POPPOYA IL FERROVIERE 

Scheda volume:

Autore: Jiro Asada, Takumi Nagayasu

Formato: brossura rivestita, 292 pagine

Edizione: Panini Comics (www.paninicomics.it), collana Planet Manga

Prezzo: 12,34 euro 

Il disegnatore Takumi Nagayasu affresca due racconti dello scrittore Jiro Asada, “il signore delle lacrime”, adattati a fumetti da lui stesso. Il risultato è il volume Poppoya il ferroviere,  dal nome del racconto più lungo e celebre, pubblicato per la prima volta nel settembre 1999.

L’edizione della Panini Comics, non ancora con restyling filologico-nipponico (il volume si legge all’occidentale), è composta dunque da due racconti: Poppoya (qualcosa come “mister ciuf ciuf” in originale) e Love Letter.

Due manga classici, nel senso intimista del termine, per tematiche e struttura: nel primo, un anziano ferroviere ha modo di rievocare la propria esistenza - la dedizione al lavoro come causa di lutti e tragedie non ne offusca l’alta carica di onore che esso riveste nella cultura giapponese – e trovare una personale via alla pacificazione, che è sì morte, dunque annullamento del dolore, ma anche fiera rivendicazione del proprio eroismo quotidiano, riconciliazione con la vita proprio nel suo momento supremo di abbandono. Zen e misticismo, dunque, con un senso dell’onore di stampo medioevale, narrato con sceneggiatura fortemente ellittica, ma sempre comprensibile,  e immagini (incipit a colori, resto in bianco e nero) rarefatte e lavorate di cesello, ora avvolgenti e calde ora neutre e gelide (gli esterni, tutti bellissimi, nella decadente stazione immersa nella neve, culla e rimprovero allo stesso tempo di errori e di ammende).

Nel secondo racconto, Love Letter, prevale più un senso materiale della commozione, con risvolti talvolta patetici ma una capacità di giungere, attraverso i minimi gesti (il pianto, soprattutto), all’essenza delle cose e dei sentimenti, agli scarti umorali dell’anima umana. Nella storia di uno yakuza che comincia a provare dolore e compassione per una donna, morta, che aveva sposato per comodo ma che da lei era stato amato veramente e intensamente, prevale alla fine la deriva psicologica, il dubbio e l’ambiguità. Tutto resta come prima in apparenza, almeno all’esterno, ma le persone, ogni persona, una volta che ha avuto il coraggio di guardarsi dentro, è cambiata per sempre.
ROBERTO DONATI