“diverso da chi?”

regia di
Umberto Carteni

con
Luca Argentero
Claudia Gerini
Filippo Nigro

In collaborazione con
Friuli Venezia Giulia film Commission

durata : 1h 42’uscita 20 Marzo

distribuzione

Universal Pictures

“diverso da chi?”

CAST TECNICO

REGIA UMBERTO CARTENI
SOGGETTO E SCENEGGIATURA FABIO BONIFACCI

CASTING FRANCESCO VEDOVATI

AIUTO REGIA ALESSIO MARIA FEDERICI

SCENOGRAFIA LUCA MERLINI
COSTUMI ROBERTO CHIOCCHI
DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA MARCELLO MONTARSI
SUONO MAURIZIO ARGENTIERI
MONTAGGIO CONSUELO CATUCCI
DIRETTORE DI PRODUZIONE MASSIMILIANO PISECHI

MUSICA MASSIMO NUNZI

ORGANIZZATORE GENERALE ROBERTO ALCHIMEDE
PRODUTTORE ESECUTIVO MATTEO DE LAURENTIIS

PRODUTTORE DELEGATO FRANCESCA LONGARDI
UNA PRODUZIONE CATTLEYA

PRODOTTO DA RICCARDO TOZZI, GIOVANNI STABILINI
MARCO CHIMENZ

DISTRIBUITO in Italia da UNIVERSAL PICTURES
INTERNATIONAL

 

- crediti non contrattuali -

“diverso da chi?”

CAST ARTISTICO

PIERO BONUTTI LUCA ARGENTERO

ADELE FERRI CLAUDIA GERINI

REMO FILIPPO NIGRO

CORAZZA ANTONIO CATANIA

GALEAZZO (SINDACO) FRANCESCO PANNOFINO

SERAFINI GIUSEPPE CEDERNA

SAMUELE RINALDO ROCCO

PAVAN ANTONIO BAZZA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

- crediti non contrattuali –

 

“diverso da chi?”

 

SINOSSI

Piero (Luca Argentero), brillante trentacinquenne gay, è “fidanzato in casa” con Remo (Filippo Nigro) e vive in una città del nord-est. Per testimoniare il “diritto alla diversità” partecipa alle primarie del centrosinistra ma, per una serie di eventi imponderabili, le vince e si trova ad essere candidato sindaco, tra i pregiudizi degli avversari e lo sgomento del suo partito.
Come può un gay diventare sindaco nel “profondo nord”? Per bilanciarlo gli affiancano Adele (Claudia Gerini), moderata tutta d’un pezzo, contraria persino al divorzio, un simbolo vivente dei valori tradizionali conosciuta come “la furia centrista”.
L’inizio della campagna è un’ecatombe: Piero e Adele litigano su tutto. Ma Remo, più romantico, capisce le donne e fornisce al compagno consigli su come ingraziarsi Adele. Piero inizia a “corteggiare politicamente” la sua vice fino a trovare un accordo ma la situazione gli sfugge di mano e i due vengono travolti da un’attrazione irresistibile. Galeotto fu il compromesso: il “gay duro e puro” e la “moderata di ferro” precipitano in una relazione segreta che va contro i loro valori, le loro identità, la loro linea politica.
A questo punto Piero è a dir poco confuso: sceso in campo per difendere il diritto alla libertà sessuale, ora vive di nascosto una “storia proibita” con una donna mentre, grazie alla campagna elettorale, è ormai un simbolo del movimento gay! Cosa diranno i suoi elettori? Cosa penseranno i suoi avversari? Ma soprattutto come dirlo a Remo?
Tra mille peripezie di ogni genere e grado, Piero dovrà tentare di sbrogliare la situazione nella quale si è cacciato e capire da che parte stare… Lui, che della propria “diversità” aveva fatto un cavallo di battaglia dovrà affrontare la sua situazione di uomo “due volte diverso” fino a porsi una domanda: ma diverso da chi?

 

 

“diverso da chi?”

Note del regista

Il film “Diverso da chi?” rappresenta uno spaccato della nostra società e della sua sempre più rapida maturazione. Si entra dalla porta della quotidianità e si arriva sin dentro l’anima dei protagonisti.
L’omosessualità qui non è più percepita come universo estraneo e sospetto, ma come aspetto assolutamente connaturato alla società e, anzi, arricchente.
Il protagonista ci offre l’occasione di percorrere il travaglio dell’accettazione della propria identità sessuale, che muta, una prima volta, con la scoperta della propria omosessualità e, poi, una seconda, quando si trova a vivere le pulsioni dell’attrazione per una donna.
I personaggi principali della storia, a loro volta, si trovano a dover affrontare i terremoti dei sentimenti e a dover subire il corso degli eventi.
L’elite della politica soccombe sotto le spinte di una comunità che esprime la necessità, a volte spregiudicata, del “nuovo”. Si annullano le vecchie regole e riescono finalmente ad emergere, dal piatto grigiore, i soggetti della vita vissuta. Questo lo si vede accadere, senza indugiare su un racconto nel racconto. E così, una storia straordinaria e normale, offre allo spettatore uno specchio per valutare le proprie convinzioni di fronte alle vite degli altri. Solo uscendo dagli schemi si può conquistare la comprensione della complessità della vita e, a volte, basta guardare con occhi non imparziali, per scorgere quello che c’è di vero e profondo nella normalità delle nostre giornate.

Le emozioni dei personaggi sono la via su cui si dipana, con intensità, l’attualità dei temi proposti. I paradossi danno leggerezza ed ironia, senza cadere nel grottesco. È un film che farà certamente discutere. L’interpretazione, mette in luce gli aspetti psicologici dei personaggi. La messa in scena del quotidiano è spesso ricca di comicità. La leggerezza è il codice della comunicazione. Lo stile del film è leggero e candido, ma capace di non tradire l’intelligenza delle cose, restando pur sempre una commedia.

