“Faccio queste mestiere da moltissimi anni e ho imparato che più vai avanti e più ti rendi conto che non sai nulla…non sai mai cosa sta per succedere sul set e così la sola cosa che puoi fare è ciò che ami di più.” E' Sydney Pollack che parla in un'intervista esclusiva rilasciata a Studio Universal (Sky) in occasione dell'avventura di Viaggio nel Cinema Americano, la serie di incontri con registi e attori di Hollywood che ha appassionato il pubblico dell'Auditorium Parco della Musica di Roma e che arriva, a partire da ottobre, sul Canale del grande cinema americano. Accolti da Antonio Monda e Mario Sesti, i protagonisti della grande mecca del cinema si sono raccontati di fronte ad una platea di ammiratori, hanno commentato le scene più significative dei loro film e soddisfatto le curiosità del pubblico.
Il primo appuntamento è con Sydney Pollack. Da non perdere, oltre all'incontro che l'ha visto protagonista, il documentario, realizzato dal Canale, dove il regista racconta la sua passione per il cinema, l'esperienza umana e la sua sfida professionale ed una rassegna di celebri film da lui diretti: Non si uccidono così anche i cavalli?, Come eravamo, Il cavaliere elettrico, La mia Africa, Havana.
L'appuntamento è ogni martedì di ottobre in prima serata.
I titoli dei film:
- Mar. 3 - Non si uccidono così anche i cavalli? (1969) con Jane Fonda
- Mar 10 – Come eravamo (1973) con Robert Redford e Barbra Streisand
- Mar 17 – Il cavaliere elettrico (1979) con Robert Redford e Jane Fonda
- Mar 24 – La mia Africa (1985) con Robert Redford e Meryl Streep
- Mar 31 – Havana (1990) con Robert Redford e Lena Olin
Il Documentario: Un viaggio all'interno della vita privata e della carriera di Sydney Pollack, regista, produttore e attore con una carriera unica a Hollywood che a più di 70 anni non sembra davvero voler interrompere. Immagini tratte dal backstage, materiali di archivio della BBC e clip dei suoi più grandi successi, fanno da sfondo ad un'intervista esclusiva rilasciata a Studio Universal in cui il famoso regista racconta la sua passione per il cinema, l'esperienza umana e la sfida professionale di chi ha il privilegio di fare uno dei mestieri più belli del mondo. “A volte leggo uno script e so che c'è una sola persona che potrà recitare quel ruolo e se non la potrò avere, sarò morto. Quando lavoravo al film La mia Africa non ero sicuro di molti personaggi, ma sapevo che se non avessi avuto Klaus Maria Brandauer, avrei dovuto riscrivere lo script.” Sydney Pollack sceglie i suoi attori sulla base di un'intuizione ben precisa, sorprendentemente Meryl Streep non era la prima scelta per il ruolo di Karen Blixen. La mia Africa vinse ben 7 Oscar, uno dei quali a Pollack per la migliore regia.
Sydney Pollack, nato in Indiana nel 1934, inizia a fare cinema negli anni sessanta dirigendo, da allora, 18 film, recitando in 14 pellicole, e producendone più di 40. A dare l'avvio alla sua carriera, nel 1966, è la commedia La vita corre sul filo con Natalie Wood e Robert Redford. Formatosi in televisione, è proprio sui set televisivi che conosce Robert Redford (che il quel periodo stava debuttando), più tardi trasformato in un vero e proprio attore-feticcio. Insieme hanno collaborato in sette pellicole: Questa ragazza è di tutti (1966), Corvo Rosso non avrai il mio scalpo (1972), Come eravamo (1973), I tre giorni del Condor (1975), Il cavaliere elettrico (1979), La mia Africa (1985) e Havana (1990). L'esplosione a livello popolare è arrivata con La mia Africa , tratto dal romanzo di Karen Blixen , con cui Sydney Pollack ha vinto il suo primo Premio Oscar come miglior regista. Pollack era stato già nominato per lo splendido affresco dell'era della Depressione americana con il film del 1969 Non si uccidono così anche i cavalli , grande metafora sull'America amara che si allarga ad allegoria sul destino dell'uomo. Tratto dal libro omonimo di Horace McCoy il film racconta una massacrante maratona di ballo e getta le basi per quella che sarà la visione definitiva del cinema di Pollack: scritturare grandi star in ruoli di grande spessore. Negli ultimi anni Sydney Pollack si è dedicato più alla produzione che alla regia e ha rispolverato anche il suo vecchio amore per la recitazione, partecipando nel 1992 a Mariti e mogli di Woody Allen . Ha dato prova anche di essere un ottimo caratterista nelle sapienti mani prima di Robert Altman (ne I protagonisti ), poi con Robert Zemeckis (per La morte ti fa bella ). Da ricordare anche la sua comparsa nel finale di "Eyes wide shut", ultimo immenso capolavoro del re dei registi: Stanley Kubrick . Una curiosità: premiato con il Pardo d'Onore al Festival di Locarno 2002, Sydney Pollack è uno dei fondatori del Sundance Film Festival. |