EditoRARO del 14 maggio 2010

 

 

 

Incessante presenza del CINEMARARO nelle sale italiane, nella prima settimana del Festival di Cannes, con tre film. Il primo è Non è ancora domani (La pivellina) di Tizza Covi e Rainer Frimmel, pellicola passata l’anno scorso al Festival di Pesaro e che approda finalmente in appena 6 sale per le Officine Ubu. È la toccante storia di una bambina di due anni abbandonata in un parco della periferia romana e raccolta da una tribù di circensi che la coccolano, mettendosi in cerca della madre. L’altro è Adam di Max Mayer, che la 20th Century Fox porta in 10 cinema, sulle vicende del protagonista del titolo, bel ragazzo autistico, neo-vicino di casa di Beth, ragazza appena uscita dalla fine di un amore. L’ultimo è Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittoriio di Isotta Toso, che la Bolero Film fa uscire in 14 schermi, tratto dall’omonimo romanzo di Tamara Lakhous su un fatto di sangue in un condominio nel quartiere più multiculturale della capitale. L’ascensore diventa microcosmo e laboratorio per quel macrocosmo che è l’intero palazzo, se non l’intero quartiere, se non addirittura per l’intera Roma. Filo comune delle tre opere è il rapporto tra le persone, tra i loro sentimenti, soprattutto in relazione alla difficoltà di comunicazione che attanaglia sempre più le nostre vite. Ed ora... correte al cinema!

 

Paolo Dallimonti.

 

 

 

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