In Diverso da chi? abbiamo cercato uno stile nuovo di fare commedia. Per questo la scelta della “calligrafia” del film è indirizzata verso la raffinatezza non di maniera; i personaggi si muovono in ambienti che gli corrispondono e anche la fotografia non concede nulla alle “mode”. Abbiamo voluto avvolgere il pubblico in un’atmosfera di armonia, dando valore ai dettagli, come ad esempio la colonna sonora che, con il soul americano degli anni ‘60/’70, riconduce al periodo di grande fermento sociale e culturale: le proposte dei giovani, le rivolte dei neri, delle donne, la grande spinta verso l’abbattimento delle barriere… e forse è bene chiedersi se c’è ancora qualcosa per cui lottare.
Realizzare questo film ha voluto dire aprire un dialogo con il sentire del pubblico. Senza pretendere di incidere sulle coscienze, ma con l’ambizione di comunicare e mettere in risalto le realtà che ancora non vivono in piena luce.

Umberto Riccioni Carteni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“diverso da chi?”

Note dello sceneggiatore

Ho scritto questo film perché mi divertiva l’idea di capovolgere gli schemi su normalità e diversità. La chiave di questa storia non è che un gay si invaghisce di una donna, ma che questo gay è “pubblico” e sinceramente impegnato nella causa: quindi per lui il rapporto uomo-donna è trasgressione, senso di colpa, pulsione “proibita” da nascondere.
In questo modo il “normale” diventa “diverso” e tutto si capovolge: lui ha il terrore di dire al padre che è attratto da una donna, ammette che se lei fosse un uomo forse accetterebbe la storia, prova una colpa tremenda perchè non ha fatto cilecca con lei.
Questi capovolgimenti spero non siano solo divertenti ma rappresentino anche un piccolo aiuto a vedere le cose in modo più fresco, superando certi automatismi del pensiero. Del resto scrivo commedie perché credo che a volte guardare la realtà con un sorriso sia una delle cose più serie che si possano fare.
Naturalmente so che questa storia nata da una giocosa irriverenza esce in un mondo in cui i diritti dei gay sono oggetto di battaglia. Ho quindi cercato di scrivere un film che non potesse essere strumentalizzato in questo senso. Spero di esserci riuscito.
Dall’altra parte, si può obiettare che il film appoggia una forma di famiglia assai strana. Ma io in realtà non appoggio nulla: mi sono limitato a lasciare che i personaggi seguissero le loro emozioni e, sulla base di queste, cercassero il loro destino. Del resto, lo facciamo quasi tutti: oggi le famiglie nascono più dal confronto tra le emozioni e i progetti di chi è coinvolto che da una Regola Universale. Questi personaggi hanno trovato una formula un po’ strana, non posso che far loro gli auguri.
Con questo film ho anche scoperto che i pregiudizi esistono. In passato ho scritto storie su schizofrenici, egiziani, donne con due figli, ma nessuno ha mai pensato che io fossi schizofrenico, egiziano o madre. Invece stavolta molta gente si fa domande sui miei gusti sessuali, dando per scontato che solo i gay possano scrivere di gay. Mi sembra una forma di discriminazione, perchè riconoscere la normalità della condizione gay implica che non serva nessuna patente per scriverne.
Infine la politica, che ho affrontato con la stessa giocosa irriverenza del resto, cercando di fare satira ma senza giudizi dall’alto. Anzi, scrivendo quei personaggi ho provato umana solidarietà, quasi tenerezza per l’ingrato mestiere che devono affrontare, cioè prendere i nostri voti.
All’inizio la politica mi spaventava, perché cambia ogni giorno mentre per fare un film servono almeno due anni. Ma era una preoccupazione infondata. Ho scritto la prima volta questa storia nel 2004 e, quando nel 2008 il progetto è diventato concreto, ho scoperto che non dovevo cambiare granchè, bastava qualche coloritura nei dialoghi. Poi sono state fatte le riprese, è passato ancora un anno, ora il film esce in sala e mi sembra ancora più attuale. Non sarà che nella politica cambia tutto ogni giorno e alla fine non cambia mai niente?

Fabio Bonifacci

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“diverso da chi?”

BIOGRAFIE ESSENZIALI

I TECNICI

UMBERTO CARTENI (regista)

Dal 1990 è stato aiuto regista di molti film tra cui:

Televisione
1998 CUORE IN CAMPO di S. Reali
1999 LE ALI DELLA VITA di S. Reali
2000 PICCOLO MONDO ANTICO di C. Th Torrini

Dal 2005 ha inoltre curato la regia di diversi Spot Pubblicitari tra cui quelli per:
SKY
FESTA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI ROMA
TELECOM ALICE
LAVAZZA
KINDER
TRENITALIA

Cinema
1991 FRATELLI E SORELLE di P. Avati
1994 L'UOMO DELLE STELLE di G. Tornatore
2002 DILLO CON PAROLE MIE di D. Luchetti
2003 TRE METRI SOPRA IL CIELO di L. Lucini
2004 MARY di A. Ferrara
2006 HO VOGLIA DI TE di L. Prieto

FABIO BONIFACCI (Soggetto e Sceneggiatura)

Teatro: Autore degli spettacoli di Enrico Bertolino:
VUOTI A PERDERE regia di G. Vacis
IL DILUVIO FA BENE AI GERANI regia di G. Solari
D’ALTRA PARTE È COSÌ regia di G. Solari

Televisione
CARMENCITA (autore)
BUGIE (autore)
2002-2003 LE IENE SHOW (autore monologhi di E. Bertolino)
SUPERCONVENSCION (autore)
CONVENSCION A COLORI (autore)
LA POSTA DEL CUORE (autore)
CIRO, IL FIGLIO DI TARGET (autore 2 ediz.)
DILLO A WALLY (autore)

