POETI

Un film di Tony D'Angelo

Italia, 2009 – Documentario – Durata: 70‘

Con Salvatore Sansone, Biagio Propato, Dante Maffia, Vito Riviello, Luciano Luisi, Elio Pecora, Maria Luisa Spaziani 

 

Morti. I più grandi poeti sono tutti morti. Ce lo raccontano Biagio Propato e Salvatore Sansone, entrambi scrittori in versi, che si aggirano tra le tombe semi-abbandonate del cimitero "acattolico" di Testaccio in Roma. Gregory Corso, Shelley, Amelia Rosselli, il loro amico Dario Bellezza, anche se le loro parole resteranno immortali per tutti i loro estimatori, ormai non scrivono più. Ma chi scrive poesia oggi? Chi sono i poeti contemporanei? Come la docu-fiction Poesia che mi guardi di Marina Spada, uscita pochi mesi prima, anche Poeti, opera seconda del figlio d'arte (di Nino) Tony D'Angelo, anche questo passato al Mostra del Cinema di Venezia, sembra porsi le stesse domande. Girato prevalentemente in super8 e gonfiato a 35 mm, segue i gesti quotidiani di due curiosi animali da verso, rifuggendo espedienti drammaturgici, pedinandoli tra San Lorenzo e Testaccio e scoprendo accanto a loro una fauna umana e fragile: da quello che si stanca facilmente dopo pochi minuti di conversazione alla sognatrice, dalla nostalgica all'altro che grida versi in mezzo alla strada al centro della capitale, nel cuore della notte. Sullo schermo scorrono così più di venti poeti, tra quelli underground e quelli “istituzionali” come ad esempio Elio Pecora e Maria Luisa Spaziani, che cercano di far conoscere la propria arte.

Tra coloro che purtroppo non sono più tra noi ci sono Sandro Penna, colto in un estratto da Umano non umano di Mario Schifano, e Pier Paolo Pasolini, al quale Moravia dedica queste parole: "Abbiamo perso prima di tutto un poeta e di poeti non ce ne sono tanti nel mondo: ne nascono soltanto tre o quattro dentro un secolo (...). Il poeta dovrebbe esser sacro".

Ipotizzando un irraggiungibile secondo appuntamento, le immagini sono intervallate, trent'anni dopo, con quelle, preziose e d'epoca (tratte da Castelporziano, Ostia dei poeti di Andrea Andermann), del primo, unico, picaresco Festival internazionale dei Poeti di Castel Porziano, che nel 1979 riunì numerosi artisti, anche estemporanei, tra cui i grandi Evtushenko e Corso, Fernanda Pivano, Peter Orlosky, Dario Bellezza e Dacia Maraini che fu contestatissima, tanto da abbandonare subito il palco.

Il documentario è anche un anomalo racconto, naturalmente poetico, di una città più che millenaria quale Roma che ha visto di tutto ed ospitato tutti, perfino i poeti. 

Chiude in didascalia la significativa frase di Goethe: "Bisognerebbe incidere con mille ceselli; che cosa può fare, qui, una sola penna?".

 

Uscito il 29 gennaio 2010 in 1 sala

(Filmtudio – Via degli Orti d’Alibert, 1c - Roma)

Autodistribuito

Raro perché... la poesia è poco cinematografica

 

Giudizio: * * *½. .

Paolo Dallimonti.