THE UNINVITED

Un film di Charles e Thomas Guard

USA/Canada, 2009 – Horror – Durata: 87‘

Con: Emily Browning, Arielle Kebbel, David Strathairn, Elizabeth Banks, Maya Massar

Sorella morte

Nessuno ricorderà un piccolo film coreano del 2003, uscito da noi nell'estate dell'anno dopo, intitolato Two sisters e passato anche al Fantafestival dell'epoca. Un'opera complessa e affascinante, di cui questo The uninvited è il poco dichiarato remake americano. Il pubblico statunitense però non va troppo per il sottile e quindi bisogna spiegare tutto, rendere ogni cosa il più semplice e comprensibile possibile, a rischio di sembrare anche didascalici. Così Anna Rydell (Emily Browning) torna dalla clinica psichiatrica, nella quale è stata ricoverata in seguito alla morte accidentale della madre (Maya Massar). A casa ritrova la sorella e amica del cuore Alex (Arielle Kebbel), il padre (David Strathairn) e la matrigna (Elizabeth Banks), che sta per sposarlo dopo il terribile incidente che lo ha reso vedovo. Le due ragazze sospettano che la nuova donna che è entrata nel focolare domestico abbia fatto fuori la loro vera madre e plagiato l'altro genitore. I comportamenti della matrigna sono spesso strani e fanno convincere le figliastre, anche in base alle agghiaccianti visioni di Anna, che ella sia in realtà una certa Mildred Kemp, che anni prima uccise i tre figli dell'uomo che morbosamente amava e fece poi perdere le sue tracce. La realtà è in verità molto diversa e la spiegazione di tutto è nella testolina della giovane Anna...

Quasi un altro film, come dicevamo prima, molto semplificato, meno impegnativo e poco ambiguo, ma in parecchi momenti – quelli delle visioni – davvero spaventoso ed indipendente dal modello di partenza. Diverse scene sono però riprese di pari passo dall'originale, come il finale con entrambe le sorelle in veste bianca ricoperta di sangue. Non raffinata, a tratti anche rozza, ma sicuramente efficace, la pellicola riesce a non perdersi nella dettagliata spiegazione finale, ad ogni modo secca e concisa, ma anche in parte prevedibile, cedendo però nei tentativi ripetuti di indiziare l'odiosa matrigna. Ad effetto infine l'ultimissima scena, che toglie ogni dubbio e chiarisce i buchi rimasti nella versione di Anna. Quello che era un sofisticato film d'autore, anche lento, diventa veloce, divertente e più sostenibile, pure per i non appassionati dell'horror, e farà trascorrere a tutti più di una notte insonne.

Voto: * * * ½ . .

Paolo Dallimonti

The Uninvited

 

Anna perde la madre nel corso dell'incendio della foresteria vicino casa. Di ritorno dopo un breve soggiorno in un ospedale psichiatrico, scopre che l'infermiera che curava sua madre, malata da tempo, è la nuova compagna di suo padre. Inoltre i rapporti tra la donna e sua sorella, Alex sembrano piuttosto difficili. Un giorno le due scoprono che la futura matrigna ha in realtà un nome diverso da quello che ha dato a suo padre, e da quel momento i sospetti sulla donna si fanno a mano a mano più concreti.

All'annuncio di ogni nuovo remake americano di un film asiatico i fan del cinema tutt'ora più innovativo cominciano, ormai giustamente, a tremare. Questo The Uninvited vorrebbe essere l'adattamento del bellissimo A Tale of Two Sisters ( Janghwa, Hongryeon ) di Kim Ji-woon, ma finisce tristemente per svilire un film che risultava talmente ben congegnato da mettere i brividi.

Mentre nell'originale strisciava sottile l'inquietudine e l'acrimonia tra i personaggi regnava sovrana, qua abbiamo la totale assenza di ogni emozione, sia sulle facce sperdute degli interpreti, che nei cuori degli annoiati spettatori, e una tale semplificazione dei contenuti da sembrare un insulto all'intelligenza del pubblico.

Anna torna a casa dopo un soggiorno in un ospedale psichiatrico, causato dallo shock della morte di sua madre. E fin qui tutto bene. Poi scopre che l'infermiera di lei si è presa il posto vacante e dorme con suo padre. E anche qui, niente di nuovo. La sorella odia la futura matrigna. E questo era uno dei cardini della trama originale, il solo incontro tra le due era fonte di un'ansia potentissima e di indimenticabili schermaglie, completamente incentrate sugli sguardi, carichi di una violenza tanto più pericolosa perchè mai apertamente espressa, se non in rarissimi terribili passaggi.

Ma stranamente in questo caso non si riesce ad evocare il terrore e l'inquietudine dei sentimenti mai neanche sussurrati, i quali qui invece finiscono per essere urlati in perfetto stile americano, perdendo così tutta la loro potenza. Nell'originale l'armadio della camera di una delle ragazze ha qualcosa che non va, mentre qui abbiamo la foresteria infestata. E anche in questo caso il sottile insinuare insito nella rappresentazione di un quotidiano niente affatto rassicurante, è sostituito semplicemente da ridicole scene di infestazioni dal contenuto chiaramente proiettivo e effetti speciali di seconda mano.

Ma quando la matrigna popputa, bionda e ipervitaminizzata cerca la complicità di Anna, lo spettatore il quale ha, seppur tenue, il ricordo del lontano film del 2003 comincia ad accusare il colpo. La sceneggiatura scivola presto nel ridicolo, con le due sorelle che sfuggono l'arpia bionda per tutta la quadratura della vasta casa, insinuazioni lasciate cadere qua e là dal primo che passa e pure dal secondo, apparizioni del fantasma di mammà e il finale, per fortuna mutuato dall'originale, che mette fine al tormento di tutti, spettatori inclusi.

Non resta neanche l'ombra della costruzione accuratissima ad opera di Kim Ji-woon, che teneva in piedi senza nessuna difficoltà una trama intricata, rappresentata in due lentissime ore piene quasi soltanto di scricchiolii e sinistre occhiatacce. La tensione presente in un intero racconto che si svolge in gran parte tra le pareti di una casa, in questo caso è svenduta in cambio delle inquadrature in esterni più luminose della storia dell'horror e di tre belle ragazze pure troppo in salute.

E se nell'originale il tutto risultava alla fine veramente inquietante, oltre che ben architettato, era comunque grazie anche alla sensazionale prova di tutto il cast, cosa questa del tutto assente in questo remake totalmente inutile.

Detto questo, come spesso accade ultimamente, il consiglio è di recuperare il dvd dell'originale, non fosse altro che per scoprire in quanti nuovi modi possiamo trovare inquietanti le solite vecchie pareti di casa.

Anna Maria Pelella

THE UNINVITED
Al suo rientro in famiglia dopo dieci mesi di ricovero in un istituto
psichiatrico, Anna scopre che il padre si è fidanzato con
l'infermiera che teneva in cura la mamma malata. Lei, che in
seguito a un tentato suicidio per via della perdita della madre è
tormentata da un sogno ricorrente macchiato del presagio di
morte, e non ricorda la notte in cui l'incendio è divampato in casa,
si trova ad affrontare un nuovo trauma. Ben presto lo spirito della
genitrice viene a farle visita mettendola in guardia dalla futura
matrigna. Insieme alla sorella Alex, Anna decide di fare chiarezza
sul torbido passato della donna.