Cinema
2000 TANDEM (sogg. e sceneg.) L. Pellegrini
2001 RAVANELLO PALLIDO (sogg. e sceneg.) G. Costantino
2003 È GIÀ IERI (collab. sceneg.) G. Manfredonia
2007 LEZIONI DI CIOCCOLATO (sogg. e sceneg.) C. Cupellini
NOTTURNO BUS (sceneggiatura) D. Marengo
2008 AMORE, BUGIE & CALCETTO (sogg. e sceneg.) L. Lucini

Libri
Amore, Bugie & Calcetto Ed. Mondadori
Quarantenne sarà lei Ed. Mondadori, co-autore: E. Bertolino
Ho visto cose Ed. Mondadori, co-autore: E. Bertolino
Anni di pongo Ed. Granata Press
Dizionario pratico di Giornalismo, edizioni Mursia, co-autore: C. De Martino

Giornalismo
Tra il 1987 e il 1994: collaborazioni con i quotidiani Il Resto del Carlino e l’Unità, coi mensili Viaggiando e Comix, col settimanale Cuore, col programma radiofonico Golem, con l’Enciclopedia del Giornalista della Fratelli Fabbri Editore. Dal 2006 collabora con “Il Sole 24-Ore” (inserto “Nova”).

LUCA MERLINI (scenografo)

2001 STREGHE VERSO NORD di Giovanni Veronesi
2004 MUNICH preparazione film di Stheven Spielberg
REVELATIONS di Lili Zanuck. Casa di Prod. NBC
2008 UN ANNO ECCEZIONALE di Carlo Vanzina.
ASPETTANDO IL SOLE di Ago Panini

Eventi

2000 Progetto per la serata Evento di presentazione dei nuovi collaboratori “Tim“ organizzata dalla K Events a Cinecittà – Roma

2002 Progetto e realizzazione della mostra d’arte interattiva con esposizione delle opere di “Armida Gandini “ nel Diesel Store di Via del Corso a Roma in collaborazione con la Kroitnijz di Milano.
Progetto per la serata Evento di presentazione di “City Biz, il Marketplace di Unicredit ” per la NeWork & B Comunication, da realizzare in Via Savona a Milano.

2003 Presentatione della nuova Ferrari 2003 G.A. a Maranello Modena.

2005 Progetto per l’Evento in occasione dell’apertura del nuovo Fendi Store in largo Goldoni a Roma
Progetto e realizzazione del museo storico “Experinces & Craft“
Collezioni di Karl Lagerfeald dal 1965 al 2005
Progetto e realizzazione della mostra fotografica “MMV ROMANI “ di William Klein in Largo Goldoni a Roma

ROBERTO CHIOCCHI (Costumi)

2000 MARAMEO di Max Croci
2006 LA CURA DEL GORILLA di C. Sigon
2008 ASPETTANDO IL SOLE di A. Panini

MARCELLO MONTARSI (Dir. Fotografia)

2001 L’ULTIMO BACIO di G. Muccino
SANTA MARADONA di M. Ponti
2002 COME SE FOSSE AMORE di R. Burchielli
2003 RICORDATI DI ME di G. Muccino
2004 NON CI SAREBBE NIENTE DA FARE! di L. Romano
A/R ANDATA+RITORNO di M. Ponti
PROMESSA D'AMORE di Ugo F. Giordani
2005 TROPPO BELLI di Ugo F. Giordani
2006 NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI di F. Brizzi
2007 CEMENTO ARMATO di M. Martani
NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI OGGI di F. Brizzi
2008 SCUSA MA TI CHIAMO AMORE di F. Moccia
2009 EX di F. Brizzi

MAURIZIO ARGENTIERI (fonico)

2000
Sound Designer: L’AMORE PROBABILMENTE di G. Bertolucci
TRIUMPH OF LOVE di C. Peploe
2001 L’ORA DI RELIGIONE di M. Bellocchio.
S. Pellegrino, Lavazza, Tim (pubblicità) di D. Luchetti
ALMOST BLUE (Sound Designer) di A. Infascelli
2002 ENVY di B. Levinson
EQUILIBRIUM di K. Wimmer
Sound Designer: LUPARELLA di G. Bertolucci
CASOMAI di A. D’Alatri.
IL RONZIO DELLE MOSCHE di D. D'Ambrosi
HISTOIRE D'EAU di B. Bertolucci.
2003 THE PASSION OF CHRIST di Mel Gibson
L'ANELLO DI GOMMA di A. Lo Giudice
HO VISTO LE STELLE di V. Salemme
OGNI VOLTA CHE TE NE VAI di D. Cocchi
2004 A GOOD WOMAN di Mike Barker
2005 LOOK RIGHT LOOK LEFT (Sound designer) di S. Baldoni
POPE JOHN PAUL II di John Kent Harrison
THE ISLAND di Michael Bay
2006 GO GO TALES di Abel Ferrara
2007 MIRACLE OF S. ANNA di Spike Lee
2008 NO PROBLEM di V. Salemme

CONSUELO CATUCCI (montaggio)

2006 H2 O di A. Infascelli
HOMO HOMINI LUPUS di M. Rovere
2007 NERO BIFAMILIARE di F. Zampaglione
2008 I DEMONI DI SAN PIETROBURGO di G. Montaldo
THE KINGDOM COME di Ilmar Taska
IMAGO MORTIS (FIRST CUT) di S. Bessoni
IL LENZUOLO STRAPPATO (WORKING TITLES) di A. Arau
2009 Il GRANDE SOGNO di M. Placido

 

MASSIMO NUNZI (musiche)

