser pronti a distaccarsi. Io credo di esserci riuscita molto bene. La grossa sorpresa è stata che era assolutamente inutile. Mi piace quello che ha fatto Alan. I miei personaggi sono rimasti tali e quali, e forse anche qualcosina di più visto che hanno preso vita.

Alicia Erian è l'autrice della raccolta di novelle The Brutal Language of Love (Villard, 2001/Simon & Schuster 2008), e un romanzo Towelhead (Simon & Schuster, 2005 – pubblicato in Italia da Adelphi come Beduina n.d.t.), citato tra i migliori libri dell'anno, i Notable Book , dal New York Times. Vive a Boston.

* * *

Pochi racconti sono riusciti ad esprimere con tanta onestà ed umorismo il passaggio dall'età infantile ad adulta in una ragazza, senza tralasciare il caos biologico e i momenti di inebriante magia e terrore che lo accompagnano.

E' questo raro ritratto dell'adolescenza che ha portato Towelhead, il romanzo di Alicia Erian, alla ribalta. Erian è riuscita a scrivere di una giovane ragazza americana dalla parziale discendenza mediorientale alle prese con il tormento della razza e dell'identità, sullo sfondo la Guerra del Golfo, assieme all'intensa esperienza di crescere in un mondo a ritmo sfrenato, ipersessualizzato e senza regole certe. Quando Ball inizia a pensare di fare un film il suo agente gli porta Towelhead. Appena prende in mano il manoscritto, Ball resta colpito dalla storia, una storia tanto sorprendentemente veritiera quanto cinematografica. “L'ho letto tutto in un week end e mi sono innamorato del modo e dei personaggi” ricorda. “Ho trovato tanti elementi così avvincenti. Mi ha portato in così tanti luoghi che proprio non mi aspettavo. Alternavo ilarità, orrore, commozione, bruttezza a meraviglia e liberazione. C'era tutto quello che cercavo in una storia, ero attirato dall'aspetto politico del libro e dal suo umorismo, così vero e attentamente osservato”. E poi c'era quell'inflessibile sguardo, a capo chino, sulle crude realtà della sessualità adolescenziale, il brivido della scoperta e di tutta l'estasi e l'inebriante influenza e il pericolo che gli adulti se ne approfittino. Ball si innamora dell'immagine coraggiosa e dalle mille sfumature di un argomento solitamente trattato con circospezione e incessante gravità. “Di solito quando si legge la storia di una ragazza che subisce un qualsiasi abuso o aggressione sessuale, l'implicazione è sempre che lei ne porterà le conseguenze nefaste a vita. Però è un'esperienza statisticamente comune a così tante giovani donne (e giovani uomini) che mi è sembrata una ventata di aria nuova il fatto che Jasira non sia rovinata a vita da ciò che vive ma che esca dall'esperienza rinvigorita, più forte, con il sano senso di chi sia veramente e con un sessualità sana, pressoché intatta”, dice Ball. “Così, la sua è una storia rivoluzionaria e ispiratrice. Mi è piaciuta molto la spudorata esplorazione della sessualità adolescenziale presa dalle più diverse prospettive. In queste circostanze, e di fronte a tutti quegli uomini –da Mr. Vuoso a Rifat, a Thomas, ognuno con il proprio modo di renderla un oggetto – Jasira non cessa di formarsi un'identità propria e alle sue condizioni”. Macdissi afferma “Il messaggio è che abbiamo una scelta. Jasira non cede all'autocommiserazione. E' eroico, penso, ma è fatto in maniera assolutamente non sentimentale, non è una scopiazzatura, ed è per questo che mi è piaciuto il libro, perché lei non si autocommisera. Mentre nella maggior parte dei film con personaggi simili a questo noi proviamo dispiacere, credo Niente velo per Jasira descriva dei personaggi e una storia in maniera decisamente reale. Più è reale più è universale. Molti hanno vissuto esperienze simili e ne sono usciti più forti. Non capisco perché a volte, nei film, vediamo l'opposto: è per manipolare il pubblico? Perché noi siamo capaci di sopravvivere alle cose. Io vengo da un paese dilaniato dalla guerra e sono sopravvissuto. E' stato molto traumatico ma sopravviviamo, miglioriamo, impariamo e poi andiamo avanti”.

