I predatori dell'orco perduto
Un inizio quasi in medias res: un uomo sta precipitando nel vuoto, non riesce a far scattare il suo paracadute, che però alla fine si apre, facendolo atterrare bruscamente in una foltissima vegetazione. Il tempo di far scattare il titolo, Predators, che un altro malcapitato gli cade a fianco, poi un altro ed un altro ancora, finché, omettendone uno che morirà nell'intento, di quegli sventurati se ne potranno contare otto. Quasi tutti armati fino ai denti, sembrano avere un passato di guerriglieri al di qua ed al di là della legalità. Scopriranno presto di trovarsi su un altro pianeta, dotato di numerosi satelliti, e, peggio ancora, di essere lì come selvaggina per vere e proprie battute di caccia di una razza, almeno fisicamente, superiore. Salvare la pelle, anche per loro, non sarà facile...
Non è nemmeno un rebooting questo dell'americano-ungherese Nimród Antal, che si segnalò nel 2004 con il thriller Kontroll, poiché cita in un dialogo il film originale del 1987, pur aprendo la strada ad una nuova saga. Voluto fin dal 1994 da Robert Rodriguez, che provò a scriverne diverse versioni, contattando anche gli attori di allora, e che qui è "solo" produttore e supervisore degli effetti speciali, questo nuovo capitolo dei massacri perpetrati dagli extraterrestri rasta, sceneggiato ufficialmente da Alex Litvak e Michael Finch, adotta lo stesso meccanismo dell'Aliens di James Cameron, fin dal titolo. Non più un solo predator(e), ma molteplici, comprendendo anche gli esseri umani sulla scena, che non sono proprio degli stinchi di santo. Non più litri di sangue, bensì ettolitri. E nel finale – che non sveleremo, ma comunque facilmente immaginabile – verrà ribadita la supremazia (temporanea) della razza umana, come anche le sue innegabili violenza e ferocia, che la pongono al vertice della catena alimentare sulla terra e non solo. Poco si sa sui motivi che hanno portato quelle prede sul desolato pianeta (probabilmente trattasi di un rapimento alieno), ma le ellissi servono ad aumentare la tensione e le spiegazioni vengono spazzate via dall'azione. Molte sono le citazioni di Antal (e Rodriguez) che arricchiscono la struttura di una pellicola già forte di un solido copione: la serie TV Lost, Il settimo sigillo, Cast away, i corridoi claustrofobici di Alien, tanto per citarne alcune. Le feroci e sempre più sanguinarie creature aliene avevano già avuto un curioso destino: un seguito passato piuttosto inosservato nel 1990, poi due commistioni con(tro) i mostri spaziali creati da H. R. Giger, prendendo spunto da un videogioco nato nel frattempo. Questo Predators invece conferisce nuova dignità alla prima pellicola ed ai personaggi originali, non dimenticando di omaggiarli, e spazza via tutto il ciarpame precedente ponendo il punto di partenza per una nuova serie.
Giudizio: * * *½. .
Paolo Dallimonti.