Svolge sin da ragazzo un’intensa attività concertistica come solista di tromba jazz, collaborando con i migliori musicisti, da Gillespie a Chet Baker, da Urbani a Lester Bowie a Don Cherry.
Nel 1987 dirige a soli 27 anni l'Orchestra della Rai.
Fonda nel 1989 l'Orchestra Trombe Rosse, con la quale realizza un disco e numerosi concerti.
Dopo 6 anni di attività, si dedica alla realizzazione di musiche per Teatro, Cinema, Opera contemporanea e Balletto, ottenendo importanti commissioni da Enti Lirici e Privati.
Dal 1999 al 2001 lavora in Francia con Yann Apperry, dove ottiene il premio Beaumarchais per la sezione Opera Lirica Contemporanea e nel 2000 il premio Gilson 2000 per Radio France e France Culture.
Al ritorno in Italia, realizza un disco di jazz e una serie di progetti fra cui "La Tempesta", commissionata dal Comune di Roma e dal Festival di Roccella Ionica con la quale ottiene successo e vasta risonanza mondiale.
Nel 2003 realizza un disco, "Casa Moderna", che ottiene entusiastiche recensioni con ospite Roberto Gatto.
Lavora nel Teatro, nella Danza, nella musica da Film e Teatro.
Realizza una Messa per Coro e Orchestra e 60 concerti per la serie Jazz Istruzioni per l'Uso.
E' Arrangiatore per le realizzazioni musicali dell'Artista Daniele Luttazzi.
Per il Comune di Roma, realizza progetti divulgativi con la sua nuova Orchestra.
Ha una trasmissione settimanale sul Network Teleradiostereo intitolata "Jazz a Nota Libera".
Nell'agosto 2007 ha presentato la sua nuova opera intitolata “Calvino Reloaded” al Festival Internazionale del Jazz di Roccella Ionica.
Ha pubblicato a giugno 2007 un libro per l'editore Laterza intitolato “Jazz Isrtuzioni per l'uso" con annesso un dvd da lui realizzato con Elena Somarè alla regia.
Esce a febbraio, per l'Editoriale Espresso Repubblica, una serie di 12 Dvd dedicati al Jazz.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“diverso da chi?”

BIOGRAFIE ESSENZIALI

I L CAST

LUCA ARGENTERO (Piero Bonutti)

Cinema
2006 A CASA NOSTRA F. Comencini
SATURNO CONTRO F. Ozpetek
IL QUARTO SESSO (cortomet.) M. Costa
2007 LEZIONI DI CIOCCOLATO C. Cupellini
2008 SOLO UN PADRE L. Lucini
2009 IL GRANDE SOGNO M. Placido

Televisione
2004 CARABINIERI 4 di R. Mertes
2005 CARABINIERI 5 di S. Martino
2006 CARABINIERI 6 di S. Martino
2007 LA BARONESSA DI CARINI di U. Marino

CLAUDIA GERINI (Adele Ferri)

Teatro
2001 I MONOLOGHI DELLA VAGINA, regia di E.Giordano
01/02 CLOSER, regia di Luca Guadagnino

Televisione
2000 FRANCESCA E NUNZIATA di Lina Wertmuller
2001 L’OTTAVO NANO, Rai 2
2002 MAI DIRE GOL, Italia 1
2003 TV PROGRAMS, Festival di Sanremo Rai1
2005 48 ORE di Eros Puglielli

Cinema
2000 HORS SERVICE di Jean-Paul Lilienfeld
OFF KEY di M. Gomez Pereira
2001 LA PLAYA DE LOS GALGOS di M. Camus
2002 I GUARDIANI DELLE NUVOLE di L. Odorisio
UNDER THE TUSCAN SUN di Audrey Wells
2003 AL CUORE SI COMANDA di G. Morricone
2004 NON TI MUOVERE di S. Castellitto
THE PASSION di Mel Gibson
2005 LA TERRA di S. Rubini
2006 LA SCONOSCIUTA di G. Tornatore
VIAGGIO SEGRETO di R. Andò
2007 ASPETTANDO IL SOLE di A. Panini
GRANDE, GROSSO E VERDONE di C. Verdone
NERO BIFAMILIARE di F. Zampaglione

FILIPPO NIGRO (Remo)

Televisione
2000 PRIGIONIERE DEL CUORE di A. Capone
2002 L’ULTIMO RIGORE di S.Martino
2003 DELITTI IMPERFETTI – R.I.S. di A. Sweet
2005 DELITTI IMPERFETTI - R.I.S 2 di A. Sweet
2006 DELITTI IMPERFETTI – R.I.S. 3 di A. Sweet

Cinema
2000 LE FATE IGNORANTI di F. Ozpetek
2002 LA FINESTRA DI FRONTE di F. Ozpetek
2003 A LUCI SPENTE di M. Ponzi
2006 HO VOGLIA DI TE di L.Prieto
2007 AMORE, BUGIE E CALCETTO di L. Lucini
UN DESTINO RIDICOLO di D. Costantini
2008 UN GIOCO DA RAGAZZE di M. Rovere
AMORE CHE VIENI, AMORE CHE VAI di D. Costantini

ANTONIO CATANIA (Corazza)

Teatro
GLI INSOSPETTABILI regia di E. Monteleone
LA SIGNORA PAPILLON scritto e diretto da S. Benni
CAFÈ PROCOPE regia di G. Salvatores
IL PROCESSO DI KAFKA regia di F. Parenti
ELDORADO regia di G. Salvatores
COMEDIANS regia di G. Salvatores
NEMICO DI CLASSE regia di E. De Capitani
DUE DI NOI regia di M. Navone
TI HO SPOSATO PER ALLEGRIA regia di V. Binasco
SANDOKAN, STORIA DI CAMORRA regia di N. Correale
RACCONTI ITALIANI, scritto e diretto da S. Benni
NON SI PAGA NON SI PAGA regia di Dario Fo