* * *

Con la benedizione di Erian, già dai primi incontri, quando si era capito che i due erano sulla stessa lunghezza d'onda, Ball inizia l'adattamento, pressoché fedele nei dialoghi e nella struttura. Malgrado il fatto che la storia sia interamente raccontata da un particolare punto di vista, quello di una tredicenne arabo-americana, comunque mai sperimentato dallo stesso Ball, egli afferma di essersi fatto guidare interamente dalla prosa di Erian. “Il punto di vista del romanzo era talmente chiaro che ho tentato di mantenerlo il più possibile” spiega. “Alicia ha colto tanti piccolissimi e perfetti momenti realmente capaci di mostrare il narcisismo dei genitori di Jasira, la solitudine della sua età e l'autoavversione di Mr. Vuoso. Come ho scritto, non mi sono mai considerato come un uomo che scrive dal punto di vista di una tredicenne, piuttosto, come scrittore che crea una sceneggiatura partendo da una storia che evoca il punto di vista di una tredicenne. Ho tentato di seguire sempre questa via”. Proprio come Erian davanti a lui, Ball si rifiuta di rifuggire dalla natura spesso difficile da gestire della metamorfosi del corpo dell'adolescente, spiegando di non trovare affatto audaci cose che sono così segretamente banali. “In quanti film vediamo teste tagliate o corpi smembrati e in quanti inorridiscono alla vista di un assorbente interno?” riflette. “Io penso che viviamo in una cultura che vuole inutilmente epurare la sessualità e la biologia, io ho lottato per far mostrare queste cose perché sono reali”.

Ma quando si è trovato a dover gestire gli incontri sessuali di Jasira, Ball si è trovato a cavallo di una linea sottilissima tra l'essere coraggioso e onesto come Erian, senza abbassarsi al visivamente scabroso. “Per me, la grossa sfida dell'adattamento è stata individuare il miglior modo di descrivere il senso più reale della scoperta della sessualità di Jasira senza legarla necessariamente a particolari azioni o parti del corpo” afferma. E' in questo che Ball differisce nelle sue espressioni creative della storia, forgiando la visione mutevole di Jasira della sessualità nella forma di fantasie intensamente illuminate dei coniglietti di Playboy che se la spassano con spensierato abbandono. “Le sue fantasie sono ispirate da quel tipo di idea innocente di una donna nuda che corre completamente felice nella sua nudità prima di rendersi conto di tutte le complicazioni del sesso”, spiega. “Nella mente di Jasira, c'è questo mondo magico in cui le donne sono apprezzate per essere belle e divertenti senza doverne pagare il prezzo”. Il regista lavora anche a mantenere le scene tra Jasira e Mr. Vuoso palpabilmente reali e cariche senza diventare esplicite. “Ho fatto attenzione affinché in questa sceneggiatura ci si concentrasse sui visi dei personaggi perché era ai visi che ero interessato e – le emozioni, piuttosto che quello che potrebbe succedere a parti specifiche del corpo”, spiega. “Ho sempre pensato che se quelle scene fossero troppo esplicite sarebbe andata così e mi avrebbero distratto dal più importante peso emotivo di ciò che sta accadendo”. Eckhart attesta la sensibilità di Ball nel gestire queste scene difficili. “In effetti, nella prima pagina del copione c'era una nota del regista su come avrebbe gestito quelle scene, che non l'avrebbe mostrato, la macchina da presa sarebbe rimasta ad un certo livello. Ne abbiamo parlato individualmente e in gruppo, perché anche se Summer è maggiorenne, nella mente del pubblico lei ha 13 anni. Sono stati giorni difficili ma devo dire che Summer è una bravissima attrice e Alan un regista così sensibile, non abbiamo avuto nessun problema”.

