CANNIBAL HOLOCAUST
 
IT 1979 di Ruggero Deodato con Luca Giorgio Barbareschi, Francesca Ciardi, Robert Kermann.

Vai a VM18 viaggio nel cinema (semi) invisibile

° Quattro reporter americani vanno nella giungla amazzonica per un documentario sui selvaggi indigeni e scompaiono. Il ritrovamento del loro filmato illustra la sconvolgente verità. Rigorosamente vietato ai  minori di 18 anni, censurato e bandito da molti paesi, causa di numerosi problemi (anche finanziari e giudiziari) per gli autori, è un film colmo di violenza e  oscenità (tanto per accontentare un po’ tutti), mascherate da una parvenza di critica sociale e di morale della visione. Lanciò la moda tutta italiana dei cannibal-movie. La leggenda vuole che le scene di cannibalismo siano autentiche, ma di vero ci sono soltanto le uccisioni degli animali. HORR  90’      ½
Roberto Donati

Cannibal Holocaust ha palesemente ispirato il recente Blair Witch Project, che ne ricalca la scaletta.
Purtroppo per regista e produttore non ne ha avuto gli stessi esiti commerciali...(battuta di Oliver Stone)
Deodato dimostra di conoscere bene il mestiere del "fare cinema": fotografia, riprese ed effetti sono molto ben curati. Notevole la colonna sonora, che commenta in modo disincantato le scene di violenza. Una scelta stile "Arancia Meccanica".
Il film contiene scene di violenza su animali e uomini, nonchè scene di cannibalismo, che hanno fatto gridare allo scandalo.
Ed in effetti il risultato è anche troppo efficace.
Le riprese sono state effettuate il Colombia, in riva al Rio delle Amazzoni, tra mille difficoltà logistiche ben descritte in un ottimo DVD di recente uscita.
Il "Werner Herzog" italiano Deodato ha selezionato come protagonisti 4 giovani attori all'epoca sconosciuti, tra cui il nostro Barbareschi.
Li ha inoltre vincolati contrattualmente a sparire dal set per un anno dalla fine delle riprese, in modo da lanciare il film con un alone di mistero sulla vera sorte dei protagonisti. Al lancio a Milano fu un grosso successo, e molti ipotizzarono (come per Blair Witch Project) che il film fosse un vero documentario.
Il film fu sequestrato e Deodato fu costretto a richiamare in gran fretta in tribunale i 4 attori protagonisti, per dimostrare che fossero ancora vivi.
Dopo mille vicissitudini giudiziarie è tornato a circolare in Italia, ma in 23 paesi al mondo è ancora vietato.
Vito Casale

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