UDINE – «Due sono i principi che ci hanno guidato nella progettazione: curiosità e libertà. Curiosità per un mondo inizialmente sconosciuto, libertà nello sguardo sul cinema. Convinti che cultura e spettacolo non siano e non debbano essere mezzi rieducativi, ma debbano soprattutto coinvolgere, divertire, emozionare. That's Entertainment! In Asia, come in Italia».
Basterebbero queste parole, che portano la firma del Centro Espressioni Cinematografiche, per descrivere compiutamente Far East Film: non solo Far East Film 9, attesissimo al Teatro Nuovo e al Visionario dal 20 al 28 aprile, ma tutti i capitoli del grande Festival udinese. Un lungo viaggio dentro l'essenza popolare del cinema, dentro la sua essenza più vera, dove cultura e spettacolo , qualità e divertimento , fanno felicemente rima senza mai doversene vergognare.
Al grido di «That's Entertainment!», dunque, anche l'edizione 2007 punta il proprio sguardo curioso e libero sulla creatività dell'Estremo Oriente ed esplora, attraverso 59 titoli e 16 ore di tv-movie, i sapori, i colori, le tendenze, gli stili e la memoria di una galassia che ha smesso di esserci estranea: dalla new wave di Patrick Tam, maestro di Wong Kar-wai, alle magniloquenze dei blockbuster giapponesi, dalle stravaganze filippine alle consolidate abilità coreane, dai batticuori thailandesi alle emozioni del cinema di Hong Kong e della Cina continentale, scivolando poi nei brividi scuri dell'immancabile Horror Day …
Se a confermare fino in fondo la vocazione popolare del Festival ci penserà, ancora una volta, l'Audience Award, con il verdetto conclusivo sul miglior film delegato direttamente agli spettatori, a confermare fino in fondo che l'antica via della seta si è tradotta nella via del cinema ci ha già pensato il pop-movie nipponico di culto NANA 2 : complice la stilosissima e audace versione anime trasmessa da Mtv, e complice anche il primo episodio applaudito a Udine lo scorso anno, centinaia di devoti fan italiani hanno letteralmente bombardato di mail, fax e telefonate la sede del Cec, facendo slittare la proiezione dal mattino al pomeriggio!
Una vicinanza , quella tra Oriente e Occidente, davvero inimmaginabile, fino a una decina di anni fa. Una vicinanza che oggi, invece, assume quasi i contorni della familiarità , dando pienamente ragione a Far East Film e alla sua pionieristica, impavida, scommessa: cercare in Asia le radici di una cultura dell'intrattenimento ormai tristemente impolverata, se non addirittura dimenticata, a casa nostra …
Ed ecco, allora, che parallelamente al Titanic nipponico Umizaru 2 o allo 007 filippino Agent X44 , al catastrofico Sinking of Japan o allo stesso megafantasy Dororo (cui è affidato il compito d'inaugurare il Festival), non mancheranno gli approfondimenti quotidiani , con gli incontri del pomeriggio, così come non mancheranno gli eventi nell'evento , a cominciare dalla corposa retrospettiva dedicata a Patrick Tam .
Ricordiamo che tutte le informazioni utili sulla nona edizione possono essere trovate anche in Rete, consultando il sito www.fareastfilm.com .
UDINE – NANA 2 . Cosa succede quando un prodotto di culto made in Japan diventa un prodotto di culto anche in Italia? Cosa succede, cioè, quando un manga di culto diventa anime di culto e poi, ancora, pellicola di culto? Succede che il pubblico di un Festival sia disposto a macinare migliaia di chilometri per non lasciarsi sfuggire l'anteprima occidentale del sequel , bombardando preventivamente gli organizzatori a colpi di mail, di fax, di telefonate. E succede che gli organizzatori, per non deludere una simile aspettativa, ristabiliscano le coordinate della proiezione, spostandola dal mattino al pomeriggio…
Far East Film, dunque, oltre ad essere la più grande vetrina occidentale del cinema asiatico, è una manifestazione che dialoga apertamente con i propri spettatori. Da sempre. E questa volta, a pochi giorni dall'apertura della nona edizione (i riflettori si accenderanno venerdì 20 aprile), il dialogo ha preso vita sul fronte di NANA 2 , attesissimo sequel del gioiello nipponico applaudito a Udine lo scorso anno. Un vero e proprio fenomeno intergenerazionale capace di annoverare, qui come in patria, estimatori entusiasti e devoti. Così entusiasti e devoti da sorprendere, appunto, il Centro Espressioni Cinematografiche, il cui staff, dopo quasi dieci anni di full immersion orientale , non è certo fuori allenamento con i colpi di scena!