Un altro degli elementi più controversi che Ball voleva mantenere al centro della sceneggiatura è la confusa attrazione di Jasira verso il suo bel, e a volte anche vulnerabile, vicino riservista, Mr. Vuoso. Ball riconosce che non è stato affatto semplice. “Jasira vive in questo mondo duro in cui entrambi i genitori sono narcisisti furiosi – la madre è in competizione con lei e il padre è terrorizzato dal fatto che lei sta diventando una donna. La ragazza quindi non impara quali siano i limiti dai genitori. E si trova poi in situazioni con Mr. Vuoso che sono eccitanti, che rompono la monotonia della sua vita, che la fanno stare bene e che la fanno sentire importante” osserva. “Tutti hanno bisogno di un posto dove sentirsi di poter esercitare potere”. Per Eckhart, Mr. Vuoso rappresenta eccitazione per Jasira. Spiega l'attore “Lui è un uomo, un uomo adulto, e ha famiglia, ha un lavoro. Lei vuole giocare agli adulti. Lui vive lì accanto, e il livello di eccitazione cresce perché è proibito. Lui le da uno sbocco, un'opportunità per recitare e credo che lei apprezzi le attenzioni perché non le ha a casa. Mr. Vuoso le permette di esprimersi”. Continua Eckhart, “il rapporto che Jasira ha con il padre è violento, cerca disperatamente la sua approvazione, il suo amore, vuole crescere, sentire di essere una donna, di essere sessualmente attraente, normale. Credo che lo cerchi fino alla fine del film”. Ball voleva indubbiamente infrangere il tabù cinematografico che ancora proibisce il fatto che ragazze al di sotto di una certa età possano sperimentare e sperimentino il desiderio sessuale – perfino riconoscendo quanto possa essere insidioso quel desiderio. “La nostra cultura tende ad ignorare queste cose, ma la realtà è che i ragazzi e le ragazze si eccitano. E' umano. Nelle nostre menti puritane, solitamente cancelliamo questa equazione. Ma lo sanno tutti, e quello che mi è piaciuto del libro è proprio che tira fuori tutto questo, tutto questo nel suo disordine e io volevo che il film lo riflettesse”. Bishil è d'accordo “Non credo che Jasira sia ossessionata sessualmente, lei è naturale quando si masturba ed è naturale quando legge Playboy ed è naturale quando trova Mr. Vuoso attraente. Ciò che succede è che Mr. Vuoso non è naturale, e approfitta di lei. E' lì che sorge il problema. Il problema è come gestire la cosa. Jasira non è il problema”. Certamente la complessità mina ogni aspetto della relazione di Jasira con Mr. Vuoso – ma Ball lo condanna con fermezza. “Jasira è forse provocante? Sì. E questo significa forse che si merita quello che le accade? Assolutamente no, Vuoso è un adulto che tradisce le aspettative della ragazza, le sue e quelle della società quando passa il segno. E' un uomo molto infelice che si porta dietro molto dolore, ma non ha scusanti. A Jasira potrebbe piacere come si sente per le sue attenzioni ma lui dovrebbe rendersi conto che non è abbastanza grande per avere la prospettiva giusta per fare quella scelta”. Eckhart interpreta la relazione tra Mr. Vuoso e Jasira. “Dovete credere che le sue intenzioni sono buone. Si sta veramente innamorando della ragazza. E non si controlla. Nella vita, abbiamo tutti le nostre dipendenze, nevrosi, attrazioni e compulsioni e io credo che lui sia ossessionato dalla ragazza. Come attore sarebbe stato ancora più difficile per me se fosse stato completamente senza cuore. Ma quando Jasira e Mr. Vuoso vanno fuori a cena, quello diventa un vero appuntamento. L'uomo sta veramente cercando di scoprire ed esplorare ed entrare nel cuore della ragazza e farla innamorare. Lui realmente si immagina di avere una relazione con quella ragazza. Lei gli da una gioia che non ha più avuto negli ultimi 20 anni”.
Bishil aggiunge “Dalla prospettiva di Jasira, non credo che lei abbia mai pensato a Mr. Vuoso come a un uomo cattivo. Non è mai arrivata al punto di pensare all'aggressione come aggressione. Per lei Mr. Vuoso non ha commesso un reato né l'ha ferita eccetto per un breve momento – e lei resta decisamente attratta da lui”. Conclude “Jasira ha l'illusoria sensazione del romanticismo. Ricordo di aver pensato che Jasira stesse pensando che Mr. Vuoso l'avrebbe portata via con il suo camion e che sarebbero scappati insieme da qualche parte. E' così che ho interpretato il ruolo, come se fosse un'ingenua”. Per Bishil c'era sempre un rapporto personale con il materiale. Si spiega “La storia vibra con me. Mio padre è arabosaudita e indiano. Io sono nata qui, ma ho vissuto sull'isola di Bahrein fino a quattordici anni quando sono tornata negli Stati Uniti, quindi so cosa vuol dire scontrarsi con i pregiudizi”.

Mentre la guerra, il bigottismo e l'aggressione sessuale le imperversano intorno, per Ball si torna sempre al punto che è Jasira ad emergere alla fine della storia con una sorta di forza incandescente. Riassume il regista: “Questa storia potrebbe accadere in luoghi già visti prima, ma non credo di aver mai visto la storia della scoperta della sessualità in una giovane ragazza raccontata in maniera così eroica. Ed è questo che spero di portare sullo schermo”.

