Italians
Italiani brava gente, un po' mascalzoni ma con un cuore tanto. Chi non ne
può più di vedersi descritto così, al cinema ma non solo, è meglio che non
varchi la soglia del cinema. Discorso analogo per chi non ha affinità con il
gioco delle carte, perché il film difficilmente riuscirà a coinvolgere chi
per inclinazioni personali non lo è già. Vincenzo Terracciano si rifà a
caratteri e cliché della tradizione della commedia italiana e, pur con
indubbio talento nel replicarne dinamiche e caratteristiche, lì si ferma.
Ecco quindi un padre con la febbre del gioco che moltiplica i debiti e
rischia di compromettere i soldi destinati al matrimonio della figlia; una
moglie (Martina Gedeck, già in coppia con Castellitto in Ricette d'amore)
che ingoia per lo più in silenzio fino a non poterne più; una figlia brava
ragazza costretta, almeno per un po', a sopportare il peso della tradizione,
e un figlio che rischia di seguire le orme non proprio virtuose del padre.
Il tutto immerso in una Napoli di loschi figuri, usurai, malavitosi e megere
da cui uscirne indenni sarà difficile. Incerto sul taglio da dare al
racconto Terracciano, anche co-sceneggiatore, mantiene un approccio sobrio
fino alla fine in cui cala, inaspettato e un po' stridente, il dramma. Forse
troppo sobrio, perché le risate sono pochine e la pennellata appare per lo
più sbiadita. Si ambisce al sorriso e alla lacrima, ma l'agrodolce sfuma in
una piatta indifferenza. Poco efficace anche la presa diretta, che rende in
più di un'occasione arduo comprendere i dialoghi. Resta la grande prova d'attore
di Sergio Castellitto, ma che il mattatore romano fosse un interprete bravo
e sensibile, molto abile nel valorizzare le mezzetinte dei personaggi a cui
dà vita, lo sapevamo già.
Luca Baroncinide www.spietati.it
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