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FIORI DI CARTA
(Kaagaz ke phool) IND 1959
di Guru Dutt con Guru Dutt, Waheeda Rehman, Baby Naaz,
Johnny Walker, Mahesh Kaul, Minoo Mumtaz, Pratina Devi,
Sulochana Devi.
° Un regista indiano sta girando Devdas
(che in realtà esiste veramente ed è stato uno dei più
grandi successi popolari di un regista bengalese, oltreché
un Bollywood-movie recentissimo) mentre è in rotta
con la moglie per essersi innamorato di una sua scoperta:
alla fine perderà la figlia e, dopo il flop del
film, si dà al bere e infine si ritira solo in un set
abbandonato ad aspettare la morte. Tristissimo omaggio al
mondo del cinema e agli studios indiani in
particolare, animato di invidia, di speranze sfumate e di
disperazione esistenziale: la parabola del regista-attore
maledetto Dutt (bravissimo in entrambe le mansioni) sarà
paradossalmente coincidente con quella del suo personaggio
in questo film (dopo l’insuccesso di Fiori di carta
- peraltro il suo film più celebre a livello mondiale -
infatti, il regista piombò in una gravissima crisi
personale senza ritorno, conclusasi con il suo suicidio per
overdose nel 1964). Ciò colora di maggiore malinconia un
film che contrappone la purezza dell’Arte con la
spietatezza delle regole commerciali, per cui chi non
incontra il favore del pubblico e non assicura un sicuro
rientro economico è automaticamente out dal sistema
produttivo e dalla vita artistica. Ma il film, attraverso
una colonna sonora composita (straordinarie le parti cantate
in indiano) che recupera anche il motivo della marcetta di
Stanlio e Ollio e attraverso una lingua angloindiana, è
anche un pretesto per parlare delle differenze e delle
analogie tra oriente e occidente. In ogni caso è la
religione del denaro a prevalere, tutto il resto sono
effimeri fiori di carta destinati a un’esistenza
temporanea e perigliosa. È il primo film indiano a essere
girato in CinemaScope: commovente e lirico, e assolutamente
da scoprire le poche volte che Fuori orario lo
trasmette con sottotitoli. BN DRAMM 145’ * * * ½
Roberto Donati
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