* * *

Per Ball, trovare l'attrice adatta al ruolo di Jasira è stato difficile. “Sapevo sin dall'inizio che tutto dipendeva dalla ragazza”, ammette. Ed è per questo che si è imbarcato in una lunga ricerca per trovare una giovane donna che sapesse gestire la vastità del ruolo, che potesse visceralmente crescere sullo schermo dalla curiosità, il fascino e la necessità che ha un bambino di maturare fino a saper gestire l'universo caotico, sessuale e altro che le ruota intorno. “E' un ruolo molto duro perché c'è bisogno di qualcuno che deve sembrare tredicenne ma che è abbastanza adulto da navigare le complessità del ruolo”, spiega. “Ho visto gente da tutto il mondo, Inghilterra, Australia e New York. Poi è entrata Summer Bishil, ed è andata”. Bishil, che aveva 18 anni all'epoca in cui è stato girato il film, è nata in California ma è cresciuta in Arabia Saudita e in Bahrein, per tornare negli Stati Uniti nel 2003 e iniziare subito dopo a seguire corsi di recitazione. C'è voluto poco per capire che aveva la bellezza essenziale e la presenza sullo schermo adatti al ruolo e che aveva anche qualcosa di ancor più vitale da convincere Ball. “Summer è molto, molto intelligente e assolutamente senza paura”, afferma Ball. “Non è passato molto tempo da quando anche lei aveva 13 anni, era chiaro che capisse perfettamente cosa stesse accadendo nella testa di Jasira, semplicemente lo aveva afferrato. Ha dato tutto in questa parte e noi siamo stati davvero fortunati”. Bishil confessa “Pensavo davvero di non riuscire a cavarmela, che non sarei sembrata una tredicenne. Ho solo continuato a pensare a come ero quando avevo 13 anni, i modi, i gesti che avrei fatto e ho cambiato voce, non ho parlato come parlo normalmente, sono solo tornata indietro di quattro o cinque anni. Mi sono concentrata sui suoi gesti, sulle sue posizioni perché a quell'età sai come stare dritta in piedi, che portamento utilizzare, ma lei non lo sa, e quindi mi sono concentrata su questo, piccole cose come queste per rendere il personaggio più credibile”. Aggiunge “Quando ho letto il copione, ho pensato che dovevo avere quella parte. Che sarebbe stata una vera delusione per la mia carriera di attrice se non ci fossi riuscita, mi sono solo concentrata”. Attorno a una Jasira al contempo disorientata e forte ruota tutta una serie di personaggi; ognuno vuole e teme diverse qualità della ragazza senza realmente vedere chi sia dentro. Eppure anche il suo inadeguatamente flirtante vicino e i suoi noncuranti genitori sono rappresentati come esseri umani intricati e feriti senza il pieno controllo delle proprie rabbie, insicurezze e passioni. “Una delle cose che mi sono piaciute del romanzo è che nessuno è un semplice villano” nota Ball. “Quindi ho voluto attori che si sentissero a proprio agio in questo spazio umano imperfetto”. Bishil conclude “Più di ogni altra cosa sentivo un legame con lo spirito di Jasira. Non è perché lei è “mezza” araba e io sono mezzo arabo, sentivo proprio un legame con il suo spirito e capivo il suo cercare compagnia, il suo sentirsi sola”. Forse il ruolo per cui è stato più difficile trovare un interprete è stato quello di Mr. Vuoso. Teso, bigotto, infedele e alimentato da una sorta di tristezza distante, ma anche un uomo che si permette di dare la caccia, sessualmente, a una tredicenne. Molti attori erano spaventati dalla parte, ma la persona che Alan Ball immaginava la più adatta ha detto di sì: Aaron Eckhart, una nomination al Golden Globe, che non ha mai avuto paura di mostrare il lato oscuro della sessualità maschile. Sebbene Eckhart sia famoso per aver recitato il ruolo dell'uomo più misogino che ci sia per le donne nella SOCIETA' DEGLI UOMINI di Neil LaBute, è il ruolo che interpreta in ERIN BROCKOVICH, il motociclista dal cuor gentile fidanzato di Julia Roberts, che ha spinto Ball a vederlo nei panni di Mr. Vuoso. “E' un ragazzo talmente intrinsecamente per bene in quel film” dice, “si vede quel lato di cui è attratta Jasira”. Il ruolo mette Eckhart definitivamente là dove molti vorrebbero andare. “E'stato molto difficile per Aaron perché considerava molto riprovevole il comportamento del suo personaggio”, nota Ball “e sono comportamenti riprovevoli ma Aaron è un così bravo attore da guardare a un ruolo come questo e dire ‘Voglio riuscire a trovare l'umanità in quest'uomo.' E io credo che ci sia riuscito”. Eckhart spiega “Ero un po' spaventato. Pensavo che Vuoso fosse un personaggio complicato e che mettessi a rischio Alan, me stesso e il film. Pensavo a quello di cui io ed Alan parlavamo: chi era quest'uomo, cosa stava facendo, perché lo faceva e da dove veniva. Vuoso è davvero infelice a casa, ha un muro di fronte, e rinasce con l'amore per questa ragazza”. Prosegue: “Mr. Vuoso brama per amore. Naturalmente è confuso, è stato infedele con la mente e con il cuore nei confronti della propria famiglia. Ma alla fine, riconosce cosa ha fatto e si sente in colpa, si vergogna. Credo che questo dimostri che lui non è un sociopatico o uno psicopatico, il che è importante per me come attore e lo era anche per Alan. Abbiamo tentato di farlo bene, di far vedere che Mr. Vuoso si assume le proprie responsabilità”.