Televisione
2000 CORNETTI AL MIELE di S. Martino
2002 DIO VEDE E PROVVEDE di E. Oldoini
DISOKKUPATI di F. Di Rosa
MAESTRO DI STRADA di M. Zaccaro
2003 ULTIMA PALLOTTOLA di M. Soavi
CUORE di M. Zaccaro
2006 CRIMINI: “Troppi Equivoci” di A. Manni
2007 VIAGGIO IN ITALIA di Genovese e Miniero
IL GIUDICE MASTRANGELO 2 di E. Oldoini
2008 BORIS di L. Vendruscolo
MOGLI A PEZZI di A. Benvenuti e V. Terracciano

Cinema
2000 PANE E TULIPANI di S. Soldini
QUI NON E’ IL PARADISO di G. Tavarelli
2002 BIMBA- E’ CLONATA UNA STELLA di S. Guzzanti
LA LEGGENDA DI AL, JOHN E JACK di Aldo, Giovanni e Giacomo e M. Venier
IL CONSIGLIO D’EGITTO di E. Greco
2003 MA CHE COLPA ABBIAMO NOI di C. Verdone
IL SEGRETO DEL SUCCESSO di M. Martelli
SEGRETI DI STATO di P. Benvenuti
GLI INDESIDERABILI di P. Scimeca
2004 L’AMORE È ETERNO… FINCHÈ DURA di C. Verdone
2006 IL CAIMANO di N. Moretti
LA CURA DEL GORILLA di C. Sigon
LISCIO di C. Antonini
- 4-4-2 - IL GIOCO PIÙ BELLO DEL MONDO di M. Carrillo e C. Cupellini
2007 NOTTURNO BUS di D. Marengo
PROVA A VOLARE di L.Cicconi Massi

GIUSEPPE CEDERNA (Serafini)

Televisione
QUO VADIS, BABY? di G. Chiesa

Cinema
2001 PARTIGIANO JOHNNY di G. Chiesa
2002 EL ALAMEIN di E. Monteleone
2003 CIELO E TERRA di l. Mazzieri
2007 ASPETTANDO IL SOLE di A. Panini

ANTONIO BAZZA (Pavan)

2000 -2001 IL GIOVANE CASANOVA (TV) di Giacomo Battiato

2005-2006 Fonda l’associazione culturale - per la promozione della cultura teatrale – gruppodacapo “Lecturae dantis” gruppo Abracalam e Roberto Caruso (legge i canti di Ulisse, Paolo e Francesca , 33° del paradiso )
2006-2007 PINOCCHIO CAMMINA CAMMINA...:” regia Tonino Conte
UNA DELLE ULTIME SERE DI CARNEVALE” regia Pier Luigi Pizzi
Del Veneto
2007–2008 I CATTIVI A TEATRO regia E. Conte, A. Romeo P. Fabbri
AMORE, BUGIE E CALCETTO di Luca Lucini

SINOSSI

Piero (Luca Argentero), brillante trentacinquenne gay, è “fidanzato in casa” con Remo (Filippo Nigro) e vive in una città del nord-est. Per testimoniare il “diritto alla diversità” partecipa alle primarie del centrosinistra ma, per una serie di eventi imponderabili, le vince e si trova ad essere candidato sindaco, tra i pregiudizi degli avversari e lo sgomento del suo partito. Come può un gay diventare sindaco nel “profondo nord”? Per bilanciarlo gli affiancano Adele (Claudia Gerini), moderata tutta d'un pezzo, contraria persino al divorzio, un simbolo vivente dei valori tradizionali conosciuta come “la furia centrista”. L'inizio della campagna è un'ecatombe: Piero e Adele litigano su tutto. Ma Remo, più romantico, capisce le donne e fornisce al compagno consigli su come ingraziarsi Adele. Piero inizia a “corteggiare politicamente” la sua vice fino a trovare un accordo ma la situazione gli sfugge di mano e i due vengono travolti da un'attrazione irresistibile. Galeotto fu il compromesso: il “gay duro e puro” e la “moderata di ferro” precipitano in una relazione segreta che va contro i loro valori, le loro identità, la loro linea politica. A questo punto Piero è a dir poco confuso: sceso in campo per difendere il diritto alla libertà sessuale, ora vive di nascosto una “storia proibita” con una donna mentre, grazie alla campagna elettorale, è ormai un simbolo del movimento gay! Cosa diranno i suoi elettori? Cosa penseranno i suoi avversari? Ma soprattutto come dirlo a Remo? Tra mille peripezie di ogni genere e grado, Piero dovrà tentare di sbrogliare la situazione nella quale si è cacciato e capire da che parte stare… Lui, che della propria “diversità” aveva fatto un cavallo di battaglia dovrà affrontare la sua situazione di uomo “due volte diverso” fino a porsi una domanda: ma diverso da chi?    

“diverso da chi?”

Note del regista

Il film “Diverso da chi?” rappresenta uno spaccato della nostra società e della sua sempre più rapida maturazione. Si entra dalla porta della quotidianità e si arriva sin dentro l'anima dei protagonisti.

L'omosessualità qui non è più percepita come universo estraneo e sospetto, ma come aspetto assolutamente connaturato alla società e, anzi, arricchente.

Il protagonista ci offre l'occasione di percorrere il travaglio dell'accettazione della propria identità sessuale, che muta, una prima volta, con la scoperta della propria omosessualità e, poi, una seconda, quando si trova a vivere le pulsioni dell'attrazione per una donna.

I personaggi principali della storia, a loro volta, si trovano a dover affrontare i terremoti dei sentimenti e a dover subire il corso degli eventi.

