SCELTE DI CARRIERA: DIMENTICANDO TITANIC

Titanic è senza dubbio il film che ha segnato gli anni ’90. La mania e il fenomeno che ha generato sono arrivati a livelli incredibili, diventando la pellicola di maggior successo della storia del cinema. Dopo una lunghissima lavorazione -con orari giornalieri di 17 ore- piena di imprevisti e difficoltà, tra le quali il budget che continuava a salire e le minacce da parte della Fox di chiudere il set, nel dicembre 1997 Titanic è uscito con enorme successo nei cinema di tutto il mondo. Non sono pochi gli aneddoti che si raccontano sul successo della pellicola, ma valga per tutti il fatto che decine di adolescenti hanno visto il film anche 80 volte di seguito nei cinema. Titanic ha avuto un tale trionfo di critica e di pubblico che per mesi e mesi ha rappresentato l’evento principale di cui parlare sui giornali, alla televisione, alla radio e in tutti gli ambiti cinematografici e non solo. Ha generato milioni di articoli, critiche, lodi, dominando il box office per mesi dalla sua prima uscita e diventando il primo film ad aver superato la boa del miliardo di lire guadagnato. L’apice del successo è stato raggiunto il 24 marzo 1998, quando Titanic, candidato alla cifra record di 14 nomination (solo Eva contro Eva c’era riuscito prima), si è aggiudicato ben 11 Oscar (altra cifra record, unico assieme a Beh-Hur e Il signore degli anelli: il ritorno del Re) compresi miglior film, regia, colonna sonora e montaggio e mancando nelle categorie principali solo la candidatura di Kate Winslet come miglior attrice protagonista. Mancata nomination invece per Leonardo Di Caprio, che però ha ricevuto un tal consenso di pubblico da diventare in poco tempo l’attore più amato di Hollywood e ben presto anche tra i più pagati, arrivando a definire il suo successo come “Leo-Mania”. E così, in poco tempo, la giovane coppia romantica del film si è vista catapultare dai successi di critica di Hamlet e Romeo & Giulietta ai trionfi Hollywoodiani, compresi bagni di folla e un tale successo che definirlo “enorme” neanche gli rende giustizia. Pochi sarebbero sopravvissuti ad un tale trionfo. Di Caprio ha anche visto triplicare il suo successo -già maggiore rispetto a quello della co-protagonista per il gigantesco affetto e la folle mania delle sue ondate di fan adolescenti- dato che quando Titanic era ancora nei cinema uscì pure La maschera di ferro (in realtà girato prima del kolossal di Cameron), flop di critica ma grande successo personale che ha portato la sua fama a livelli quasi esagerati. L’attore dal viso d’angelo ha poi intrapreso una carriera piena di alti e bassi, con il flop di The Beach di David Boyle rivendicato solo dal buon consenso di critica e pubblico ottenuto nel 2003 (ben 5 anni di distanza da Titanic) con i due registi che lo hanno riconfermato attore dalle grandi capacità: Steven Spielberg con la commedia Prova a prendermi e Martin Scorsese con il dramma storico Gangs of New York. Se vi era una sfida, non solo interpretativa, tra i protagonisti di Titanic, si può affermare che essa è stata vinta dall’eroina del film: Kate Winslet ha portato avanti una carriera non molto soddisfacente dal punto di vista commerciale ma che l’ha resa perfetta interprete lodata dalla critica (nel 2001 è stata candidata per la terza volta agli Oscar) e amata dal pubblico per la sua anti-convenzionalità e le sue scelte cinematografiche. Infatti, dopo l’estenuante lavorazione di Titanic, la Winslet ha sorprendentemente optato per un piccolo film come Ideus Kinky, un tenero viaggio alla scoperta del Marocco passato quasi inosservato nei cinema ma che le ha fatto riscoprire la passione nel recitare e la gioia che prova nel fare il lavoro che ama. L’attrice, consapevole di non poter trovare nessun film in grado di eguagliare Titanic, ha optato direttamente per l’opposto: budget irrisorio, storia hippy ambientata negli  anni ’60 e una storia dove gli effetti speciali sono rappresentati dalle buone interpretazioni del cast. Forse una scelta che farà torcere il naso a qualcuno, ma che invece rivela quanto la Winslet sia appassionata e sincera, non mossa dalla bramosia del successo o dei soldi che si mostra ancora più sorprendente quando si viene a sapere che per questo film ha rifiutato Shaskespeare in love. E’ vero, la commedia sul Bardo ha portato a Gwyneth Paltrow un Oscar, e probabilmente la Winslet sarebbe diventata l’attrice più di successo e più ricercata di Hollywood, ma come ha dichiarato lei stessa, che ruoli le avrebbero offerto dopo? Si sarebbe trovata incastrata in copioni commerciali e terribilmente afflitti da dejà-vu, avrebbe guadagnato milioni di dollari come molte sue colleghe ma si sarebbe ritrovata a recitare solo e solamente in blockbuster in costume o mere commedie commerciali. La sua è stata invece una scelta coraggiosa, che si è ripetuta poco dopo quando ha detto no al film in costume Anna and the King e ha deciso di interpretare un film difficile, confuso e provocatorio come Holy Smoke di Jane Campion, dove non evita scene decisamente audaci ma che è a tutt’oggi la sua migliore interpretazione. Altra scelta degna di nota quella del progetto seguente, dove un’attrice spesso star delle sue pellicole (Titanic, Ideus Kinky, Holy Smoke) ha accettato un ruolo secondario come quello di Madeleine in Quills, film oscuro e inquietante, che ha preferito ad altri personaggi protagonisti per il suo impatto emozionale e la bellissima storia raccontata. Quel che si evince è che la Winslet non è un’attrice come tutte le altre: non è la tipica inglese interprete di film in costume che declama Shakespeare a colazione come le intense interpretazioni in Ragione e Sentimento, Jude e Hamlet potrebbero far pensare. Ma non è neanche l’attrice indipendente e snob che rifiuta blockbuster per film intellettuali e intelligenti come Holy Smoke, Iris ed Eternal Sunshine perché è pur sempre la protagonista del kolossal più celebre della storia del cinema. Kate Winslet è semplicemente un’Attrice, di quelle con la A maiuscola, un’interprete che recita perché adora farlo e che cerca continuamente nuove sfide e nuovi ruoli, senza paura di imbattersi in progetti poco riusciti se la sua scelta è stata dettata dalla passione e dal sentimento. Ha rifiutato Hollywood per il Marocco, i film in costume per una storia sfrontata e sensuale, parti da protagonista per un film intenso e conturbante, e via di seguito diventando un’attrice capace di trovarsi perfettamente a suo agio in tutti i genere di film, da quelli più costosi a quelli indipendenti e quasi sconosciuti, ma dove ha regalato sempre delle interpretazioni memorabili semplicemente perché nelle sue scelte non si fa guidare dalle leggi di mercato o dal desiderio di fama, ma dalla sua anima e dal suo cuore.
Claudia Scopino

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