L’INCANTO DEL MONDO – IL CINEMA DI MIYAZAKI HAYAO

(Nuova edizione aggiornata)  

Scheda volume:
Autore: Anna Antonini
Formato: brossura, 194 pagine
Edizione: Il Principe Costante (www.principecostante.it)
Prezzo: 14,00 euro
 

Ormai la gloria e la maestria di Hayao Miyazaki, disegnatore e cartoonist di chiara vaglia, sono riuscite ad arrivare anche in Italia, sia pure con gli ovvi anni di ritardo. Troppo facile, verrebbe anche da dire, dopo i premi ricevuti da La città incantata, sua penultima opera filmata, e dopo il legittimo doppio tributo veneziano – quello dell’anno scorso, con la proiezione della sua ultima fatica animata, quel Castello errante di Howl che ha giustificato una quasi immediata nuova edizione di questo volume da parte dell’autrice in collaborazione con la casa editrice (peraltro piuttosto sconosciuta ai più), e quello di quest’anno, sicuramente più intenso, culminato con il Leone d’oro alla carriera, il primo vinto da un regista di animazione. Ma l’Italia, si sa, non è mai troppo grata all’Oriente e agli anime, così come vengono chiamati i cartoni animati asiatici, visti forse come film per bambini, senza spessore umano, senza possibilità di poesia del vissuto, del quotidiano.
Miyazaki rappresenta invece un po’ lo spartiacque di questo pensiero,  del cambiamento in atto: l’autrice, un’esperta del cinema (non genere!, come ricorda con generosa passione) di animazione – ne scrive su Duellanti, FilmTV e altrove -, lo sa e non manca di ribadirlo, più che soffermarsi sui livori causati da un popolo poco pronto alle nuove esperienze e all’esaltazione del lato fantastico, irreale della vita di tutti i giorni.

Nella sua ricercata, anche se stringata ed essenziale, analisi del cinema del maestro giapponese, Anna Antonini percorre un cammino ora poetico ora esistenziale ora (anche se meno) storico – mettendo di volta in volta in evidenza gli aspetti peculiari della sua poetica, i suoi legami con quotidianità dell’esistenza, anche nelle bassezze e nelle tragedie (la guerra; il conflitto – tutto umano – tra natura e cultura/civiltà è alla base delle sue storie o, perlomeno, dell’atmosfera in cui esse sono immerse). Un percorso di testa che si rivela anche un’indagine del cuore, se non proprio dell’anima, sicuramente appassionata (pure troppo, in alcuni casi, ma il gioco vale la candela) e talvolta appassionante,  ma sempre precisa, puntuale, competente.
Un’opera che magari non svela clamorose perle di acume o non stigmatizza il cinema di Miyazaki ma che, con discrezione e amore, si impegna a evidenziare l’importanza cosmica di questo autore (rileggere per l’ennesima volta le parole, ormai stra-abusate, di Kurosawa sul genio di Miyazaki e su un possibile paragone fra lui e il collega più giovane) che merita conoscenza e riconoscenza e che, ancora, peraltro,  checché se ne dica, non è in toto (ri)conosciuto. Colpa, come l’autrice si premura, a sottolineare, qui giustamente con amarezza, di una distribuzione schizofrenica che se da un lato vuole contribuire alla sua fama, dall’altro non fa niente di concreto (i film distribuiti in dvd, a cura della Buena Vista, sono ancora pochissimi, e soltanto gli ultimi) perché questo avvenga.

ROBERTO DONATI