SEGNALI DAL FUTURO

Titolo Originale: Knowing

Produzione: USA/Australia

Anno: 2009

Durata: 121 minuti

Genere: Fantascienza/Catastrofico/Fantastico

Regia: Alex Proyas

Sceneggiatura: Ryne Douglas Pearson, Juliet Snowden, Stiles White, Stuart Hazeldine, Alex Proyas

Cast: Nicolas Cage, Rose Byrne, Chandler Canterbury, Lara Robinson

 

 

 

Data di Uscita Italiana: 04/09/2009

Recensione di Bambino delle Stelle

Quando le piccole dita di Lucinda grattarono fino a sanguinare la porta di uno stanzino sotto la palestra della sua scuola elementare e la maestra la ritrovò chiusa lì, con uno sguardo ancora più atterrito e svagato del solito, nessuno poteva immaginare il carattere profetico che quell'episodio avrebbe potuto assumere per il futuro dell'intera umanità. Perchè forse le voci che Lucinda continuava a sentire nella sua mente e che condizionavano i suoi strani comportamenti non erano frutto di una malattia psichica, forse la piccola Lucinda era qualcosa di più di una bambina strana e triste.

Cinquant'anni dopo, nella stessa scuola, in seguito al dissotterramento di una capsula del tempo, a Caleb Koestler viene consegnato un foglietto sul quale Lucinda aveva espresso in classe la sua visione del futuro. Su quella paginetta non c'è un disegno come su quelli di tutti i suoi compagni ma una serie incomprensibile di numeri che successivamente suo padre John, stimato professore di astrofisica del Massachusetts Institute of Technology, si accorgerà corrispondere in perfetta sequenza alle date e al numero delle vittime dei peggiori disastri mondiali avvenuti negli ultimi quindici anni, 11 settembre incluso ovviamente. Si tratta solo di un'incredibile coincidenza oppure veramente una bambina apparentemente disturbata era riuscita a prevedere il futuro nei suoi risvolti più tragici?

Lo scienziato agnostico (come lo stesso regista) che, soprattutto in seguito alla morte della moglie, ritiene che l'evoluzione sia guidata solamente dal caso e che la vita non abbia nessun ordine né alcuno scopo dettato da un'intelligenza superiore sarà costretto a rivedere radicalmente le sue posizioni travolto da eventi che non avranno molto di scientifico.

L'atteso ritorno di un talento come Alex Proyas che per l'occasione imbraccia l'innovativa mdp Red One Camera, digitale dalla qualità veramente molto prossima alla pellicola, non delude le aspettative. “Segnali dal Futuro”, fuorviante titolo italiano poiché è in verità dal passato che essi provengono, nonostante sia soprattutto un ibrido fanta-catastrofico con passaggi di sceneggiatura inevitabilmente semplicistici ed intenti blockusteriani impreziositi dagli ottimi effetti speciali della Animal Logic, riesce anche ad affrontare, seppur molto didascalicamente, anche un tema esistenziale interessante come quello del determinismo cristiano in opposizione alla tesi della casualità darwiniana, sbilanciandosi maggiormente verso la prima ipotesi (ma si tratta più che altro di una speranza e non di una convinzione antievoluzionista dell'autore), soprattutto negli ultimi spielberghiani minuti.

Proyas gestisce con equilibrio generi cinematografici diversi, si districa tra essi con il suo solito senso del ritmo e della misura, che viene a mancare solo nel fiabesco e religioso finale eccessivamente kitsch, alternando con il giusto dosaggio spettacolarità ed intimismo e regala alcune riprese da brividi che valgono da sole il prezzo del biglietto. Fra tutte l'angosciante piano sequenza dell'incidente aereo ed un efficace intro con primissimo piano sull'espressivo volto di Lucinda che guarda preoccupata un sole minaccioso, lenta carrellata all'indietro ad allargare interrotta da uno stacco di montaggio che ci mostra l'affollato cortile scolastico, seguito a sua volta da uno splendido campo totale che comunica immediatamente allo spettatore la solitudine ed il tormento della bambina.

La fotografia di Simon Duggan contribuisce non poco alla bellezza delle immagini puntando su colori più accesi per le scene ambientate nel ‘59 e tornando invece a toni più scuri ed autunnali, tanto cari al regista di origini greche, per quanto riguarda il presente.

Discreta la prova di Nicolas Cage che quando interpreta il classico affettuoso padre di famiglia americano nelle sequenze più “raccolte” è sempre molto in parte, fatica un po' di più quando il ritmo sale ed al suo personaggio viene imposta una maggiore frenesia fisica ed emotiva.