Firmato dal bravo Otani Kentaro , già regista dell'episodio 1, il pop-movie sarà programmato alle 14.30 del 25 aprile e porterà avanti la storia di Nana Komatsu e di Nana Osaki. Due ragazze identiche per nome e per età ma, almeno in apparenza, del tutto diverse: Solare e logorroica la prima, cupa e taciturna la seconda. Di bianco vestita la prima, di nero vestita la seconda. Allegra e pop la prima, imbronciata e punk la seconda. Gli opposti si attraggono? A smantellare uno dei luoghi comuni più inossidabili, e anche più stupidi, ci pensa egregiamente Otani Kentaro con la sua ballad : una commedia in equilibrio sul doppio filo dell'amore e dell'amicizia, dove gli opposti non si attraggono in quanto tali ma perché le loro apparenti distanze nascondono (mimetizzano) affinità profonde…
NANA , uscita nel 1999 dalla penna di Ai Yazawa e venerata dal popolo di Internet come una regina (siti, blog, forum), ha iniziato a farsi conoscere in Italia nel 2002, dopo la pubblicazione su Planet Manga, aggiudicandosi poi a pieno diritto il titolo di «icona del terzo millennio» anche attraverso la stilosissima traduzione animata promossa da Mtv.
UDINE – Far East Film non è soltanto la più grande vetrina del cinema popolare asiatico: è anche una piccola città che dal 1999, per nove intense giornate, si trasforma nella massima roccaforte orientale d'Europa. Una roccaforte dove convergono migliaia di persone da tutto il mondo e su cui si accendono i riflettori dei network planetari. Mai come quest'anno, però, la trasformazione si è rivelata più completa: grazie ad un vero e proprio blitz, compiuto all'insaputa degli udinesi e ovviamente autorizzato dal Comune, l'instancabile staff del Centro Espressioni Cinematografiche ha infatti integrato la segnaletica stradale con una serie di cartelli che riportano la distanza chilometrica dalle principali città asiatiche! Un'autentica “azione situazionista”, quindi, che al di là dell'immediato effetto-sorpresa vuole anche far riflettere sull'ormai concreto superamento delle distanze (non solo geografiche, appunto) fra Oriente e Occidente…
L'idea, ricordiamo, è stata realizzata dal Centro Espressioni Cinematografiche nell'ambito del progetto «Udine Porta a Oriente» che riunisce, sull'ampio fronte della cultura asiatica, lo stesso Far East Film, Calendidonna e Vicino/Lontano.
Maestro di Wong Kar-wai e padre storico di quella new wave che, all'inizio degli Ottanta, rivoluzionò il cinema hongkonghese con una robusta iniezione di realismo, un uso smaliziato dei generi, un atteggiamento formalista e sperimentale, uno spirito anticonformista e provocatorio, Patrick Tam è il protagonista assoluto della quarta giornata del FAR EAST FILM Festival di Udine. Un vero e proprio PATRICK TAM DAY, si potrebbe dire, che culminerà nell'incontro pubblico delle 17 (moderato da Alberto Pezzotta, Law Kar e Tim Youngs) dopo la proiezione consecutiva di tre capolavori: Final Victory (alle 9.30), scritto dall' allievo Wong Kar-wai, il leggendario Nomad (alle 11.15), che lanciò Leslie Cheung ma venne massacrato dalla censura , e, dulcis in fundo, l'attesissimo After This Our Exile (alle 14.30), straordinario film-evento che ha interrotto un “silenzio” lungo 17 anni…
Per molto tempo, infatti, Tam ha preferito dedicarsi al montaggio di pellicole altrui ( da Ashes of Time di Wong Kar-wai a Election di Johnnie To), e la corposa restrospettiva Dal cuore della new wave , uno degli eventi di questo Far East Film, si chiuderà proprio con l'opera che segnò l'inizio della pausa: il noir a forti tinte erotiche My Heart Is That Eternal Rose , in programma venerdì 27 (la copia che si vedrà a Udine è stata ristampata per l'occasione).
