Il buono, il brutto, l’islamico
Eugenio Fusco (Paolo Briguglia) è un giovane poliziotto che studia l'arabo e frequenta l'università per laurearsi ed aspirare al concorso da commissario. Duccio Monti (Ennio Fantastichini) è un collega più anziano, esperto di pedinamenti da quindici anni, uno sincero, che si è fatto le ossa sulla strada. Si ritrovano a lavorare insieme per seguire
Khaled (Ahmed Hefiane), un arabo appena uscito di prigione, dopo aver scontato due anni per aver ospitato in casa sua due terroristi iracheni. Nel giro di qualche giorno il loro obiettivo si accorge della loro pressante presenza e li avvicina. Nel frattempo riceve delle minacce da un improbabile gruppo padano. Così i due poliziotti diventano in breve la sua scorta, stringendo col sospetto un rapporto umano che andrà oltre la professione...
Campogiani, al debutto nel lungometraggio, seguendo un soggetto che ricorda molto da vicino Io, l'altro di Mohsen Melliti, mette in scena un classico buddy movie, schema a volte praticato in Italia, appunto nel genere poliziesco. La trovata originale è però contaminarlo con la tematica razzista e quella del terrorismo internazionale. Il tono è per buona parte quello della commedia, anche se le battute non sono sempre divertenti, ma comunque gradevoli. Si toccano anche le violazioni dei diritti umani, sfiorando pure la commozione, così che anche nello spettatore monti il dubbio. Le coinvolgenti musiche di Theo Teardo spaziano con agilità tra la commedia, le scene d'azione e atmosfere più intimiste. Le psicologie dei tre protagonisti sono ben approfondite, le loro debolezze e i punti di forza sono messi in giusta evidenza, mentre alcuni personaggi di contorno si perdono nel procedere del racconto. La narrazione inizia nel presente, a Tunisi, per poi tuffarsi in un lungo flashback in Italia e poi tornare nel finale al tempo attuale. Prevedibile, il colpo di scena all'ultimo - che non diremo - in cui viene applicata una sorta di esemplare legge del contrappasso, che però confonde le acque e le idee, ricordandoci quanto il mondo occidentale e quello islamico siano differenti, molto più netto il primo e maggiormente sfumato e complesso il secondo, meno chiaro e trasparente. Lì la vecchia coppia si ricompone, in un ruspante e ruffiano "Arrivano i nostri!", quadrando così il cerchio. Ma non basta: ormai la favola dello straniero si è spezzata e si esce dalla sala pensierosi, come l'agente Fusco, che non sa più quale sia veramente "la cosa giusta".
Uscito il 27 novembre 2009 in 4 sale
Distribuito da Cinecittà Luce
RARO perché... Siamo in un paese miope!
Giudizio: * * * . .
Paolo Dallimonti.