A-TEAM

un film di Joe Carnahan

USA, 2010 – Azione – Durata: 121‘

Con Liam Neeson, Bradley Cooper, Sharlto Copley, Quinton 'Rampage' Jackson, Jessica Biel, Patrick Wilson, Gerald McRaney, Brian Bloom

 

A – Supertecnologic - Team

 

"...sono tuttora ricercati, ma se avete un problema che nessuno può risolvere, e se riuscite a trovarli, forse potrete ingaggiare il famoso A-Team!"

 

Tutto comincia dal mitico telefilm degli anni '80. Un successo televisivo targato Stephen J. Cannel e Frank Lupo, proprio coloro che hanno firmato la maggior parte dei serial tv di successo, quegli stessi che hanno forgiato il linguaggio di ogni ragazzino teledipendente piazzato da mamma e papà davanti alla tv come surrogato di una baby sitter. Da qui si sono formati i nostri modelli, quelli della generazione degli anni del pop, quando preferivamo guardare i cartoni di Bim Bum Bam mangiando patatine al formaggio per poi leccarci le dita ed asciugarcele sulla moquette. Da qui le nostre discussioni di ragazzini fomentati all'idea dell'azione. Ed è tutto inevitabile. Un confronto che parte da quella mitica serie televisiva di cinque gloriose stagioni, dal 1983 al 1987, che abbiamo amato, seguito, sognato di farne parte, chi immedesimandosi chi innamorandosi di quei paladini catodici.

Prima di quel momento non c'erano mai stati protagonisti del genere in televisione. Semplice la premessa della serie: quattro ufficiali condannati ingiustamente da un tribunale militare per un crimine mai commesso decidono di scappare dagli arresti divenendo soldati di ventura e aiutare chi non è in grado di farcela con le proprie forze. Il bisogno di combattere l'ingiustizia pare una trovata magnifica a tal punto che il pubblico non può sottrarsi a rispondere con entusiasmo alla serie. La considerazione che va fatta è che tanti ragazzi sono cresciuti con il telefilm e che successive generazioni hanno avuto l'opportunità di riviverlo attraverso le sue numerose repliche televisive. Questo è valido soprattutto per l'Italia dove fino a non molto tempo fa le repliche riempivano periodicamente il palinsesto Mediaset, così da garantire un ricambio generazionale di circa un trentennio. L'intento della produzione di cui Cannel fa parte, assieme a nomi del calibro dei fratelli Scott, è quello di rimanere fedele all'idea originale del plot, non tradendo le fondamentali caratteristiche della serie, trasportando il tutto però nel 21esimo secolo.

Ecco come nasce un prodotto supercommerciale, con tutte le ottime prerogative per spaccare al botteghino. Sceneggiatura accattivante condita con le storiche battute scolpite nella memoria dei fans, azione a manetta, armi che trasudano virili missioni, bolidi e blindati da paura (tutti rigorosamente mercedes che sbucano, come le budweiser, dietro ogni angolo.. sarà questione del caro vecchio product placement?), trovate stilosamente coatte come l'adrenalinica scena del tank in caduta libera da un aereo silurato a cui si tenta di ripristinarne la rotta a cannonate (ma ci rendiamo conto??!!) o i colpi poderosamente energici del nostro Pessimo Elemento Baracus (Quinton Rampage Jackson, miglior peso massimo leggero della UFC) che creano spostamenti d'aria degni di Heihachi Mishima di Tekken. L'unica cosa di cui si sente un po' l'assenza è il vecchio amato furgone nero con la riga rossa GMC che compare solo in poche sequenze iniziali.

Ma è tutto calcolato, limato e cesellato sull'onda della pomposità nel perfetto stile degli action movie sboroni supereffettati e inverosimilmente ricchi di trovate alla Die Hard 4 per intenderci, sempre più games che cinema classic. In questo gioca forte il direttore della fotografia Mauro Fiore e i team di effetti speciali, gli stessi che si sono occupati del pluripremiato Avatar di James Cameron.

Il set è stato quasi interamente ricostruito a Vancouver e nelle località limitrofe dove è stato possibile ricreare con uno stuolo di maestranze infinito le location sparse per tutto il mondo dal Marocco a Berlino. Il lavoro di postproduzione e l'enfasi registica di Carnahan sono stati determinanti per il risultato complessivo finale ma non va sottovalutato lo sforzo del cast che, dopo una grossa scrematura, ha portato all'individuazione di quattro protagonisti d'eccezione, che  decisamente reggono il confronto con i modelli di trent'anni prima.

Il ruolo del colonnello Hannibal Smith, che era affidato al grandioso George Peppard (solo Colazione da Tiffany basta a definirne il peso!) ora è dell'altrettanto preparato Liam Neeson che, per l'occasione, mostra un fisico scultoreo coniugando ingegno e imprevedibilità nella determinazione di adorare piani ben riusciti. Molto convincenti nella trasposizione sono anche Bradley Cooper (Una notte da leoni) che si è sottoposto ad un super allenamento per diventare Templeton "Sberla" Peck, Sharlto Copley (District 9) nella stupefaciente follia di Murdock e Rampage Jackson. Gli attori dichiarano di esser cresciuti tutti con la serie e di aver voluto dare il loro tocco non alterando troppo l'originale da cui partivano. Il risultato è davvero buono per un film che volendolo raccontare en passant parrebbe niente di che e la cui durata sostanziosa potrebbe costituire un deterrente per i non amanti del genere. In effetti non si discosta molto dall'idea che una breve descrizione potrebbe darci: un'accozzaglia di effetti mirabolanti ma che nel complesso risulta molto divertente e ben infiocchettata.

 

Voto : *** ½

 

Chiara Nucera