UDINE – Paura? Terrore? Da cosa sono alimentati oggi i nostri incubi? Forse l'unico grande orrore che nutriamo è quello che ci incute “l'altro”, tutto ciò che è diverso e apparentemente lontano da noi, dalle nostre quotidiane certezze. L'Horror, nella sua decodifica cinematografica, ha da sempre raccontato il coacervo di timori e insicurezze delle diverse società contemporanee trasformandosi in cartina di tornasole di angosce collettive, di paure del domani. Ma se da un lato il cinema horror a livello internazionale (in Occidente) è apparso di questi tempi annaspare su schemi consunti e su idee sterili e ripetitive, l'Horror in Estremo Oriente è stato capace di trasmettere non soltanto una straordinaria iniezione di vigore e vitalità al genere, ma di vincere una sfida importante: riuscire a spaventare, turbare in nostri sogni; visualizzare i mostri e i sentimenti più oscuri e reconditi dei nostri immaginari (basterebbe pensare ai mostri che escono da oggetti inanimati come le cassette VHS, i telefoni cellulari, Internet, oggetti qualsiasi del nostro vivere quotidiano).
Nella sua IX edizione il Far East Film Festival (a Udine dal 20 al 28 aprile ) darà voce a questi incubi nell'ormai leggendario Horror Day : il simbolo più noto, forse l'icona stessa, della vocazione popolare del Festival .
Primissimo domicilio occidentale di The Ring (l'intera trilogia, ricordiamo, fu presentata da Far East nel 2000) o, ancora, di The Grudge , l' Horror Day non ha mai smesso di cercare nuovi brividi.
Ed ecco, appunto, che giovedì 26 aprile la maratona panasiatica della paura allargherà il proprio campo d'azione a due territori finora inesplorati, quelli della Thailandia e della Malesia , affiancandoli a quelli già frequentati ( Corea del Sud , Filippine, Giappone ) e tracciando così, per tutti gli appassionati, l'ennesima e completa mappa geografica / stilistica del new horror …
L'islamica Malaysia sarà rappresentata da Chermin diretto NIENTE DI MENO CHE DA UNA REGISTA DONNA, Zarina Abdullah , che mette a segno un horror di possessione spettral-demoniaca in ambiente musulmano! Il film si conclude poi con un esorcismo cinematograficamente attinto candidamente dall'esorcista di Friedkin che viene svolto però invocando la protezione di Allàh con formule coraniche.
Parallelamente all'horror musulmano, il cinema thai mostrerà a Udine una capacità di messa in scena da far ricordare le grandi stagioni classiche dell'horror americano: dall'affascinante storia di una testimone innocente in una casa infestata ( The Unseeable di Wisit Sasanatieng già autore di Le lacrime della tigre nera e Citizen Dog ) all'inquietante descrizione dei dormitori per ragazzi abbandonati ( Dorm di Songyos Sukmakanan) fino a una delirante versione postmoderna del mito di Faust ( 13 – Beloved ) di Ma-Deaw Chukiatsakwirakul ( già acquistato dalla Weinstein Co. per il remake americano ).
I brividi nasceranno anche grazie alla fantasia scatenata da Chito Roño (già a Udine in passato con il sorprendente Feng Shui ), il noto autore filippino che nel suo recentissimo Sukob parla dei terribili risultati dell'infrazione di tabù matrimoniali riproponendo quella capacità di descrivere la vita dei sentimenti che già conoscevamo dalle sue opere realistiche.
E non mancherà infine un esempio del classico horror orientale: Roommates della giovane autrice Kim Eun-kyung, rappresenta ancora un altro episodio del popolare sotto-genere coreano delle scuole infestate dai fantasmi, in cui però la violenza della vita scolastica raggiunge livelli di crudeltà e grottesco che superano di gran lunga quelli del soprannaturale. Il migliore esordio coreano dell'anno!
Il Giappone, immancabile, sarà presente con una cupa leggenda metropolitana The Slit- Mouthed Woman . Un horror estremo che si materializza in un film particolarmente originale che non distoglie l'occhio dagli orrori del mondo reale ( gli abusi sull'infanzia ). La spettrale Donna dalla Bocca Squarciata (del titolo, già inquietante!), rapitrice di bambini, è degna di entrare nel pantheon dei mostri cinematografici!
E' vero la paura viene dall'Asia!! Per altri brividi: www.fareastfilm.com .