L'elite della politica soccombe sotto le spinte di una comunità che esprime la necessità, a volte spregiudicata, del “nuovo”. Si annullano le vecchie regole e riescono finalmente ad emergere, dal piatto grigiore, i soggetti della vita vissuta. Questo lo si vede accadere, senza indugiare su un racconto nel racconto. E così, una storia straordinaria e normale, offre allo spettatore uno specchio per valutare le proprie convinzioni di fronte alle vite degli altri. Solo uscendo dagli schemi si può conquistare la comprensione della complessità della vita e, a volte, basta guardare con occhi non imparziali, per scorgere quello che c'è di vero e profondo nella normalità delle nostre giornate.

Le emozioni dei personaggi sono la via su cui si dipana, con intensità, l'attualità dei temi proposti. I paradossi danno leggerezza ed ironia, senza cadere nel grottesco. È un film che farà certamente discutere. L'interpretazione, mette in luce gli aspetti psicologici dei personaggi. La messa in scena del quotidiano è spesso ricca di comicità. La leggerezza è il codice della comunicazione. Lo stile del film è leggero e candido, ma capace di non tradire l'intelligenza delle cose, restando pur sempre una commedia.

In Diverso da chi? abbiamo cercato uno stile nuovo di fare commedia. Per questo la scelta della “calligrafia” del film è indirizzata verso la raffinatezza non di maniera; i personaggi si muovono in ambienti che gli corrispondono e anche la fotografia non concede nulla alle “mode”. Abbiamo voluto avvolgere il pubblico in un'atmosfera di armonia, dando valore ai dettagli, come ad esempio la colonna sonora che, con il soul americano degli anni ‘60/'70, riconduce al periodo di grande fermento sociale e culturale: le proposte dei giovani, le rivolte dei neri, delle donne, la grande spinta verso l'abbattimento delle barriere… e forse è bene chiedersi se c'è ancora qualcosa per cui lottare.

Realizzare questo film ha voluto dire aprire un dialogo con il sentire del pubblico. Senza pretendere di incidere sulle coscienze, ma con l'ambizione di comunicare e mettere in risalto le realtà che ancora non vivono in piena luce.

Umberto Riccioni Carteni

“diverso da chi?”

Note dello sceneggiatore

Ho scritto questo film perché mi divertiva l'idea di capovolgere gli schemi su normalità e diversità. La chiave di questa storia non è che un gay si invaghisce di una donna, ma che questo gay è “pubblico” e sinceramente impegnato nella causa: quindi per lui il rapporto uomo-donna è trasgressione, senso di colpa, pulsione “proibita” da nascondere.

In questo modo il “normale” diventa “diverso” e tutto si capovolge: lui ha il terrore di dire al padre che è attratto da una donna, ammette che se lei fosse un uomo forse accetterebbe la storia, prova una colpa tremenda perchè non ha fatto cilecca con lei.

Questi capovolgimenti spero non siano solo divertenti ma rappresentino anche un piccolo aiuto a vedere le cose in modo più fresco, superando certi automatismi del pensiero. Del resto scrivo commedie perché credo che a volte guardare la realtà con un sorriso sia una delle cose più serie che si possano fare.

Naturalmente so che questa storia nata da una giocosa irriverenza esce in un mondo in cui i diritti dei gay sono oggetto di battaglia. Ho quindi cercato di scrivere un film che non potesse essere strumentalizzato in questo senso. Spero di esserci riuscito.

Dall'altra parte, si può obiettare che il film appoggia una forma di famiglia assai strana. Ma io in realtà non appoggio nulla: mi sono limitato a lasciare che i personaggi seguissero le loro emozioni e, sulla base di queste, cercassero il loro destino. Del resto, lo facciamo quasi tutti: oggi le famiglie nascono più dal confronto tra le emozioni e i progetti di chi è coinvolto che da una Regola Universale. Questi personaggi hanno trovato una formula un po' strana, non posso che far loro gli auguri.

Con questo film ho anche scoperto che i pregiudizi esistono. In passato ho scritto storie su schizofrenici, egiziani, donne con due figli, ma nessuno ha mai pensato che io fossi schizofrenico, egiziano o madre. Invece stavolta molta gente si fa domande sui miei gusti sessuali, dando per scontato che solo i gay possano scrivere di gay. Mi sembra una forma di discriminazione, perchè riconoscere la normalità della condizione gay implica che non serva nessuna patente per scriverne.

Infine la politica, che ho affrontato con la stessa giocosa irriverenza del resto, cercando di fare satira ma senza giudizi dall'alto. Anzi, scrivendo quei personaggi ho provato umana solidarietà, quasi tenerezza per l'ingrato mestiere che devono affrontare, cioè prendere i nostri voti.

All'inizio la politica mi spaventava, perché cambia ogni giorno mentre per fare un film servono almeno due anni. Ma era una preoccupazione infondata. Ho scritto la prima volta questa storia nel 2004 e, quando nel 2008 il progetto è diventato concreto, ho scoperto che non dovevo cambiare granchè, bastava qualche coloritura nei dialoghi. Poi sono state fatte le riprese, è passato ancora un anno, ora il film esce in sala e mi sembra ancora più attuale. Non sarà che nella politica cambia tutto ogni giorno e alla fine non cambia mai niente?

Fabio Bonifacci

“diverso da chi?”

INTERVISTE

UMBERTO CARTENI (regista)

Cosa racconta il film?

Diverso da chi? racconta una storia piena di garbo e tocca con grande delicatezza dei temi che sono, ancora oggi, percepiti con un po' di paura, come la politica e l'omosessualità. Vorrei ringraziare il cast per il lavoro eccezionale che ha svolto dando al film un tocco speciale.

Q uesto è il tuo primo lungometraggio.

