Y TU MAMA TAMBIEN – ANCHE TUA MADRE
(Y tu mamá también) MEX-USA 2001 di Alfonso Cuarón con Maribel Verdú, Gael García Bernal, Diego Luna, Diana Bracho, Ana López Mercado, María Aura, Andrés Almeida, Silverio Palacios.

° Julio (García Bernal, già visto in Amores perros) e Tenoch (Luna), diciassettenni amici per la pelle di Città del Messico lasciati temporaneamente soli dalle rispettive ragazze in vacanza in Italia, conoscono a un matrimonio la splendida 35enne Luisa (Verdú), moglie di un asfissiante cugino di Tenoch: insieme a lei compiranno un viaggio verso la fantomatica spiaggia Bocca del Cielo e scopriranno gioie e dolori della vita, prima di separarsi per sempre. Candidato all’Oscar per il miglior film straniero insieme ad Amelie e a No man's land, questo film condivide con quello francese l’attenzione per i minimi dettagli che fanno grande la vita e per la voce fuori campo dissonante del narratore onnisciente (anticipa, chiosa, apre note informative), tanto simile che non si capisce quale dei due possa aver copiato l’altro: ma semmai è una versione realistica – e quindi meno euforistica – del film di Jeunet (o viceversa), una sorta di road-movie sincero e scapestrato (come di rado si è visto) nella rappresentazione della vitalità adolescenziale (e della fine, non traumatica perché normale, delle sue illusioni: quanto suona vera l’ultima frase "ci vediamo, vero?" che smentisce l’ultima intrusione della voce narrante) in tutti i suoi aspetti (masturbazione, competizione, fratellanza, fascinazione reciproca, sbornie, ecc.). Proprio per questo, risulta inconcepibile il divieto ai minori di 18 anni: va bene le scene di sesso spinto (comunque mai gratuite e sanamente eccitanti), ma il film è inteso proprio come un manuale del nostro passato – o presente per quelli a cui il film sarebbe dedicato e particolarmente indicato. Cuarón, ex studente di cinema classe 1961, è ritornato dagli Usa per sfruttare le nuove opportunità artistiche offerte dal governo messicano e ha realizzato un vecchio sogno, non immune dalla lezione di Lynch per come non dimentica, dietro l’apparenza di sboccata commedia goliardica made in Usa, il senso della realtà più materiale (le pulsioni estreme, la morte, la separazione, i tradimenti e le sconfitte): senza stare a rivelare il finale (azzeccatissimo nella sua brutale semplicità), basta una semplice scena come quella del campo devastato dai maiali (o gli esterni della macchina in viaggio, pullulanti di minacciosi e violenti poliziotti) per rendersene conto. Divertente, intenso e decisamente bello da vedere e da ascoltare: con due protagonisti coraggiosi e spigliatissimi e una caliente bellezza da vedere e rivedere. In originale girato in chilango (parlata spagnola di Città del Messico). COMM 105’ * * * *

Roberto Donati

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