Le METALCHICKS , la Indie Women-Band giapponese, DOMANI SERA IN CONCERTO A UDINE PER LA CHIUSURA DEL FAR EAST FILM FESTIVAL UNICA DATA IN EUROPA Comunicato stampa del 27 aprile 2007
UDINE - Anche quest'anno un finale esplosivo chiuderà la nove giorni del festival udinese: le attesissime Metalchicks , cioè le rude girl più scatenate del Giappone, si esibiranno infatti DOMANI sera al Teatro San Giorgio (start alle 23.30, unica data europea). Le prevendite sono attive alla cassa del “Giovanni da Udine”. Dopo anni di attività nella scena indierock giapponese, suGar Yoshinaga (leader della formazione Buffalo Daughter, ) e Yuka Yoshimura (batterista degli OOIOO e degli DMBQ, attiva anche all'interno dei mitici Boredoms ) si sono unite per suonare rock metal nel 2000. Da allora la loro musica si è distinta proprio per la particolare e irresistibile miscela di musica classica, metal, rock, drum'n'bass e elettronica. Assieme al nome, ciò che esprime al meglio l'essenza della band sono il logo (vero e proprio omaggio alla M dei Metallica, alla C degli AC/DC e alla S dei KISS/Sabbath) e l'irresistibile incitamento dal vivo: «Questa volta saranno delle donne a far scuotere le vostre teste e a farvi rockeggiare!». Le due riot girls sono ospiti speciali del Festival di Udine anche in qualità di autrici di musiche per film: è loro infatti la colonna sonora di uno dei più visionari e surreali titoli giapponesi selezionati nell'edizione 2007 dela manifestazione. Un'opera delirante completa di: banditi rapitori di fanciulle – pazzi scontri di kung fu – satira sociolinguistica (si parla anche in un improbabile e buffo italiano) – discussioni se sia meglio la cucina francese o il fast food – e un cane in computer graphics che non fa niente, ma è la creatura digitale più simpatica mai apparsa sullo schermo! Quella di Udine è per il duo delle Metalchicks l'unica data europea. FAR EAST FILM 2007
Tutti pazzi per… Kim Hye-soo! Sabato 28 aprile: a Udine l'attesissima DIVA dello star-system orientale per introdurre il “Thelma & Louise” coreano: A Day For An Affair , film di chiusura dell'edizione 2007 Comunicato stampa del 26 aprile 2007
Con preghiera di pubblicazione / diffusione UDINE – Il divismo asiatico è un fenomeno presentissimo al Far East Film Festival di Udine fin dalla prima edizione: attrici, attori, registi. Personaggi normalmente irraggiungibili che, nei piccoli spazi della città, diventano accessibili a centinaia di ammiratori devoti… Il colpo messo a segno quest'anno dagli organizzatori, tuttavia, è forse uno dei più grossi in assoluto. Sabato 28 aprile, infatti, raggiungerà il Teatro Nuovo (sede del Festival) la superstar orientale più hot del momento: la DIVA per eccellenza di quel dorato Fareastwood che nulla ha da invidiare ai fasti e ai riti hollywoodiani. Classe 1970, la meravigliosa attrice coreana Kim Hye-soo è stata definita la Monica Bellucci - con la quale sicuramente condivide una straordinaria carica erotica - dell'Estremo Oriente! Già vista sullo schermo di Far East Film nel 2001, con Kick The Moon , e sugli schermi italiani nel 2005 con l'horror The Red Shoes , Kim Hye-soo presenterà agli spettatori del Festival due ottime pellicole totalmente dominate dal suo fascino da dark lady e dalla sua ineccepibile bravura: Tazza , thriller mozzafiato in cui interpreta il ruolo di una sensuale e ultra-sexy femme fatale , e, in anteprima assoluta per l'Occidente, A Day For An Affair , quasi una parafrasi coreana di Thelma & Louise , con cui calerà il sipario sull'edizione 2007 . Una chiusura in grandissimo stile, dunque, sotto il segno dello star-system asiatico e, soprattutto, di una giovane diva , all'apice della sua popolarità, amatissima in tutto il Far East, a Udine per la prima volta con un vero e proprio seguito di assistenti e di giornalisti…come a una vera DIVA conviene!
I Festival nell'era del DVD
(e del Bit Torrent)
Venerdì 27 aprile, alle 18, l'atteso panel con
Marco Müller, Patrick Frater e Jeremy Segay.
UDINE - Cos'è, oggi, un Festival cinematografico? Qual è, o quale dovrebbe essere, il suo significato? Come sono cambiati lo scenario, il mercato e le singole priorità progettuali nell'arco dell'ultimo decennio di vorticosa evoluzione tecnologica, dove scoprire un film non è più privilegio di pochi fortunati viaggiatori ma alla portata del click di ogni abile navigatore?
