Michael
Keaton
(intervista
esclusiva)
Intervistatore: Sai se qualche scena
che è stata tagliata nel film finirà negli extra del DVD?
Michael Keaton: Non so
proprio cosa sarà messo nel DVD ma sai, dal film è stato tagliato davvero
moltissimo, ci sono un sacco di domande che rimangono senza risposta. Questo
film ha un sacco di livelli di letture ma avevamo solo un tot di tempo a
disposizione per raccontare la storia, per cui bisognava fare un film che
rientrasse nelle due ore.
Qual
è la tua scena preferita, quella che pensi diverrà anche la più amata da chi
vedrà il DVD?
Mi piace quella scena in cui io entro nella stanza… e ricevo una
telefonata dal personaggio interpretato da Ian McNeice. È un classico: entro
nelle stanza, vedo che è stato tutto distrutto ma non so chi è stato, non so
chi ci è entrato prima di me. Mi piace anche quella scena in cui io sono in
bagno e guardo dietro il personaggio interpretato da Debra Unger e quando mi
piego per bere l’acqua e i tre spettri passano dietro di me. È un momento
fantastico!
Cosa
vuoi che la gente sappia riguardo il dietro le quinte, guardando il DVD?
C’è stato un sacco di lavoro dietro questo film per farlo sembrare il
più fluido possibile. Questo è un vero horror, è un film che fa paura ma è
anche un thriller, c’è del mistero. Sono cose difficili da fare, ancora più
difficili se si vogliono fare bene. Per cui, dietro questo film, ci sono un
sacco di idee e di lavoro; tutto doveva filare liscio, essere fluido, credibile.
Quanto più possibile. Non penso che la gente capisca quando duro si debba
lavorare dietro le quinte per farlo sembrare così semplice.
Credi nell’aldilà?
Beh non saprei dirti come è
fatto. Penso che ci sia qualcos’altro dopo la morte. Ma non ho idea di come
possa essere. A dire la verità ho una certa idea di Dio… come qualcosa di
grande. La gente lo chiama D-I-O; ma a me non importa come la chiami, qualsiasi
cosa sia questa grande entità. Si insomma, ci credo ma non penso che questo
significhi necessariamente che ci sia una vita dopo la morte.
Hai
mai avuto delle esperienze, per così dire, inspiegabili?
Si certo, ne ho avute. Ma preferirei non parlarne perché sono cose
molto personali. Penso che probabilmente tutti in questa stanza abbiano avuto
qualche esperienza di questo tipo. Sono cose che succedono continuamente, non le
riconosci perché semplicemente non sei ‘sintonizzato’. L’idea che queste
persone siano dei medium è un po’ sbagliata. Penso che ci siano persone - il
più delle volte donne - sintonizzate ad un certo livello, ecco… noi tutti
potremmo avere il potenziale per sintonizzarci ma non ne abbiamo la capacità o
la sensitività. E non dico nulla di strano o di nuovo perché è evidente, ci
sono stati molti casi in cui delle medium hanno aiutato la polizia a risolvere
dei crimini.
Ti
piacerebbe comunicare con qualcuno che non c’è più, se ti fosse data questa
possibilità?
Non so. Non
ho mai provato. Non ho fatto nemmeno delle ricerche perché, a volte, la gente
la legge come una cosa falsa. Insomma non piace un attore che sembra avere dei
preconcetti. Per cui quest’uomo (il personaggio) non ne sa nulla di EVP ed io,
come lui, proprio allo stesso modo, non ho voluto saperne nulla.
È
successo qualcosa di strano durante le riprese del film?
No.
Penso di essere stato la persona giusta, l’attore giusto per questo film perché
sono molto curioso. Tutto mi incuriosisce. Questo è un buon film perché penso
che faccia davvero paura, e poi è godibile allo stesso tempo. Una cosa buona è
anche il fatto che fa sorgere un sacco di domande e che fa riflettere. Questa è
una cosa che mi piace sempre. Penso che sia stimolante come film e che sia fatto
molto bene. Ma io sono anche la persona giusta perché non penso che “Il mondo
ha bisogno di sapere queste cose” [ride], non è che io posso prendere le mie
credenze, ciò in cui credo e ciò di cui sono convinto, e farci un film…non
lo farei mai!
