Teatro di guerra

Tra i tanti modi per esorcizzare il reale c'e' il rappresentarne uno peggiore: tra i quartieri spagnoli di Napoli e Sarajevo in guerra la scarsa differenza non sfugge allo spettatore, ma all'attore si'. Una troupe talmente concentrata su un progetto da sembrar quasi dimenticarne il senso, le motivazioni generali: ogni personaggio sa perche' lo fa, ma senza cogliere il disegno.
E di questo bel film di Martone, gradevole anche se a tratti inutilmente intenso, mi rimane soprattutto quest'aura di dubbio, il sospetto che neanche il regista sapesse bene cosa fare, cosa dire, cosa significare: segno di intelligenza, se si parla di guerra. Mi sarebbe piaciuto capire di piu' - da ignorante quale sono - il nesso tra Tebe e Sarajevo: mi accontento delle belle facce e di aver vissuto l'emozione della preparazione di uno spettacolo teatrale, per me da sempre superiore allo spettacolo stesso.

Mafe

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