Per il ruolo dei genitori di Jasira, chiaramente incompetenti seppur pressoché umani, Ball sapeva di dover cercare due attori in grado di seguire una linea sottilissima. “La cosa complicata dei suoi genitori è che ognuno di essi vede Jasira come una minaccia e un incomodo in una certa misura eppure entrambi la amano”, spiega Ball.

Ancora una volta non è stato facile. Per il padre di Jasira, Ball ha cercato un attore con cui aveva già lavorato in “Six Feet Under” in un ruolo completamente diverso: Peter Macdissi (THREE KINGS, CATTIVE COMPAGNIE). Anche se più conosciuto per aver interpretato il grandioso insegnante d'arte dallo spirito libero Olivier Castro-Staal in “Six Feet Under,” Ball sapeva che Macdissi aveva la sottile spigolosità per accettare questa difficile parte. “Leggendo il libro ho immediatamente visto Peter nel ruolo. Sapevo che era libanese e ho pensato che potesse fare qualcosa di speciale con questo personaggio che spesso ci sorprende”, dice.

Invero, Rifat non è in alcun modo l'idea stereotipata di un arabo. E' un cristiano libanese, e non musulmano, e oppositore convinto dell'Iraq di Saddam Hussein – inveisce tanto contro Saddam quanto contro i sentimenti anti-arabi dei suoi vicini. “Rifat ci aiuta a creare un'immagine degli arabo-americani la cui portata è più vasta di quanto noi non siamo abituati a vedere” fa notare Ball. “Ma l'aspetto più interessante per me è che Rifat è anche lui un razzista. Credo che molta della rabbia di Rifat, come anche la sua profonda paura che Jasira diventi più forte, vengano dal fatto che egli stesso non sia tanto forte, e che anche lui sia stato a sua volta vittima di razzismo”. Macdissi afferma “Penso che il film sia importante perché le minoranze etniche non hanno molto spazio sui media. Il film tratta di razzismo, sessualità e della gente che non si adatta alle regole, o che non segue le consuetudini e il modo di funzionare in America – io credo che questo sia molto importante – soprattutto il fatto che le minoranze svolgano un ruolo molto importante in America. Sì, la storia non parla di questo, la storia descrive la condizione umana. Lui e sua figlia avrebbero potuto essere qualsiasi cosa, francesi, spagnoli perfino bianchi; è stato un caso che fossero libanesi”. Il ritratto che Macdissi fa di Rifat è così vero che quando Alicia Erian è andata sul set, Ball ha notato che era un pochino ansiosa per lui. “Penso che le ricordasse davvero suo padre”, riflette. Anche se imperfetto, Macdissi afferma che a Rifat sta a cuore il bene di Jasira, e spiega: “Ama davvero sua figlia, vuole il meglio per lei e vuole che vada nelle migliori scuole. Il lato interessante di questo personaggio è proprio l'amore e la paura verso la figlia; anche se fa tutte le scelte sbagliate e prende tutte le strade sbagliate, in fin dei conti ama Jasira”. Poi prosegue “Rifat è talmente preso da sé stesso e narcisista da non essere in grado di occuparsi di nessun altro se non di sé stesso. Non sa gestire la sessualità di Jasira, non sa gestire il fatto che sia una donna, è fobico sulla sessualità, soprattutto quando riguarda sua figlia”. La violenza che Jasira riceve ad opera di Mr. Vuoso la sperimenta anche con il padre. Le scene in cui Rifat abusa di Jasira, come quelle tra Mr. Vuoso e Jasira dovevano essere trattate con molta sensibilità. Spiega Macdissi “Dovevo andare in un posto speciale per far uscire tutti quei sentimenti. E' stato molto duro entrare nello specifico e nel personale dal lato emotivo. Alan però lascia fare all'attore, si fida del suo cast e lascia che gli attori esplorino e tirino fuori la loro creatività. Summer era molto aperta, è un gran bene quando si è esordienti, è l'essere aperti, elastici, flessibili che rende le cose facili quando sei esordiente”.