Questo
è stato il primo film di Geoffrey Sax, il suo debutto come regista. L’hai
aiutato, gli hai dato qualche consiglio?
Sicuro! Gliene ho dati più io a lui che lui a
me! È davvero un grande, una persona aperta e disposta a ricevere consigli. Infatti,
una cosa che mi è piaciuta molto nel fare questo film è stata la grande intesa
tra me, il regista ed il direttore della fotografia. Un sacco di scene le
abbiamo ideate insieme, loro sono molto ben disposti verso i suggerimenti. Il
direttore della fotografia ci sentiva discutere riguardo la scena, restava in
silenzio e poi diceva: “bene, adesso ho sentito che idea avete riguardo il
film, cercherò un modo per mettere in pratica le vostre idee al meglio”. E le
nostre idee miglioravano sempre. A volte mi lasciavano anche decidere sul modo
di allestire una scena. Ebbi un’idea mentre giravamo un paio di scene,
aggiustai un po’ la mia parte, ecco… sapevo che potevo fargli risparmiare un
paio di ciak. Lo feci e fu fantastico. Quello che mi piace quando si gira è la
collaborazione. È una cosa abbastanza insolita.
Com’è
stato lavorare con Lindsay Lohan? Lei è sempre sui giornali…
Ah, è grandissima… si è sempre sui giornali ma è una ragazza. Lei
è una di quelle persone che, allo stesso tempo, sono sia molto più giovani
della loro vera età che più vecchie. A volte è come una ragazzina, poi nel
giro di un’ora si trasforma in una donna di 35 anni. E non dico che lei finge
di essere una trentacinquenne, lei diventa una vera trentacinquenne. È molto
matura per la sua età e allo stesso tempo, in qualche modo, non lo è. Ma è
ancora una ragazza, credo che sia un grande talento.
Il
tuo personaggio nel film è un po’ dark, oscuro, ed ha un’ossessione. Tu sei
il tipo di persona che quando torna a casa si lascia i problemi di lavoro sul
set?
Si beh, io ne sono un po’ ossessionato [ride]. Mi capita di tornare a casa e
di continuare a pensare alle scene che abbiamo girato, ossessionandomi sul fatto
che forse non le ho girate al meglio. Ma a dire la verità il più delle volte
quel che è fatto è fatto. Molte volte non li vedo nemmeno i film che faccio.
Più che altro i film mi piace girarli.
Ma
tu li vedi i tuoi film su DVD?
In gran parte i film che ho fatto non li ho visti più di una volta. Ma
comunque dipende… A volte vedo delle versioni non definitive, altre volte non
li vedo completamente ma quel tanto che basta per dire: “Andiamo a girarne un
altro!”
Cosa
ti piace fare quando non sei sul set, quando non lavori?
Sono una persona attiva, troppo attiva, Sono iperattivo [ride]. Questo
è il mio problema. Ho troppi, troppi interessi e questo è il motivo per cui
per molto tempo non sono apparso sul grande schermo. Mi piace viaggiare. Mi
piace andare in Europa. Ci sono stato diverse volte perché avevo una relazione
con una donna europea. Mi piace andare anche in Sud America, in Nuova Zelanda e
nella Colombia Britannica… un gran bel posto davvero! Mentre stavamo girando ‘White
Noise’ ho avuto la possibilità
di andarci per un weekend. Lì tutto è grandissimo, dalle rocce agli alberi,
fino agli orsi.
Qual
è lo stato europeo che ti piace di più?
Oh, adoro la Spagna e l’Italia. La Scozia è la mia preferita… e
anche l’Irlanda.