INTERVISTA DOMENICO DE GAETANO-VOLUMINA

 

Buongiorno Domenico. Ho il sentore, purtroppo, che non tutti ancora abbiano chiaro in mente cos'è Volumina. Vogliamo rinfrescare le idee in breve?

Volumina è un'associazione culturale nata alcuni anni fa a Torino, una città molto attiva in campo artistico oltre che cinematografico. L'idea di fondo è di costruire progetti artistici con grandi maestri del cinema insieme a giovani grafici, webdesigner, videomaker. I ragazzi che collaborano con Volumina sono in effetti molto giovani, intorno ai venticinque anni, e - prerogativa essenziale per collaborare con noi - devono essere molto motivati. La passione e il desiderio di lavorare ad un progetto unico, di livello internazionale muove ogni cosa. Chi viene da noi non lo fa per soldi, ma per imparare avendo come insegnante Greenaway o Cronenberg.

Dopo Red Cars , Chromosomes segna la seconda collaborazione fra Volumina e David Cronenberg. Una passione “personale” o un preciso progetto editoriale che sicuramente prevederà altre tappe?

Cronenberg è uno dei nostri miti. All'inizio, quando abbiamo redatto la lista di registi con i quali avremmo voluto collaborare, il suo nome figurava tra i primi, insieme a quelli di Greenaway e Lynch. E' molto riservato ed essere riusciti ad avere la sua fiducia ci riempie di orgoglio. Red Cars è un libro-oggetto con la copertina di alluminio che abbiamo presentato nel 2005 al festival di Venezia: visto il successo abbiamo iniziato a pianificare la mostra che si è poi concretizzata al festival di Roma. In effetti è prevista una terza tappa: nel 2010/2011, con una installazione multimediale. Spingere gli artisti verso nuovi territori ci interessa moltissimo, ma nel caso di Cronenberg, si è instaurato anche un legame personale molto forte.

Come nasce un progetto editoriale con un autore vivente e operante in tanti campi dell'arte? Chi ha il controllo su chi o su cosa?

Ci piace molto interagire con gli artisti. I nostri "artbook" non sono libri SU qualcuno, ma DI qualcuno. Sono loro che devono fornire lo spunto creativo e devono guidarci nelle scelte che facciamo. Per questo non ci interessa fare un libro su Visconti, Fellini o Pasolini. Noi siamo la troupe ideale, che invece di girare un film, realizza libri. Certo, trovassimo fondi sufficienti, faremmo volentieri un film con Cronenberg, ma ci sembra obbiettivamente molto difficile. Il nostro è comunque un lavoro di squadra, dove ognuno ha il proprio ruolo e la propria autonomia, che non sempre è facile da gestire, mentre io, in quanto responsabile di tutta l'operazione, ho il controllo artistico e produttivo del progetto.

C'è l'idea che questo volume possa essere pensato come una naturale estensione del lavoro come cineasta di Cronenberg?

Red Cars ha tutte le caratteristiche per essere un libro d'artista: è in tiratura limitata ed è stato concepito dall'autore, anche nelle scelte editoriali meno evidenti. Chromosomes è invece un semplice catalogo della mostra. Tutti e due per certi versi sono una naturale estensione del suo lavoro: il primo contiene la sceneggiatura di un film mai fatto ed è quindi la sola visualizzazione possibile di un film che non esiste; il secondo contiene dei fotogrammi dei suoi film commentati da personalità del mondo artistico e scientifico.

Che riscontro, di pubblico e di critica, sta avendo intanto?

Roma, il festival, l'incontro in un Auditorium gremitissimo, la mostra in un Museo storico della capitale sono tutti elementi che hanno decretato il successo dell'iniziativa. Siamo apparsi su tutti i quotidiani, recensioni della mostra sono uscite anche su Variety . I complimenti del direttore del festival Mario Sesti, del Conservatore della Cineteca Nazionale Sergio Toffetti, del direttore di Cannes Thierry Frémaux e di Cronenberg stesso ci fanno capire che abbiamo fatto un ottimo lavoro.

Sembra che Volumina sia interessata ad autori transgender , tutto sommato di nicchia e dalle spiccate qualità estetiche: Cronenberg, Greenaway, Egoyan… Nessuna ipotesi preventiva su Guy Maddin o su David Gordon Green, per caso?

Li adoro. Soprattutto Maddin. Ma sono molto giovani e davvero troppo poco conosciuti. Alla fine, quando produciamo un libro, dobbiamo venderlo e quindi abbiamo bisogno che l'autore abbia un suo seguito. Ci piace molto Aronofsky: non ho visto l'ultimo, ma i primi tre film sono eccezionali. E poi gli italiani, anche loro molto giovani: la scena finale di Nuovomondo di Crialese sembra l'inizio di un libro perfetto con la pagina biancolatte su cui compaiono delle lettere che formano delle parole.

Quali i vostri prossimi progetti in ogni caso?

Adesso vogliamo solo riposarci e non pensare a niente. Lo scorso anno abbiamo inaugurato la Reggia di Venaria con una installazione multimediale di Peter Greenaway che usava 100 videoproiettori, in primavera abbiamo realizzato Sublime , il primo libro fotografico del compositore Michael Nyman, adesso la mostra di Cronenberg. Siamo felici ma molto stanchi. Ovviamente, abbiamo dei progetti in mente, alcuni già iniziati e facciamo fatica a tenere a freno le nostre fantasie... Comunque per il prossimo anno, ci piacerebbe molto lavorare con un italiano.