Maria Bello invece interpreta il ruolo dell'indigente e immatura madre di Jasira, Gail, che vede la figlia come avversaria sul piano sessuale e come amica. Bello ha ottenuto due nomination al Golden Globe– come miglior attrice non protagonista nel ruolo della barista che aiuta William H. Macy nel far prendere alla vita la direzione opposta in THE COOLER e miglior attrice nel ruolo di moglie che scopre che il marito non è l'uomo che pensa in A HISTORY OF VIOLENCE – e Ball sapeva che la Bello aveva le qualità per interpretare questo ruolo. “Maria è un'attrice talmente brava e, soprattutto, è a suo agio nel ruolo di un personaggio così tanto imperfetto” dice. Altrettanto difficile da scegliere, l'attore per il ruolo di Thomas, l'amante - compagno di scuola di Jasira elettrizzato dalla reazione della ragazza alle sue avance. “Molti ragazzi non hanno accettato perché malgrado il fatto che Thomas sia un ragazzo dolce, diventa opportunista quando ha a che vedere con Jasira e, almeno all'inizio, vuole solo fare sesso”, dice Ball. E' grazie ai casting che Ball scopre Eugene Jones, commediografo di successo, artista rinomato, poeta arrivato e attore fresco fresco di diploma di teatro al Performing Arts High School. “Thomas è così giovane e carico, alimentato dagli ormoni, orientato su sé stesso e penso che abbia fatto un ottimo lavoro nel mostrarci questo lato assieme al concederci di scoprire che si tratta essenzialmente di un ragazzo dal cuore tenero,” commenta Ball. Per il ruolo di Melina, la vicina che corre in soccorso di Jasira, Ball sceglie una delle attrici più versatili e ammirate di oggi: Toni Collette, che si è guadagnata una nomination all'Oscar® per il ruolo della madre sofferente del SESTO SENSO. Eppure, Ball nota che anche Melina non è poi così coraggiosa. “E' una piccola luce nel mondo buio di Jasira ma è anche ipocrita e prepotente e irruente”, afferma Ball. “Ho sempre pensato che Toni fosse un'ottima scelta perché lei ha il carattere giusto, è intelligente e brava in qualsiasi cosa faccia”.

* * *

Con i tempi stretti e un budget serrato, Niente velo per Jasira è stato girato in gran parte in un vicolo cieco di Pomona, che si presentava alquanto bene per presentare il sobborgo banale e standardizzato, dalle case a schiera e aste per bandiera di Houston in cui si ritrova Jasira. In realtà, i tempi erano talmente stringati che il production designer James Chinlund, ha utilizzato un set con una scena unica per creare sia la piccola casa di Rifat che quella un pochino più ampia di Melina, modificando di volta in volta i dettagli chiave per adattarli ai relativi personaggi così diversi. Ball ha lavorato gomito a gomito con Chinlund e il direttore della fotografia Newton Thomas Sigel al look del film. “Volevo afferrare la solitudine del mondano e quel tipo di confusione slegata dell'esistenza borghese americana”, spiega Ball. “Soprattutto, cercavo una metafora visiva per una Jasira persa e ignorata in questo vasto paesaggio di cose . E poi volevo utilizzare molta luce naturale per enfatizzare l'idea che tutto ciò che accade a Jasira succede in pieno giorno, in piena luce. E volevo dare alle tre case in cui si svolge la storia il senso di quello che è importante per le persone che la abitano. Allo stesso tempo, non volevo niente che fosse così specifico e travolgente da oscurare i temi universali della storia”.