Si. Per molti anni ho fatto l'aiuto regista e, in seguito, ho diretto alcune pubblicità. La differenza è senz'altro notevole, ma, in ognuna di queste circostanze ho sempre assecondato la mia “voglia di set”. Chiaramente con Diverso da chi? mi sono confrontato con una storia completa e ho dovuto gestire tutti i meccanismi che la muovono dal punto di vista narrativo. Questa è stata la difficoltà più grande. Però devo dire, per il resto, mi ritrovo a fare il lavoro che ho sempre fatto: stare sul set, lavorare con gli attori, con la macchina da presa. Con lo stesso entusiasmo.

Cosa ti ha avvicinato alla storia?

Ogni volta che leggo un copione o una sceneggiatura cerco qualche motivazione o qualche esperienza che mi avvicini a quella realtà. Diverso da chi? toccando il tema dell'omosessualità, mi ha riportato ad un'esperienza del mio passato: mia madre se n'è andata da casa quando eravamo piccoli e ci ha cresciuti un amico di nostro padre. Lui era gay…

Ecco, il film mi ha fatto tornare un po' indietro nei ricordi e mi è piaciuto raccontare una vicenda a me molto vicina. Questo molto probabilmente è stato un po' il richiamo, l'interesse che ho avuto in questo copione.

Dici sempre che sul set ti diverti molto. Anche quando provi con gli attori?

Il momento delle prove con il cast rappresenta la parte più creativa di tutto il percorso. Trovare delle motivazioni, delle azioni, delle invenzioni insieme agli attori è l'essenza stessa della commedia, quel guizzo che consente di fare un film che sia divertente, carino e che, al tempo stesso, abbia una sua anima e una sua identità.

La commedia è un genere che senti di prediligere?

In realtà no, però stranamente ho iniziato a fare pubblicità lavorando con testimonial e spot di genere comico e forse sono stato etichettato come il regista di pubblicità di commedia. Non so ancora se sia il mio genere, però, di sicuro, mi diverto molto.

Sulla scelta dei tre protagonisti: c'è qualcosa di particolare che hai visto in loro, da cui hai capito che erano tagliati per la parte?

Claudia ha molta esperienza, é tagliata per la commedia. È brillante e al tempo stesso intensa ed emozionante. Un'attrice completa. Sono contentissimo del rapporto professionale che ho instaurato con lei. La stessa cosa la posso dire per Luca : è un ragazzo delizioso che ha un grande appeal sul pubblico e sa farsi voler bene. Guardandolo mi viene in mente quella frase di Scorsese “Se vedi un uomo di mezza età per strada che riempie di botte una bambina fino a farle uscire il sangue e il tuo primo pensiero è: chissà che gli ha fatto quella stronzetta, allora, lui è il protagonista, perché tu stai subito dalla sua parte.” Ecco io credo che Luca abbia questo dono. Anche con Filippo mi sono trovato molto bene : è un attore con tanta esperienza, che ha lavorato con grandi registi e sono felice di aver lavorato con lui.

Come definiresti il look del film?

Il look del film, a mio giudizio, è elegante. Ha una bella luce, è ben fotografato, i costumi sono bellissimi. Devo dire che sono molto contento dell'insieme.

LUCA ARGENTERO (Piero Bonutti)

Di cosa parla il film?

La tematica del film è molto ben spiegata nel titolo Diverso da chi? Un enorme punto di domanda per parlare di differenze e diversità che nell'immaginario collettivo sono molto attuali. Nello specifico, il film maschera una pungente satira politica con questa sorta di ménage à trois che s'instaura tra Piero, Remo, che è il suo compagno, e Adele, interpretati rispettivamente da me, Filippo Nigro e Claudia Gerini. Piero e Adele verranno a strettissimo contatto per motivazioni di lavoro e da lì nasceranno scene ed equivoci estremamente divertenti.

Come descriveresti il tuo personaggio?

Per connotare adeguatamente il personaggio di Piero sono servite lunghe discussioni in fase di preparazione del film. Una grossa mano è arrivata dai costumi. Credo infatti che dagli abiti di Piero si evinca buona parte delle sue caratteristiche. Piero è una persona colta e affermata. Presidente dell'Arcigay, ha una cattedra all'università ed è politicamente impegnato. Un uomo realizzato e socialmente integrato. Inoltre porta avanti le sue diversità come un valore aggiunto alla comunità in cui vive. Ha un modo molto aperto di vedere la vita, la società, il lavoro e la politica. Questa è stata la sua vera conquista.

Come ti trovi con il genere commedia?

Le sceneggiature di Fabio Bonifacci, con cui personalmente ho già avuto modo di confrontarmi ( Lezioni di Cioccolato di Claudio Cupellini) sono di base molto divertenti. Le battute sono scritte bene, le situazioni sono spassose e in scena cerchiamo sempre di migliorarle. L'obiettivo è quello di adattarle allo spazio scenico, alla nostra fisicità, tutti elementi che possono senza dubbio portare un notevole arricchimento. È stato un piacere lavorare con persone come Claudia, che ha grande talento e un'impareggiabile dimestichezza con i tempi comici, e Filippo che è un ottimo attore. Anche con Umberto Carteni che da giovane regista porta con sé tutto l'entusiasmo degli esordi. Siamo stati i primi a divertirci sul set e questo è, a mio avviso, un ottimo termometro della reale bontà del lavoro svolto.

I punti di forza del film?

Uno dei punti di forza di questo film è quello di cercare di far ridere in modo naturale, senza dare gomitate allo spettatore e mantenendo una certa eleganza. Inoltre c'è senza dubbio l'aspetto sentimentale della commedia che nasconde però, una feroce satira politica. All'inizio, in fase di lettura, c'erano ancora delle parti che sembravano difficili da sviluppare. Invece, quando ci siamo trovati sul set, le cose hanno iniziato a funzionare spontaneamente.