I punti interrogativi saranno affrontati e discussi, venerdì 27 aprile alle 18 , durante l'atteso panel «I Festival nell'era del DVD (e del Bit Torrent)» , organizzato sotto il segno di Far East Film 9 : un Festival indipendente e monografico, vetrina a 360 gradi di mondi lontani, immune dalla competizione tra Festival per l'ospite più mondano o il film più sconosciuto. Una libera riflessione in equilibrio tra Oriente e Occidente che vedrà protagonisti Patrick Frater , caporedattore dell'edizione asiatica di Variety , Jeremy Segay , consulente per l'Asia della Director's Fortnight di Cannes, e Marco Müller , direttore della Mostra del Cinema di Venezia , profondo conoscitore della cultura cinese e, da sempre, navigato organizzatore di Festival.
Tre punti di vista autorevoli, dunque, da tre esperienze e stati diversi. Festival del cinema: scoperta di nuove cinematografie o red carpet per assessori alla cultura?
HORROR DAY 2007
E' giunto il momento dell'ormai leggendario Horror Day , il simbolo più noto (e forse l'icona stessa) della vocazione popolare di Far East Film . Primissimo domicilio occidentale di The Ring (l'intera trilogia, ricordiamo, fu presentata a Udine nel 2000), la maratona panasiatica del new horror non si è mai seduta sul proprio enorme successo e, come dimostrerà il ghiotto segmento 2007, non ha mai smesso di cercare nuovi brividi…
Visionario
A partire dalle 10, per la retrospettiva Patrick Tam - Dal cuore della new wave , verranno proiettati due tv-movie e Burning Snow .
Teatro Nuovo
q Ore 9.30: «Dorm» di Songyos Sugmakanan
(Thailandia 2006)
Fra elegia dell'infanzia e storia di spettri, è la storia di un ragazzino che viene mandato dai genitori in un triste collegio. Di notte i ragazzi si riuniscono di nascosto per sussurrarsi nell'oscurità incredibili storie di spettri – e se ci fosse qualcosa di vero?
q A seguire: «Sukob» di Chito S. Roño
(Filippine 2006)
Non è facile sposarsi nelle Filippine! Perché c'è tutta una serie di tabù da rispettare (e l'ignoranza non è una scusante), altrimenti sul matrimonio si scatena la maledizione. In questo film horror l'ignara protagonista dovrà affrontare, per questi motivi, una minaccia occulta particolarmente atroce.
q Ore 14.30: «Chermin» di Zarina Abdullah
(Malaysia 2006)
Uno specchio maledetto, nel quale abita ancora l'anima di una bellissima strega vendicativa, è l'oggetto-protagonista di questo dramma horror proveniente dalla Malaysia, in cui gli esorcismi vengono svolti invocando Allah con formule della tradizione religiosa musulmana.
q A seguire: «Roommates» di Kim Eun-kyung
(Corea 2006)
Come credete possa sentirsi uno studente in una scuola dove i corridoi sembrano pensati da Samuel Fuller e la capo-insegnanti è un Nosferatu al femminile? Uno sconvolgente horror politico-poetico, fra i più interessanti esordi del cinema coreano di quest'anno.
q Ore 18: «Asian Horror»
Incontro pubblico con Zarina ABDULLAH (regista di Chermin), KIM Eun-kyung (regista di Roommates ) , Genwaii THONGDENOK (produttore di 13 - Beloved ) e l'attrice Siraphan WATTANAJINDA ( The Unseeable ).
q Ore 20: «The Unseeable» di Wisit Sasanatieng
(Thailandia 2006)
Il classico tema della casa di campagna infestata dagli spettri trova uno svolgimento estremistico ma logico, terrorifico e insieme melodrammatico, in questo raffinato film thailandese (del regista de Le lacrime della Tigre Nera ), che dipinge un mondo ambiguo e irreale pieno di visioni spaventose.
q Ore 22.15: «The Slit-Mouthed Woman» di Shiraishi Kôji
(Giappone 2007)
Una cupa urban legend si materializza in un horror particolarmente originale, che non distoglie l'occhio dagli orrori del mondo reale (gli abusi sull'infanzia). La spettrale Donna dalla Bocca Squarciata , rapitrice di bambini, è degna di entrare nel pantheon dei mostri cinematografici.
q Ore 00.15: «13 - Beloved» di Chookiat Sakweerakul
(Thailandia 2006)
Nel giorno più sfortunato della sua vita, un uomo appena licenziato riceve al cellulare la telefonata di un misterioso gioco a premi… La mania dei reality show incontra il mito di Faust in questo bizzarro mix thailandese di horror, satira di costume e dramma surreale.
q «Far East Nights»
Dalle 20.20, al Teatro San Giorgio, l'attesissima « Pecha Kucha Night » . A seguire, dj & vj set con I ragazzi della prateria .