CLAUDIA GERINI (Adele Ferri)

Come definiresti il film?

Diverso da chi? secondo me è una commedia sentimentale sofisticata che gioca sui diversi aspetti dell'animo umano e sui diversi percorsi che ognuno di noi compie per arrivare ad essere sé stessi. In questo contesto la politica serve più che altro da sfondo e le dinamiche dei giochi di potere sono viste da un punto di vista comico. Il tema dell'omosessualità, invece, è trattato in modo brillante, anche se veritiero. La cosa che mi è piaciuta subito, leggendo il copione, è proprio il fatto che non si parla di un omosessuale che improvvisamente si scopre etero, ma di un omosessuale che incontra un'altra anima, un altro corpo, un'altra chimica, che, in qualche modo, lo sconvolge e lo attrae.

Come descriveresti il tuo personaggio?

Adele è una donna totalmente diversa da me. Nel film la chiamano “la furia centrista” perché fa politica da quando ha tredici anni. E forse questo è l'unico punto di contatto tra noi: il fatto che anch'io lavoro da quando ho tredici anni. Adele è una cattolica apparentemente bigotta che non riesce superare l' empasse sentimentale in cui è piombata dopo un divorzio tormentato. È una donna piena di tabù che resta bloccata sia nella vita professionale che in quella privata. Piero rappresenterà per lei un punto di svolta, una piccola grande rivoluzione.

Ti piace cimentarti nella commedia?

In questo caso mi piaceva l'idea di cimentarmi in una smart comedy , una commedia sentimentale sofisticata, capace di farti pensare, sorridere ed emozionare. Soprattutto mi interessava fare questa commedia degli equivoci, che racconta la storia dal punto di vista delle due vittime. Anche l'idea di interpretare il ruolo di un politico mi affascinava moltissimo.

Come ti sei trovata a lavorare con Umberto Carteni?

Diverso da chi? è il primo lungometraggio di Umberto, per cui ha riversato in questo progetto un entusiasmo e una passione quasi infantili, nel senso buono del termine, perché contagiosi e divertenti. È un regista molto libero e sicuro di sé che sceglie di trovare due o tre soluzioni alla chiusura di una scena. È molto interessato alle vicende umane e romantiche ed ha uno spiccato senso dell'umorismo. Inoltre ha quel buon gusto che serve per far ridere e quindi si rivela molto adatto al genere commedia.

Quali pensi che siano i punti di forza del film?

Diverso da chi ? è un film divertente e pieno di sorprese, adatto a chi desidera trascorrere una serata buffa e romantica. Parla di amore, di cambiamenti, di vizi (italiani). Tocca con ironia temi delicati come l'omosessualità senza scadere nei clichés. Penso che questo film sia interessante proprio perché non dà giudizi e lascia libertà di interpretazione allo spettatore.

Come è stato lavorare con Luca e Filippo?

Mi sono trovata molto bene sia con Luca che con Filippo, due personalità molto diverse. Luca l'ho trovato un attore generoso, molto attento e meticoloso nella sua preparazione, con un carattere molto compatibile con il mio. Anche Filippo è un attore molto rigoroso, pieno di sfumature, di attenzioni ed è per questo che mi è piaciuto molto lavorare con lui. Siamo un bel trio!

FILIPPO NIGRO (Remo)

Come descriveresti il tuo personaggio

Remo è un personaggio interessante. È un critico culinario che scrive guide di ristoranti. Viaggia molto ed è frustrato perché non riesce a passare tanto tempo con il suo uomo. E' innamorato di Piero ed é fedele. È il lato femminile della coppia. Interpretando un gay, la sfida era quella di creare qualcosa che non fosse riconducibile a un cliché, ma neanche nettamente diverso da come posso apparire io. Sono stato particolarmente attento, per esempio, al modo in cui Remo cammina e muove le braccia. Me lo immaginavo, fin dalla prima lettura, un personaggio molto attento all'eleganza esteriore e al portamento. Cosa che poi ha coinciso con l'idea che aveva anche il costumista, Roberto Chiocchi.

Ci parli del film?

Senz'altro Diverso da chi? è un film che tocca temi attuali come l'omosessualità, i giochi politici, i DICO con toni da commedia divertente e sofisticata. Ma in fondo si tratta di un triangolo, di due storie d'amore intrecciate. Fin dalla prima lettura il personaggio di Remo mi ha particolarmente colpito; mi stimolava l'idea e la possibilità di cimentarmi con questo ruolo, pensavo a come l'avrei fatto. Ed era un buon segnale.

Come ti sei trovato a lavorare con Umberto Carteni?

Con Umberto mi sono trovato bene. È il suo primo lungometraggio, ma credo che abbia un certo gusto per commedie come questa. Soprattutto ha orecchio per i tempi comici, è attento e ti ascolta sulla battuta. A volte capita che ti danno buona una battuta e tu, come attore, non sei convinto come spesso può capitare ad un attore a causa di insicurezze varie. E a volte la tua incertezza può coincidere con quella del regista. Lui è molto attento e ti ascolta molto.

Come è stato lavorare con Luca e Claudia?

Claudia è stata una partner eccellente, sempre interessata a far funzionare la scena, attenta alla battuta dell'altro e non solo al suo personaggio. Questa è, a mio avviso, una grande dote. Anche con Luca mi sono trovato benissimo, abbiamo avuto fin dall'inizio un buon feeling. Devo ammettere che i nostri personaggi, per come erano scritti, ci hanno aiutato.

I punti di forza del film?

È una commedia divertente ed elegante in cui il gusto per la battuta si sposa con una certa irriverenza nei confronti delle dinamiche socio-politiche italiane. Noi ci siamo divertiti molto a farla.